Malocclusione

La malocclusione è una condizione caratterizzata da alterazioni scheletriche, muscolari e dentarie che alterano l’armonia e le funzioni dell’apparato stomatognatico, ovvero delle strutture che partecipano alla nutrizione, alla masticazione e alla deglutizione del cibo.
Fanno parte dell’apparato stomatognatico i denti, le mascelle, i muscoli coinvolti nella masticazione, le articolazioni temporo-mandibolari e i nervi che controllano il funzionamento dell’apparato.
 

A seconda dei casi, la malocclusione può avere un’origine ereditaria oppure essere innescata da fattori ambientali. In entrambi i casi, questi fattori influiscono negativamente sul corretto sviluppo dei denti e del profilo del viso.
 
Tra i fattori ereditari ci sono:
  • l’affollamento dentario;
  • lo spazio tra i singoli denti;
  • la presenza di denti soprannumerari rispetto al numero normale;
  • la mancanza di alcuni denti;
  • una crescita anomala (in eccesso o in difetto) dell’osso mascellare o mandibolare;
  • sindromi genetiche che causano malformazioni a livello dell’apparato stomatognatico.
 
I fattori ambientali che possono portare a malocclusione sono:
  • abitudini scorrette nei bambini, come succhiare a lungo il pollice o usare il ciuccio o il biberon per diversi anni;
  • un difetto di deglutizione, che porta a interporre la lingua tra i denti;
  • la respirazione orale, innescata dall’ostruzione delle vie aeree superiori (dovuta a tonsille e adenoidi ingrossate, alla deviazione del setto nasale o ad allergie);
  • la perdita prematura di denti causata da traumi o carie.
 

A seconda della gravità dei disturbi funzionali e delle conseguenze estetiche, le malocclusioni vengono classificate in diversi gruppi.
 
Classe I: il paziente presenta un problema esclusivamente dentale, come la protrusione, l’affollamento o la rotazione di denti; il rapporto tra la mascella e la mandibola rimane corretto.
 
Classe II: l’arcata superiore sovrasta di molto l’arcata inferiore perché la mascella è spostata in avanti, oppure perché la mandibola può trovarsi troppo indietro, oppure il paziente presenta entrambe queste condizioni associate.
 
Classe III: i denti dell’arcata inferiore sono molto più avanzati rispetto a quelli dell’arcata superiore perché la mandibola si trova troppo in avanti, oppure perché la mascella è posizionata troppo indietro oppure il paziente presenta entrambe queste condizioni associate.
 
Morso aperto: quando il paziente chiude la bocca i denti posteriori vengono a contatto mentre i denti anteriori rimangono distanziati.
 
Morso profondo: quando il paziente chiude la bocca gli incisivi superiori ricoprono quelli inferiori in modo eccessivo.
 
Morso crociato: quando il paziente chiude la bocca alcuni dei denti superiori si vengono a trovare all’interno dei rispettivi denti inferiori; questo può causare una deviazione della mandibola e asimmetria facciale.
 
Affollamento: i denti si presentano sovrapposti o disallineati. Questa condizione è in genere dovuta al fatto che l’osso di supporto è troppo piccolo per ospitare tutti i denti dell’arcata oppure i denti sono molto larghi. In queste condizioni si possono avere anche alcuni denti che rimangono inclusi nell’osso, non trovando lo spazio sufficiente nell’arcata per uscire.
 

Le malocclusioni presentano caratteristiche diverse da caso a caso. Per una corretta diagnosi è quindi indispensabile un’approfondita visita ortodontica, grazie alla quale lo specialista può:
  • verificare le anomalie del morso;
  • classificare il grado di malocclusione;
  • stabilire con una radiografia la presenza di anomalie strutturali ossee;
  • eseguire un’impronta dentaria per analizzare nel dettaglio le caratteristiche dell’arcata superiore e inferiore.
 
Presso le Dental Unit l’impronta può essere eseguita con un innovativo scanner intraorale, che permette di creare un modello tridimensionale di tutta la bocca.
 
È particolarmente importante che le malocclusioni vengano identificate da subito, in modo da correggerle con trattamenti precoci. Si consiglia di sottoporre tutti bambini tra i 3 e i 6 anni a una prima visita odontoiatrica, seguita poi da controlli periodici per seguire l’evoluzione della dentatura e verificare eventuali anomalie, come difficoltà a masticare, affollamento, denti sporgenti, digrignamento dei denti, perdita dei denti troppo precoce o tardiva, rumori dell’articolazione della mandibola, abitudini scorrette che si prolungano negli anni (ciuccio, biberon, ecc.), problemi respiratori, ecc.
 

Sulla base dei risultati ottenuti dalle indagini diagnostiche, lo specialista ortodontista può delineare il piano di trattamento più adatto alla situazione di ciascun paziente. Nei casi meno gravi si può optare per un apparecchio fisso o mobile oppure per un allineatore invisibile, mentre nei casi più complessi, in cui si evidenziano alterazioni strutturali delle ossa, può essere necessario ricorrere alla chirurgia maxillo facciale.   
 
Per ottenere i risultati migliori, è importante intervenire con un trattamento precoce. Oltre ad essere più semplice rispetto ai trattamenti tardivi, la correzione tempestiva di una malocclusione ha diversi vantaggi, per esempio:
  • viene favorita una corretta masticazione;
  • si riducono le carie dentali;
  • si possono prevenire le situazioni più gravi di affollamento o di inclusioni dentali;
  • si eliminano le anomalie della respirazione.
 
Le informazioni contenute nel Sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.
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