Risonanza Magnetica - Diagnostica per Immagini

La Risonanza Magnetica è una metodica di indagine che impiega campi di induzione magnetica e onde a radiofrequenza (RF) al fine di accertare la presenza o meno di patologie tramite lo studio approfondito dei tessuti e degli organi del corpo . La risonanza magnetica si può indicare anche con la sigla RMN che sta per risonanza magnetica nucleare e trova numerosi campi di applicazione: in ambito cardiologico, ortopedico, oncologico, neurologico, gastroenterologico, maxillo-facciale. E’ un esame non invasivo che non provoca reazioni negative da parte dell’organismo. 

 

La risonanza magnetica perché è utile?

La risonanza magnetica permette di individuare e analizzare particolari altrimenti non apprezzabili mediante altri strumenti diagnostici. Le immagini della risonanza magnetica sono estremamente precise, di altissima qualità risolutiva e possono quindi indirizzare il medico o l’operatore più facilmente ad una diagnosi precoce e a un rapido trattamento della patologia.
 

Come funziona la risonanza magnetica? 

L’apparecchiatura che si impiega per eseguire la Risonanza magnetica è costituita da un cilindro aperto sia nella parte anteriore che in quella posteriore. Lo spazio all’interno di questo grande tubo si chiama gantry e all’interno viene posizionato il lettino sul quale viene fatto sdraiare il paziente nel corso dell’esame.

Il lettino dove si trova il paziente è in corrispondenza dei campi magnetici della risonanza magnetica che sono paragonabili a grandi calamite che fanno da guida per gli atomi dell’organismo che, per effetto della energia acquisita, emettono un segnale.

Grazie ad una sofisticata tecnologia è possibile intercettare tale segnale e trasformarlo nelle immagini rielaborate a loro volta da un computer. 

Durante l’esame, è necessario che il paziente rimanga immobile, ma  in caso di disagio può chiedere l’intervento del personale tecnico attraverso un pulsante presente nel macchinario. L’esame dura in media tra i venti e i trenta minuti, anche se le tecniche più moderne consentono di ridurre i ancora di più tempi di rilevazione.

A volte la Risonanza Magnetica può essere eseguita con il mezzo di contrasto che permette di identificare con più chiarezza e precisione determinate patologie. La somministrazione del mezzo di contrasto è esclusivamente di competenza medica o infermieristica. In alcuni casi il medico può decidere di iniettare del gadolinio, una soluzione liquida che si inietta nell’organismo per migliorare la qualità dell’immagine ed avere una visione più dettagliata delle strutture corporee. I mezzi di contrasto a base di gadolinio, un metallo che si estrae dalla terra, generalmente sono privi di effetti collaterali e possono rendere più sicura la diagnosi.
 

Campi di applicazione

Il primo campo di applicazione della risonanza magnetica è stato il settore neurologico, per indagare le patologie dell’encefalo. Con il passare del tempo, viste le potenzialità diagnostiche dell’esame, la risonanza è stata applicata ad altri ambiti di indagine e allo studio di innumerevoli patologie, soprattutto oncologiche.
La rmn è particolarmente indicata anche per l’approfondimento delle patologie dell’apparato muscoloscheletrico.
 

Preparazione all’esame

Prima di sottoporsi ad un esame rmn il paziente riceve dal medico una serie di indicazioni che riguardano la preparazione per la risonanza magnetica.

Per avere un risultato migliore, è preferibile presentarsi all’esame a digiuno. E’ consentito bere acqua ma solo per assumere eventuali farmaci, non si possono ingerire quantità di acqua troppo elevate, altrimenti si potrebbe compromettere l’esito dell’esame.

Un esame previsto per la preparazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto è il dosaggio della Creatininemia, un valore del sangue che permette di verificare la buona funzionalità dei reni e quindi ad escludere possibili controindicazioni del mezzo di contrasto.
 

Controindicazioni e fattori di rischio

La Risonanza magnetica, non utilizzando radiazioni ionizzanti, non comporta rischi. L’assenza di radiazioni rende la rmn particolarmente adatta anche per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo. Prima di eseguire l’esame tuttavia il medico radiologo formula specifiche domande per valutare bene il quadro clinico del paziente e prevenire possibili controindicazioni.

La risonanza magnetica ha controindicazioni per i portatori di pace-maker cardiaco o di neuro stimolatori perché il funzionamento di questi dispositivi può essere danneggiato dal campo magnetico e/o dalle onde elettromagnetiche. Le altre possibili controindicazioni sono legate alla presenza di materiale ferromagnetico nel corpo del paziente, come protesi articolari, stent vascolari, valvole cardiache metalliche. Grazie ai progressi della tecnologia ormai da diversi anni gran parte dei metalli utilizzati sono compatibili con la risonanza magnetica.

 

Le strutture sanitarie che trattano questa specialità

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Faenza (RA)

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