Prevenzione e tecniche innovative per il piede diabetico: conservare l'arto e ridurre le infezioni

14 marzo 2017
Maria Cecilia Hospital,Ospedale San Carlo di Nancy
Prevenzione e tecniche innovative per il piede diabetico: conservare l'arto e ridurre le infezioni
Il diabete può dare vita a complicanze anche gravi come patologie cardiologiche, renali, al sistema circolatorio e nervoso, la più diffusa delle quali è il piede diabetico. Tale problematica si manifesta in circa il 15% della popolazione diabetica con ulcere e lesioni che, se trascurate, possono evolversi fino a raggiungere ossa e articolazioni che causano, in Italia, circa 12mila amputazioni l’anno.

Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna) è il Centro italiano d'eccellenza per il trattamento del piede diabetico in cui opera il professor Dalla Paola - specialista in endocrinologia e nel trattamento medico e chirurgico del piede diabetico, insignito del premio internazionale Paul Brand Award - riconoscimento internazionale conferito per essersi contraddistinto nel salvataggio d'arto per i pazienti diabetici.

Al Centro di Cotignola si è aggiunto di recente anche l'ambulatorio specializzato di recente attivato presso l'Ospedale San Carlo di Nancy di Roma.
 
Il professor Dalla Paola ci spiega specificamente che "I deficit circolatori e la neuropatia periferica determinati dal diabete possono portare all’alterazione biomeccanica del piede innescando un processo ulcerativo e infettivo che può progredire portando al rischio di amputazione e, in casi estremi, di decesso del paziente".
 
Per trattare in maniera adeguata il piede diabetico, l’équipe del professore utilizza tecniche chirurgiche d’avanguardia che permettono di eliminare i tessuti danneggiati e ricostruirli con tessuti ingegnerizzati. La rivascolarizzazione raggiunge poi l'eccellenza grazie all'uso di cateteri e stent.

I progressi nella prevenzione e la possibilità di effettuare una diagnosi il più possibile precoce permettono di intervenire per tempo. Senza sottovalutare poi che anche da plantari e calzature può venire un aiuto importante per ridurre il carico della zona ulcerata, consentendo di migliorarne l’entità. "Oggi riusciamo a individuare sempre più tempestivamente - evidenzia sempre Dalla Paola - i pazienti che hanno un quadro di neuropatia e vasculopatia. In questo modo, con l'aiuto di tecnici ortopedici e podologi si possono impostare percorsi di prevenzione specifici, che prevedono proprio l'uso di plantari e calzature specifiche, che riducono l'ulcerazione e quindi il rischio di amputazione dell'arto". 

Grazie alle ricerche e alle metodologie innovative utilizzate, l’Italia vanta una superiorità riconosciuta nel trattare questa patologia, tanto che le amputazioni nel nostro Paese sono molto diminuite. L’esperienza maturata dal professor Dalla Paola, unitamente ai progressi della medicina, permettono oggi alla sua équipe di ridurre il processo infettivo grazie alle tecniche di rivascolarizzazione, con una visione chirurgica che punta alla conservazione dell’arto. I risultati parlano del 90-95% di successi. Una percentuale che fa delle strutture ospedaliere di GVM Care & Research vere eccellenze nel panorama nazionale.
 

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