Tumori maligni alla tiroide: D’Amore Hospital ai vertici in Italia per il volume di interventi

20 marzo 2017
Tumori maligni alla tiroide: D’Amore Hospital ai vertici in Italia per il volume di interventi

D’Amore Hospital è al primo posto in Italia tra tutte le strutture private accreditate e convenzionate per il numero di interventi chirurgici ai tumori della tiroide eseguiti nell’anno 2015.

Leggendo i dati Agenas, (ente pubblico non economico nazionale del Ministero della Salute) emerge che complessivamente nel periodo gennaio - dicembre 2015 i pazienti con residenza nella Asl di Taranto operati per tumore maligno alla tiroide sono stati 138, di questi il 56% è stato trattato presso D’Amore Hospital.
 
In un solo anno quindi sono stati eseguiti 85 trattamenti chirurgici per soli casi di neoplasie maligne che hanno previsto un iter terapeutico completo. Degli 85 pazienti operati, circa la metà non è stato sottoposto ad ulteriore terapia, la restante parte ha proseguito e concluso in maniera positiva il percorso di cura con radioterapia metabolica.
 
Anche su scala provinciale l’ospedale di Taranto ha registrato un volume di attività tanto significativo da occupare una posizione di rilievo nel trattamento chirurgico delle patologie maligne riconducibili alla tiroide, in quanto ha coperto e soddisfatto in un anno più della metà del fabbisogno del territorio tarantino. Risultati eccellenti inoltre sono stati raggiunti inoltre su scala regionale. Con il 16% di casi trattati su 535 complessivi, infatti, l’Ospedale risulta il secondo centro  pugliese in questo ambito chirurgico, tra tutte le strutture sanitarie ospedaliere ed universitarie.
 
La patologia oncologica tiroidea, come testimoniato dall’ultimo registro tumori della Regione Puglia - è in incremento nel Tarantino, specie tra le donne. Risulta infatti il terzo tumore più diffuso soprattutto nel sesso femminile (7% ).  I dati regionali sono in linea con la media nazionale ma a Taranto l’ambiente, per diversi fattori ancora oggi oggetto di studio, favorisce, forse per predisposizione genetica e interferenze ambientali, l’aumento dei di casi  di tiroiditi, ossia infiammazioni croniche della tiroide, che spesso si associano a patologie nodulari maligne.
 
“Il protocollo diagnostico e terapeutico di D’Amore Hospital consente di fare diagnosi precoci grazie ad un collegamento diretto con il centro di diagnostica interno all’ospedale dove si eseguono ecografie e citologie, - spiega il responsabile dell’Unità Operativa di chirurgia tiroidea, il Dott. Alfredo Procaccini -  e intercettare immediatamente i casi sospetti o accertati di tumore, inserendoli in un percorso dedicato di priorità per il trattamento chirurgico”.
 
I punti di forza dell’ospedale sono i tempi di attesa per l’intervento che viene eseguito al massimo entro  30 giorni - come stabilito dalla letteratura scientifica internazionale per quanti presentano una diagnosi citologica di neoplasia tiroidea - e l’impiego di presidi chirurgici all’avanguardia come il bisturi ad ultrasuoni, sofisticata strumentazione che consente di minimizzare il trauma operatorio e limitare al massimo possibili complicanze come la lesione del nervo ricorrente, collegato alle corde vocali.

In casi particolarmente complessi dal punto di vista anatomico o per i re-interventi, l’equipe si avvale di un’altra metodica chirurgica all’avanguardia che è il monitoraggio intraoperatorio del nervo ricorrente , sistema attraverso il quale è possibile preservare, controllando posizione e funzione, il nervo ricorrente durante l’operazione.
 
Tre le metodiche moderne da segnalare, oggi prerogativa di pochissimi centri in Puglia, è infine il monitoraggio intraoperatorio del nervo facciale (NIM) nella chirurgia della ghiandola parotide la cui applicazione permette la costante rilevazione dell’attività nervosa tramite un’apparecchiatura di ultima concezione, specie durante gli interventi per patologie maligne che comportano l’asportazione della ghiandola stessa.