TAC

  1. Che cos'è la TAC
  2. A cosa serve e come viene eseguita la TAC
  3. Preparazione alla TAC
  4. Effetti collaterali e fattori di rischio
  5. Tipi di TAC
  6. Differenza tra TAC e risonanza
  7. Le strutture che trattano la TAC

Che cos'è la Tac?


La TAC, sigla che sta per Tomografia Assiale Computerizzata, è una procedura diagnostica che consiste in un’indagine digitale del corpo umano analizzato secondo sezioni, cioè a più strati (piani assiali). Sfruttando raggi X, l'esame riproduce sezioni corporee del paziente ed elabora immagini tridimensionali, attraverso un sistema computerizzato.

La TAC si avvale di un’apparecchiatura costituita da tre elementi principali: 
  • il cosiddetto gantry, a sua volta formato da tubo radiogeno, detettori e sistema di controllo delle emissioni dei raggi x, 
  • il  lettino sul quale viene posizionato il paziente 
  • la postazione dove lavorano il tecnico e il radiologo. 


Durante una TAC l’energia trasferita dal campo magnetico e rilasciata dal tubo radiogeno attraversa il corpo del paziente e viene assorbita da sensori in grado di mandare un segnale elettrico. Tale segnale viene elaborato attraverso un sistema articolato di algoritmi che, al termine dell’operazione, fornisce l’immagine dettagliata della parte del corpo oggetto di studio.
Per poter ottenere informazioni su determinate aree del corpo è necessario radiografare la sezione da più angolazioni. 

Questo tipo di esame viene eseguito in genere dopo radiografie o ecografie, o come approfondimento successivo ad una visita specialistica.


La Tomografia Assiale Computerizzata rappresenta oggi lo strumento maggiormente usato nella diagnostica per immagini per individuare in maniera tempestiva e precoce patologie che sfuggirebbero ad altri metodi di controllo. Specie in ambito oncologico, questo esame risulta essere attualmente la metodica più affidabile e precisa per rintracciare formazioni neoplastiche anche millimetriche e dà quindi la possibilità, vista l’immediatezza del riscontro, di curare in anticipo le patologie e predisporre la terapia più idonea per ogni singolo paziente. http://www.diagnositumorepolmone.it


 

TAC multistrato e TAC spirale


Negli ultimi anni le apparecchiature si sono notevolmente evolute e hanno dato origini a nuove varianti come la TAC multistrato e la TAC spirale. In quelle multistrato, come ad esempio nella tomografia assiale computerizzata multislice a 64 strati i vari piani possono essere ricostruiti in modo dettagliato usando sofisticati software di definizione. La tecnologia attuale permette di ottenere 64 sezioni corporee (TC 64 slice) in una singola rotazione della durata di 0,4 secondi.  
Il risultato è una qualità elevata delle immagini con una tempistica rapida e un’invasività minima, considerata la breve esposizione del paziente ai raggi x. Grazie a questa TAC il corpo umano viene suddiviso in molti strati sub-millimetrici (fino a 160 al secondo) che forniscono un’immagine tridimensionale e danno indicazioni sulla funzionalità della struttura anatomica esaminata. 
La TAC multistrato rappresenta un’ulteriore evoluzione della TAC a spirale. Quest’ultima è una tecnica altrettanto sofisticata che consente di ottenere dati relativi a un volume corporeo. E’ così chiamata in quanto la rotazione del tubo radiogeno, l’emissione dei raggi x , e gli spostamenti del lettino del paziente avvengono in contemporanea e compiono movimenti continui ad elica (spirale).


L’impiego della TAC ad alta definizione ha diversi vantaggi: in primis i tempi di esecuzione degli esami che risultano nettamente ridotti e in secondo luogo la capacità di ricostruire delle sezioni del corpo anche al di sotto del millimetro.

 

A cosa serve e come viene eseguita la TAC

 

A cosa serve la TAC? 

Serve a indagare quelle aree del corpo difficilmente osservabili con altri metodi, come ad esempio i vasi sanguigni, le strutture interne del cuore e i bronchi.

Quando effettuata con contrasto indaga a fondo disturbi cronici, infiammatori o oncologici presenti nei diversi apparati e organi del nostro corpo. Grazie a questi mezzi di contrasto è possibile, per esempio, ottenere immagini puntuali di cervello, addome, torace e pelvi. 

La TAC con mezzo di contrasto trova ampio utilizzo nello studio analitico di patologie neoplastiche, neurologiche, cardiovascolari, muscoloscheletriche e ortopediche.
Oltre a questi campi tradizionali di impiego, è molto utilizzata anche in situazioni cliniche di emergenza come emorragie ed ischemie cerebrali, aneurismi addominali e toracici, embolie polmonari, traumi di vario genere. Grazie ai recenti sviluppi, si ricorre alla TAC anche per le indagini sui vasi sanguigni, sui bronchi e sulle strutture cardiache interne. 
 

Quando si fa la TAC?

La si fa in presenza di un sospetto diagnostico da accertare. E’ un esame che permette di ottenere diagnosi accurate su lesioni importanti come quelle del sistema nervoso, degli organi addominali, dell'apparato muscoloscheletrico. È indicata in tutte le situazioni in cui si sospettano traumi, emorragie, lesioni, ischemie o tumori.

 

Quanto dura una TAC?

Le moderne tecnologie hanno rivoluzionato il mondo della Diagnostica per immagini, migliorando anche i tempi di esecuzione degli esami. La durata di una TAC varia a seconda della parte del corpo esaminata e dal tipo di sospetto diagnostico che si vuole confermare. In ogni caso la durata copre un arco temporale che oscilla tra i 4 e i 10 minuti.

Grazie alla tecnologia di cui dispone, la Tomografia assiale computerizzata ha inoltre la possibilità di acquisire i dati con estrema precisione. Non solo. La dose di raggi X  è minima, o meglio proporzionale al tempo in cui il soggetto è esposto all’interno della TAC.
Per alcuni esami per TAC si utilizza un mezzo di contrasto, in forma liquida che contiene iodio e che viene iniettato per via venosa. Il liquido di contrasto della TAC raggiunge gli organi oggetto di interesse e consente di osservarli nella loro interezza. Al paziente viene chiesto di digiunare qualche ora prima, per ottenere un esito corretto e vengono prescritti altri esami del sangue per escludere possibili reazioni allergiche. 

Per esami particolari sempre con TAC si possono somministrare mezzi di contrasto per via orale: si tratta di sostanze idrosolubili che aiutano ad esempio a studiare in maniera approfondita l’apparato digerente  e a mettere in evidenza strutture, organi e vasi.
 
Il liquido di contrasto iniettato per eseguire l'esame percorre le vene e le arterie dell’organismo per finire anche negli organi e nei tessuti. Grazie al suo contenuto di iodio (un elemento che assorbe le radiazioni) consente di evidenziare e differenziare arterie, vene, linfonodi ed impregnazioni anomale in genere (esempio le formazioni benigne o maligne). Fra i mezzi di contrasto più utilizzati in radiodiagnostica ci sono il bario e lo iodio. 


Come si fa la TAC?

L’apparecchiatura utilizzata ha la forma di una grande sfera aperta al cui interno scorre il lettino mobile. Il paziente viene fatto sdraiare supino sul lettino. Per ottenere immagini di qualità, è necessario che il paziente resti immobile per tutta la durata dell’esame.
Una volta sdraiato sul lettino, il paziente è introdotto in un tubo radiogeno che emette raggi X e gli ruota intorno continuamente,in modo da consentire l’acquisizione di immagini di molte sezioni del corpo.

 

Preparazione alla TAC


Il paziente, prima di eseguire la TAC, viene invitato a togliere eventuali oggetti di metallo che potrebbero interferire con i risultati dell'esame. Una volta pronto, viene fatto accomodare sul lettino nella posizione richiesta dall'esame (supina, prona, laterale ecc.) e per un’esecuzione corretta,  il paziente riceve comunque opportune indicazioni dal tecnico radiologo, su come muoversi o respirare. Mentre l'esame procede, il lettino avanza di piccoli intervalli attraverso lo scanner che fornisce le immagini tridimensionali del copro umano.

E’ prevista una preparazione solo quando la TAC sia effettuata con mezzo di contrasto. E’ necessario eseguire, come da norma di legge, alcuni esami del sangue, prima di sottoporsi alla tomografia assiale computerizzata, utili a verificare la funzionalità del fegato e dei reni.
Per la buona riuscita dell'esame gli specialisti sottopongono i pazienti ad una preparazione, necessaria a mettere il corpo nelle condizioni di essere analizzato al meglio. 
Per fare la TAC è preferibile che il paziente sia a digiuno per almeno sei ore prima dell’esame.

 

Effetti collaterali e fattori di rischio


La TAC con mezzo di contrasto non comporta in genere effetti collaterali. Al momento dell’esame, il paziente può avvertire una sensazione di forte calore in tutto il corpo, ma solo per breve tempo. 
Tuttavia può in alcuni casi provocare lievissimi effetti collaterali, riconducibili ad esempio a reazioni allergiche al mezzo di contrasto, nausea, prurito o reazioni del sistema circolatorio. 
Eventuali effetti collaterali nella TAC dovuti alla somministrazione di mezzo di contrasto sono molto rari, ma nel caso in cui insorgano, vengono trattati in maniera tempestiva in strutture specializzate in medicina intensiva. E’ importante, infatti, per scongiurare anche la minima possibilità che si possano manifestare effetti collaterali, sottoporsi a tale esame in strutture “protette” e soprattutto attrezzate per fronteggiare qualunque tipo di urgenza. 


Dal momento che questo esame impiega raggi X esistono controindicazioni della TAC per le donne in gravidanza, specie se l'area da indagare è l’addome. In questi e in altri casi (per esempio nei bambini), in cui è importante evitare l’esposizione a radiazioni ionizzanti, si preferisce ricorrere alla Risonanza Magnetica o all’Ecografia.

Non ha invece controindicazioni per i portatori di pacemaker o defibrillatori interni (che invece non possono sottoporsi a Risonanza Magnetica).

In generale la TAC non fa male ma può avere controindicazioni anche per le persone allergiche. In casi eccezionali, in cui l’indagine sia indispensabile, il medico potrà comunque decidere di eseguirla adottando adeguate misure di precauzione.

L'impiego del liquido di contrasto per la TAC potrebbe avere inoltre effetti collaterali in persone affette da patologie croniche che espongono a un maggior rischio di complicanze, soprattutto a carico dei reni: diabete, insufficienza renale, insufficienza epatica e mieloma. Questo è il motivo per cui, nei pazienti in cui è necessario l'utilizzo del liquido di contrasto vengono sempre richiesti, prima dell’indagine, esami del sangue che verifichino la funzione del rene (attraverso la misurazione dei livelli di creatinina) per evitare possibili effetti negativi sull’organismo. 

 

Tipi di TAC 

 A seconda delle zone del corpo da indagare ne esistono diverse tipologie. 
 


TAC Addome

La Tomografia Computerizzata all' addome è un esame di approfondimento che studia le strutture addominali nella loro interezza, compresi vasi sanguigni, fegato, pancreas e reni.
Viene prescritta in genere per accertare o escludere la presenza di lesioni neoplastiche agli organi addominali, per esaminare infiammazioni o infezioni a colon e pancreas, per valutare l'efficacia delle terapie antitumorali e per individuare possibili sanguinamenti. 
Può essere usata per biopsie utili per un successivo esame istologico
 
La TAC addominale può essere eseguito con o senza mezzo di contrasto. Nel primo caso, il paziente deve rimanere a digiuno da cibi solidi nelle sei ore precedenti all'esame. È consentito solo bere acqua.   
 
Quest'esame è indolore. Dura circa 10 minuti. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che si muove orizzontalmente all’interno di un tubo aperto. Per  la buona riuscita dell’esame con immagini di qualità, è necessario che il paziente resti immobile. E' controindicata nelle donne in gravidanza.



Uro TAC

Questa permette di ricostruire le vie urinarie e unisce i vantaggi di una TAC addome con mezzo di contrasto con i rilievi emersi dalla urografia. 
 
Con la Uro-TAC si ottengono informazioni sulla morfologia e la funzionalità delle vie urinarie, dei reni e delle vie escretrici. E’ un tipo di esame richiesto infatti in caso di sangue nelle urine o nelle feci, in caso di patologia oncologica alla vescica o di calcoli renali
 
Durante l’esame, il paziente resta immobile sdraiato in posizione supina sul lettino radiologico e gli operatori eseguono una serie di radiografie. 
Non esistono particolari controindicazioni alla Uro-TAC ma è bene informare il medico di possibili fenomeni allergici.
 
Per visualizzare al meglio tutti gli organi e le strutture da indagare, è richiesto al paziente di rimanere a digiuno a partire da almeno 8 ore prima l’esame. 

 
TAC torace

La TAC del torace è un esame diagnostico che permette di ricostruire bronchi, polmoni e vasi sanguigni presenti in questa zona del corpo attraverso i raggi X. 
 
In genere viene prescritta quando c’è la necessità di approfondire l’esito di una radiografia per ottener una diagnosi corretta o per monitorare nel tempo i risultati di una terapia.  

La TAC torace è impiegata per studiare in particolare bronchi e polmoni e le problematiche ad essi collegate:
  1. Lesioni tumorali
  2. Infezioni (broncopolmoniti, polmoniti, bronchiti, tbc, etc.)
  3. Infiammazioni (asma, bpco, etc..)
  4. Versamenti pleurici

E’ un esame utile anche per definire eventuali patologie cardiovascolari che interessano aorta ascendente, arterie polmonari e grossi vasi .
 
L’esame può essere eseguito senza e con la somministrazione del mezzo di contrasto endovena. Il paziente deve rimanere a digiuno da cibi solidi nelle sei ore precedenti all’esame solo se viene eseguito con mezzo di contrasto. Anche prima dell’esame è consentita una normale idratazione con acqua naturale.
È necessario sottoporsi a esami del sangue per verificare la funzionalità di reni e fegato e la capacità del paziente stesso di eliminare il mezzo di contrasto.  
E' controindicata nelle donne in gravidanza.
 
L’esame è generalmente indolore e della durata di 5 minuti. 



 

Differenza tra TAC e risonanza



TAC e risonanza magnetica sono due tecniche di diagnostica per immagini impiegate per ottenere analisi dettagliate del corpo umano. La differenza tra le due, è che la risonanza magnetica può essere aperta o chiusa, mentre la TAC non è aperta. Quest'ultima utilizza i raggi x per l’esecuzione dell’esame, invece, la risonanza magnetica utilizza un campo magnetico.

Un’altra differenza tra TAC e risonanza magnetica riguarda le modalità di esecuzione della tecnica diagnostica: nel primo caso alcune parti del corpo vengono investite da un fascio di raggi X, dei quali si valuta l’attenuazione a seconda della densità dei tessuti che attraversano. 

Spesso gli operatori sanitari si interrogano sull’opportunità di eseguire una TAC o una risonanza per la diagnosi di determinate patologie. La scelta è affidata allo specialista e alla sua esperienza, e al tipo di disturbo da diagnosticare: sono questi i requisiti fondamentali per indirizzare un paziente verso un esame piuttosto che un altro.

Molto spesso i due esami vengono richiesti insieme dal medico in quanto le informazioni fornite dalla risonanza a volte possono non essere sufficienti per una diagnosi attendibile. Ecco perché può essere necessario approfondire il caso con una TAC che non è un esame di routine, ma al contrario, un’indagine di approfondimento, eseguita con radiazioni responsabili di potenziali problemi, specie per bambini e donne in età fertile. Per eseguire una semplice indagine di controllo, l’esame consigliato è la Risonanza magnetica