Ospedale San Carlo di Nancy

Esperienza, innovazione, specializzazione nell’unità operativa di chirurgia endocrina

29 dicembre 2016
Esperienza, innovazione, specializzazione nell’unità operativa di chirurgia endocrina
In linea con le recenti acquisizioni scientifiche che sottolineano l’importanza di Centri specializzati e dedicati al trattamento della patologia endocrina di pertinenza chirurgica, nell’Ospedale San Carlo di Nancy in Roma, è stata istituita una Unità Operativa di Chirurgia Endocrina, recentemente accreditato come Centro di Riferimento di Chirurgia della Tiroide.
L’Unità Operativa è diretta dalla Dr. Carmela De Crea, Ricercatore Universitario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, chirurgo esperto e dedicato alla chirurgia endocrina, che racconta come, utilizzando protocolli di diagnosi e di trattamento adeguati ai più innovativi standard di cura, vengono trattate queste problematiche.
 

Quali sono le più frequenti patologie del sistema endocrino?

Le malattie tiroidee rappresentano un’entità nosologica estremamente frequente. In particolare, negli ultimi anni è diventata molto frequente la diagnosi di nodulo tiroideo, che ha una prevalenza di circa il 10% nell’ambito della popolazione mondiale. Alcuni fattori determinanti che hanno contribuito a questa “epidemia” sono rappresentati da una maggiore consapevolezza della popolazione e del medico, e dalla maggiore diffusione dello screening ecografico che ha condotto ad un’aumentata diagnosi di lesioni tiroidee di piccole dimensioni, i cosiddetti “incidentalomi tiroidei”. Sebbene la maggior parte di questi noduli siano benigni, essi costituiscono un dilemma diagnostico-terapeutico, dal momento che il problema principale rimane l’esclusione del carcinoma tiroideo.
Ogni anno in Italia sono circa 15000 le diagnosi di carcinoma della tiroide. In effetti, l’incidenza di questa forma tumorale è progressivamente aumentata negli ultimi decenni in tutto il mondo.
Le affezioni tiroidee di pertinenza chirurgica sono sostanzialmente rappresentate dai tumori maligni e dalla patologia displastico-iperplastica focale o diffusa e dagli ipertiroidismi. 
Le patologie endocrine di pertinenza chirurgica comprendono inoltre gli iperparatiroidismi: si tratta di patologie legate alle paratiroidi, caratterizzate da un aumento del calcio nel sangue, la cui presentazione clinica è variabile dalla pressoché totale assenza di sintomi, a forme clinicamente sintomatiche (litiasi renale, osteoporosi, disfunzioni neuromuscolari, ecc.), in dipendenza dal timing di diagnosi.
Ricordiamo infine la patologia surrenalica, le cui manifestazioni cliniche possono essere varie in rapporto alla porzione di ghiandola interessata ed al tipo di patologia (iperfunzione, effetto massa). In genere, la presenza di una massa surrenalica asintomatica (incidentaloma surrenalico) viene scoperta durante procedure radiologiche effettuate per altri motivi. È necessario, quindi, proseguire il processo diagnostico per valutare l’eventuale ipersecrezione ormonale anche sub-clinica ed il rischio di malignità.
 

Quali strumenti diagnostici vengono utilizzati?

Per quanto riguarda la patologia tiroidea, accanto ad una accurata valutazione clinica (caratteristiche del nodulo, presenza di linfoadenopatie laterocervicali, disfonia, sintomatologia compressiva, ecc.) con particolare attenzione verso i fattori di rischio (familiarità, età, anamnesi positiva per irradiazione cervicale, fattori ambientali, sesso, ecc.), l’indagine strumentale di primo livello è l’ecografia, in grado, in mani esperte, di identificare noduli non palpabili e di definirne il grado di sospetto. L’indagine ecografica consente, inoltre, l’esecuzione dell’agoaspirato ecoguidato, che rappresenta lo strumento principale nella diagnosi di natura della patologia tiroidea focale.
La diagnosi di iperparatiroidismo è laboratoristica (riscontro di elevati valori di calcio e paratormone). L’iter diagnostico successivo prevede quindi le indagini di localizzazione quali l’ecografia della regione cervicale e la scintigrafia.
Lo studio TAC/RMN è la metodica maggiormente utilizzata nella definizione morfologica delle lesioni surrenaliche. La valutazione funzionale delle lesioni focali surrenaliche si basa sui dosaggi ormonali e sulla scintigrafia.
 

Quando è necessario intervenire chirurgicamente?

In generale, l’indicazione al trattamento chirurgico nelle patologie endocrine, deve essere posta considerando i risultati degli esami diagnostici e di localizzazione, le eventuali alternative terapeutiche conservative e le possibili complicanze dell’intervento chirurgico.
In particolare, la patologia tiroidea benigna di pertinenza chirurgica comprende tutte le condizioni caratterizzate da alterazioni della morfologia e/o della funzione ghiandolare. In questo ambito, lo scopo delle procedure diagnostiche è di chiarire la natura della patologia tiroidea e di definire tutte le alterazioni morfologiche e funzionali della ghiandola, tenendo conto delle differenti opzioni terapeutiche disponibili.
Le complicanze post-operatorie della tiroidectomia - la lesione ricorrenziale (alterazione del tono della voce) e l’ipoparatiroidismo (abbassamento del calcio nel sangue) - si sono ridotte negli ultimi anni anche grazie alla possibilità di accedere a Centri dedicati o di riferimento ed alla introduzione nella pratica clinica delle tecniche mini-invasive.
 

Cos’è la tiroidectomia videoassistita?

La Tiroidectomia Video-assistita (MIVAT, Minimally Invasive Video-Assisted Thyroidectomy), è una tecnica che, grazie all'utilizzo di una telecamera e di strumenti endoscopici dedicati, consente l'asportazione di parte o di tutta la ghiandola tiroide attraverso un’incisione cervicale centrale di 1.5-2 cm. I risultati di numerosi studi hanno dimostrato che la MIVAT rappresenta non solo una tecnica associata ad un migliore risultato estetico e decorso post-operatorio, ma anche una metodica sicura e riproducibile rendendola, tra gli approcci mini-invasivi alla tiroidectomia, la tecnica che ha avuto maggiore diffusione nel mondo.
La MIVAT si è dimostrata, inoltre, efficace e sicura anche nel trattamento di casi selezionati di carcinoma tiroideo. Ad oggi, nei Centri di riferimento, circa il 30% dei casi di tumore differenziato della tiroide è trattato con la MIVAT.
 

Quale preparazione deve avere un medico per effettuare questo tipo di intervento?

È necessaria un’ampia esperienza nell’ambito della chirurgia endocrina, al fine di ottimizzare al meglio le indicazioni e l’estensione della resezione chirurgica, nonché l’approccio chirurgico più adeguato alla patologia ed al paziente.
 

Quali sono i vantaggi rispetto alle cosiddette tecniche tradizionali di tiroidectomia?

La MIVAT rappresenta una metodica sicura e riproducibile, con complicanze sovrapponibili rispetto alla chirurgia convenzionale, rispetto alla quale presenta vantaggi significativi in termini di dolore e decorso postoperatori. Indubbi, sono evidentemente i vantaggi in termini di risultato estetico.
 

Quali sono i tempi di guarigione e di recupero?

Solitamente il decorso postoperatorio è meno doloroso rispetto a quello della chirurgia convenzionale e di conseguenza meno frequente è il ricorso a farmaci analgesici. I pazienti restano solitamente ricoverati uno o due giorni, in relazione al rischio di complicanze emorragiche e di ipocalcemia postoperatoria comuni anche alla chirurgia tiroidea convenzionale.
 

Ospedale San Carlo di Nancy di Roma accreditato come centro di riferimento di chirurgia della Tiroide opera con un’équipe multidisciplinare che assicura percorsi di cura personalizzati: quali sono i vantaggi per il paziente?

Le più recenti linee guida internazionali sul trattamento dei carcinomi differenziati della tiroide sono a favore di un trattamento chirurgico personalizzato, laddove i principi della radicalità oncologica vengano rispettati. Le nuove tecniche e tecnologie a disposizione, associate alle evidenze scientifiche consentono, in sintesi, una strategia di trattamento pianificata “ad hoc” per ogni singolo paziente. L’applicazione di linee guida all’avanguardia e di nuove tecniche e tecnologie è, però, sicura ed efficace in mani esperte e in Centri specializzati come il nostro, che recentemente ha ricevuto l'accreditamento da parte del CLUB delle U.E.C. (Associazione delle unità di Endocrinologia italiane) come centro di Riferimento di Chirurgia della tiroide.
Bisogna assicurare un aggiornamento scientifico continuo ed è necessario poter contare su team multidisciplinari, ci si riferisce soprattutto all’endocrinologo, per garantire al paziente il percorso diagnostico-terapeutico più adeguato.
 

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