Salus Hospital

Bambini e attività sportiva: i benefici sulla salute del cuore

08 gennaio 2019
Bambini e attività sportiva: i benefici sulla salute del cuore
Praticare sport fin da bambini presenta tanti aspetti positivi: assicura un adeguato sviluppo delle ossa e dei muscoli, regola il metabolismo e favorisce la socializzazione. Ma prima di intraprendere qualsiasi attività fisica è però necessario un attento controllo medico per escludere la presenza di eventuali alterazioni, che sotto sforzo potrebbero degenerare in patologie anche gravi.

Ma quali controlli sono necessari? E in che momento occorre farli?

Ci risponde il Prof. Aldo Agnetticardiologo pediatra al Salus Hospital di Reggio Emilia.
 

Quali sono i benefici dell’attività sportiva sulla salute del cuore in età pediatrica?
 
I benefici dell’attività sportiva nel bambino sono molteplici. Vi sono benefici di tipo psicologico: il bambino impara a conoscere il proprio corpo, a misurarsi con altri coetanei, quindi impara a socializzare, a rispettare le regole, a capire che più si impegna, più otterrà risultati, ecc.
Vi sono poi molteplici benefici anche dal punto di vista fisico: con l’esercizio fisico si combattono condizioni di sovrappeso, frequentemente presente già in età pediatrica, si migliora la mineralizzazione ossea, migliora la postura per l’irrobustimento dei muscoli e si ottimizza la produzione ormonale.
 
Il tipo di attività fisica, l’impegno orario settimanale e l’intensità dello sforzo, vanno ovviamente proporzionati all’età del bambino. Per questo esistono varie tabelle, che il pediatra ben conosce, in cui viene indicato quale sport e come applicarlo per ogni fascia di età. Per quanto riguarda lo sforzo prodotto dall’attività fisica sul cuore, non vi sono problemi se il cuore non presenta patologie, che ovviamente devono essere escluse prima di iniziare lo sport.


A quanti anni è opportuno fare una visita cardiologica pediatrica preventiva all’attività sportiva?

L’attività sportiva organizzata è considerata “agonistica” secondo determinate soglie d’età, in base allo sport che si ha intenzione di praticare. Sono le singole federazioni sportive, affiliate al CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), a definire quando la pratica diventa agonistica, ad esempio dai 12 anni per il calcio, 8 anni per il nuoto e la ginnastica artistica.
Per quanto riguarda la pratica sportiva non agonistica, è richiesto l’apposito certificato medico per lo svolgimento di attività nel periodo non etichettato dal CONI o dalle società affiliate, in base ai criteri delle singole federazioni. Le strutture sportive stesse, come piscine o palestre, chiariscono dunque al genitore quale certificazione è richiesta.
 

Quali sono gli esami consigliati?
 
Il bambino, per ottenere il certificato per l’idoneità alla pratica sportiva, deve essere sottoposto per Legge a visita dal Medico dello Sport. Il medico specialista rilascerà il certificato dopo un'accurata anamnesi e una visita clinica generale completa che prevede i seguenti controlli:
 
  • Spirometria, esame della funzione respiratoria
  • Elettrocardiogramma a riposo
  • Elettrocardiogramma sotto sforzo
  • Esame delle urine
 
Eventuali altri accertamenti, come per esempio l’esame l’ECG di Holter o l’esame Ecocardiografico, vengono richiesti di caso in caso o se gli esami di primo livello hanno evidenziato anomalie.
In caso di disturbi del ritmo cardiaco, l’Elettrocardiogramma di Holter, cioè la registrazione dell’ECG per 24 o 48 ore, è un esame che permette una valutazione per tempi lunghi del ritmo cardiaco.
 
Infine, l’esecuzione dell’Ecocardiografia color-Doppler, per valutare il cuore sia sotto l’aspetto anatomico che funzionale ed emodinamico, in particolar modo nel caso vi sia riscontro di un soffio cardiaco di incerto significato. Si tratta di un esame ecografico che, attraverso gli ultrasuoni trasmessi da una sonda posizionata sul torace del bambino, permette la di visualizzare le camere cardiache, misurare le loro dimensioni, valutare la funzione di pompa del cuore e lo stato delle valvole.
L’Ecocardiografia e l’Elettrocardiogramma sono esami complementari che, permettono un’analisi del cuore sotto aspetti diversi.
 

Quali sono le patologie cardiache più frequenti in età pediatrica?
 
Le patologie cardiache più frequenti in età pediatrica sono rappresentate dalle cardiopatie congenite, le malformazioni presenti alla nascita (congenite) più frequenti nell’uomo. Il numero di nuovi casi in una popolazione è di circa 8-10 casi ogni 1000 neonati, ciò significa che in Italia nascono potenzialmente circa 5000 bambini con patologia congenita cardiaca ogni anno.
 
Queste possono essere definite semplici in presenza di una sola disfunzione, complesse se si associano più disfunzioni, minori se non necessitano di trattamento, o maggiori se possono mettere a rischio la vita del neonato o necessitano di intervento cardiochirurgico. Inoltre possono essere isolate, quando la cardiopatia è l’unica disfunzione presente, o associate ad anomalie di altri organi o a sindromi genetiche.
 
Tra le cardiopatie congenite il Difetto Interventricolare (DIV) e quello Interatriale (DIA) sono le più frequenti. Per Difetto Interventricolare si intende la presenza di una comunicazione, cioè di un vero e proprio buco, nella membrana che divide i due ventricoli. Per Difetto Interatriale si intende la presenza di una comunicazione nella membrana che divide i due atri. L’importanza clinica di queste patologie è in relazione alla ampiezza del difetto. I difetti di piccole dimensioni sono asintomatici, quelli ampi devono essere corretti o con intervento chirurgico, per i DIV, o con cateterismo cardiaco interventistico, per i DIA.
 

Per maggiori informazioni e per prenotare una visita contattaci allo 0522.499155 o scrivici tramite form.

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