ICLAS - Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità

E' l'unico Ospedale in Liguria per la riparazione delle valvole aortiche con la chirurgia mininvasiva

11 luglio 2017
E' l'unico Ospedale in Liguria per la riparazione delle valvole aortiche con la chirurgia mininvasiva
ICLAS - Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità, struttura GVM Care & Research accreditata S.S.N. di Rapallo è tra le realtà d’eccellenza segnalate dal Ministero della Salute: uno dei primi Centri in Italia, l’unico in Liguria, a praticare procedure di ricostruzione della valvola aortica con approccio mininvasivo.

Un approccio che permette un ritorno più rapido alle attività quotidiane e con meno complicazioni post operatorie. Il benessere del paziente è al primo posto per permettergli di tornare a condurre la vita di tutti i giorni senza ripercussioni.
 
Diverse sono infatti le tecniche più innovative che mirano ad una chirurgia sempre meno invasiva e sempre più volta al recupero rapido dei pazienti. Ad affiancare la Cardiochirurgia classica ci sono procedure che consentono di intervenire con incisioni molto ridotte rispetto a quella tradizionale. In particolare, gli interventi di MitraClip e la Neochord per il trattamento dell’insufficienza mitralica.
 
Insieme all’alta tecnologia e alle tecniche innovative, ICLAS vanta Unità Operative di primo livello: con più 8mila interventi in vent’anni, il dottor Roberto Coppola è responsabile dell’Unità di Chirurgia cardio-toraco-vascolare; in ICLAS operano inoltre il Professor Luigi Martinelli, specialista in Cardiochirurgia e il dottor Paolo Pantaleo, specialista in Cardiologia interventistica.
 
Coronaropatia e valvulopatie, cioè le malattie delle arterie coronarie e delle valvole cardiache, costituiscono i principali campi d’azione cardiochirurgica – spiega il dottor Roberto Coppola - e il nostro centro si caratterizza per un’attività il più possibile improntata all’adozione di metodiche a basso trauma psicofisico". 
 
“L’obiettivo in caso di ostruzione dei vasi coronarici è ripristinare, in tempi rapidi, l’irrorazione del muscolo cardiaco: un’ischemia (sofferenza) prolungata dell’organo comporta un alto rischio d’infarto. Nella maggioranza dei pazienti coronaropatici “costruiamo” dei ponti (by-pass) tra aorta e coronarie scavalcando gli ostacoli grazie all’utilizzo di entrambe le arterie mammarie. Il loro impiego garantisce - rispetto ai segmenti di origine venosa - una migliore durata del by-pass a lungo termine. In alcune circostanze, l’intervento può essere effettuato con tecnica ibrida: il cardiochirurgo procede al by-pass con arteria mammaria sul vaso principale del cuore (l’interventricolare anteriore) tramite minitoracotomia sinistra; poi, se necessario, la rivascolarizzazione può essere completata dall’emodinamista attraverso una o più angioplastiche. È una procedura a cuore battente e in anestesia generale; non richiede la circolazione extracorporea e trova indicazione soprattutto nei soggetti fragili o d’età avanzata.
 
In persone affette da patologia coronarica estremamente grave e portatrici di problematiche polmonari e neurologiche di rilievo, nelle quali lo stress ortopedico derivante dall’apertura dello sterno e l’intubazione in anestesia generale possono complicare il già precario quadro clinico, ma che presentano lesioni ad alto rischio per l’angioplastica tradizionale, eseguiamo angioplastiche in anestesia locale con circolazione extracorporea (CEC) posizionata per via femoro-femorale. Sono casi rari e la CEC consente di supportare il cuore dell’individuo nella sua funzione di pompa e rendere l’intero sistema circolatorio indipendente, per un certo periodo, dalla funzione cardiaca. Il ricorso alla CEC riduce tutta una serie di possibili conseguenze cardiovascolari tra cui la fibrillazione ventricolare, in quanto limita notevolmente il fabbisogno di ossigeno del cuore. E qualora ciò accadesse comunque, la CEC è in grado di mantenere costante la perfusione (il flusso di sangue e ossigeno) degli altri organi del corpo fino ad angioplastica conclusa.
 
Per il trattamento chirurgico delle valvulopatie – continua il dottor Coppola -  da ormai 7 anni l’approccio alle valvole mitrale e tricuspide, oppure combinato (mitrale e tricuspide) nonché la risoluzione dei difetti interatriali seguono i criteri e le modalità della mininvasività. Stessa cosa per la valvola aortica isolata e la doppia sostituzione valvolare mitrale-aortica. Concentrando l’attenzione sulla valvola aortica, va segnalata un’altra peculiarità di ICLAS: la ricostruzione valvolare in condizioni in cui i lembi non risultino già compromessi da calcificazione. Dunque in situazioni d’insufficienza funzionale o causata dal prolasso di una o più cuspidi. Patologia riscontrabile spesso negli individui più giovani (20/60 anni) e non di rado associata ad un aneurisma dell’aorta a livello del bulbo. La ricostruzione è nei fatti l’alternativa alla sostituzione valvolare con protesi meccaniche il cui innesto obbliga a terapie anticoagulanti a vita”.
 
L’Alta Specialità di ICLAS è a misura d’uomo. E in questa direzione guardano anche la tecnica MitraClip, dedicata ai pazienti affetti da insufficienza mitralica severa, ma che presentano un elevato rischio dal punto di vista clinico per essere sottoposti all’intervento chirurgico tradizionale, e Neochord, metodica mininvasiva nata dall’intuizione di un cardiochirurgo italiano, il Dottor Giovanni Speziali, allo scopo di ridurre e annullare l’insufficienza mitralica degenerativa conseguente al prolasso o alla fluttuazione di un lembo valvolare.

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