Ospedale San Carlo di Nancy

Protesi di ginocchio: primo ospedale a Roma e secondo nel Lazio

10 luglio 2017
Protesi di ginocchio: primo ospedale a Roma  e secondo nel Lazio
L’Ospedale San Carlo di Nancy risulta primo nella provincia di Roma e secondo nel Lazio per il numero di ricoveri per protesi al ginocchio nel 2016.

549 ricoveri effettuati, poco meno del 10% del volume totale di ricoveri registrati in tutto il Lazio, che è stato di 5999. Davanti all’Ospedale San Carlo di Nancy solo l’ICOT di Latina con oltre 700 ricoveri effettuati. Questi i dati del programma P.Re.Val.E. (Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari), con le informazioni relative alle cure erogate da tutte le strutture sanitarie regionali, presentati in Regione Lazio il 26 giugno.
 
Un grande risultato per l’Ospedale la cui attività nell’ambito dell’ortopedia continua a crescere ogni anno. Nel Lazio, sempre secondo i dati del P.Re.Val.E., meno del 5% delle strutture sanitarie ha volumi di ricoveri per le protesi al ginocchio superiori a 400, mentre più della metà lavora con volumi inferiori a 50.
 
“Sono le protesi monocompartimentali (miniprotesi o protesi di rivestimento) il punto di forza dell’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Carlo di Nancy", spiega così il professor Mario Tartarone, Direttore dell’Unità. Si tratta di un approccio chirurgico conservativo sviluppato negli USA e portato in Europa circa dieci anni fa. “L’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia è un punto di riferimento sul territorio romano per queste protesi che hanno lo scopo di rivestire la zona lesa senza sostituirla – continua il prof. Tartarone. – Questo significa offrire un intervento meno invasivo, mantenere la funzionalità completa della motilità, evitare di recidere le terminazioni nervose permettendo al paziente di mantenere la ‘sensazione’ di aver il proprio ginocchio”. Le miniprotesi sono impiegate anche per lesioni dell’anca e della spalla.
 
Presso il San Carlo sono disponibili due ambulatori dedicati, per i pazienti con problemi al ginocchio. L’ambulatorio di traumatologia dello sport è rivolto a pazienti mediamente giovani che subiscono un danno durante l’attività sportiva come lesioni meniscali e del crociato anteriore o posteriore oppure danni cartilaginei post-traumatici. L’ambulatorio di chirurgia del ginocchio è invece dedicato a condizioni generalmente complesse tra cui artrosi, deviazioni assiali della gamba di natura post-traumatica o congenite ma anche rivolto a pazienti che hanno alle spalle interventi pregressi al ginocchio. Durante la visita specialistica viene raccolta la storia clinica, visitato il paziente e effettuati gli opportuni esami strumentali (radiografia, TAC) eseguibili presso la struttura. In base al tipo di danno sono consigliati interventi di natura diversa, da quelli conservativi di tipo infiltrativo e fisioterapici, alle artroscopie (l’Unità ne esegue circa 1000 all’anno), fino ai casi più complessi in cui è necessario l’intervento chirurgico. La chirurgia viene proposta per tutte quelle condizioni in cui trattamenti conservativi o artroscopici non sono più sufficienti. In particolare nei casi di artrosi, deviazioni assiali della gamba di natura post-traumatica o congenite, interventi pregressi non risolutivi, danni gravi al menisco o ai crociati. Esistono diversi approcci di chirurgia protesica in base al tipo di patologia.

Tutti i pazienti vengono mobilizzati e “messi in piedi” già il giorno dopo l’intervento e dimessi dopo due-tre giorni per le protesi monocompartimentali o tre giorni per le protesi totali.  “Il recupero della funzionalità completa – conclude il prof. Tartarone – è dimezzato nel caso di miniprotesi: trenta giorni, rispetto ai due mesi circa previsti nel caso di protesi totali”.

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