Villa Lucia Hospital

Bubble test e protesi ombrellino: come si cura il Forame Ovale Pervio?

31 luglio 2018
Bubble test e protesi ombrellino: come si cura il Forame Ovale Pervio?
Esistono anomalie del cuore che possono svilupparsi e rimanere asintomatiche per anni. Si tratta di difetti che-  in assenza di sintomi –  sono di difficile individuazione, se non con tecniche diagnostiche avanzate, prerogative di Centri di Alta Specialità nella diagnostica cardiologica.

Una delle anomalie cardiache più diffuse – in almeno il 30 per cento della popolazione adulta – è il Forame Ovale Pervio o Pervietà del Forame Ovale (PFO), conosciuto anche come “forellino” al cuore, che oggi è possibile rintracciare con un esame di facile esecuzione e di breve durata: il bubble test o test delle microbolle con Doppler transcranico o ecocardio trans toracico.

Il PFO è una sorta di foro nel setto interatriale, fra atrio destro e atrio sinistro del cuore che quindi sono comunicanti. Prima della nascita - nel periodo fetale – il foro favorisce il passaggio del sangue fra i due atri ed è quindi importante per distribuire ossigeno e sangue all’organismo. Alla nascita però, ed entro il primo anno di vita del neonato, il setto interiatriale fisiologicamente dovrebbe chiudersi, perché nel frattempo si attivano i polmoni. Se questa chiusura non avviene si parla di “pervietà del forame ovale”.

Il PFO  in condizioni normali non comporta particolari problemi. Diventa tuttavia rischioso, in soggetti con patologie concomitanti sia cardiache che neurologiche, e in persone che praticano immersioni subacquee, in quanto la chiusura difettosa degli atri crea un aumento di pressione nel ventricolo destro del cuore e di conseguenza sangue venoso potrebbe mescolarsi a sangue arterioso e causare ictus o embolie. Per i sub, l’incidente cerebrale potrebbe avvenire per lo più nella mezz’ora che segue la riemersione, il problema è nella risalita, quando si è fuori dall’acqua.

Il PFO non è facile da rintracciare. E’ necessario ricorrere a procedure mininvasive di diagnosi avanzate, come il bubble test o test delle microbolle. A spiegare nel dettaglio in cosa consiste questo test è il dottor Guido Maria Giuseppe Lembo, responsabile della Cardiologia di Villa Lucia Hospital a Conversano.

Quando il PFO è considerato troppo grande o più grande del normale?
Va precisato che le dimensioni del PFO dipendono dal numero di microbolle che attraversano i due atri. La misura in centimetri o in millimetri può essere accertata con un esame successivo, il Doppler transesofageo, in quanto con il bubble test si verifica solo il passaggio delle bolle, cosiddetto shunt, di cui si verifica il grado (lieve, moderato o severo). In base a questo si valuta la necessità di intervento al PFO. Oggi è possibile evitare l’operazione chirurgica vera e propria, grazie all’impiego di metodiche innovative e mininvasive. Attraverso la vena femorale, viene impiantata per via percutanea una protesi dalla forma di un “ombrellino” che consente di separare definitivamente i due atri”.

Che cos’è il bubble test?
“L’ecocardiogramma con eco-contrasto o "bubble test" consiste in una metodica minimamente invasiva impiegata per diagnosticare difetti del cuore, come il PFO e per individuare passaggi anomali in altri distretti extracardiaci. Il test delle microbolle è basato su una ecografia durante la quale viene infusa, da una vena superficiale del braccio, una soluzione salina capace di formare piccole bolle che non hanno alcuna interferenza nell’organismo. Le bolle sotto la spinta della circolazione venosa raggiungono il cuore: se il setto interatriale presenta il PFO, passano direttamente dall'atrio destro all'atrio sinistro. Se invece il setto è intatto, vengono indirizzate verso i polmoni”.

Quanto dura l’esame?
Il bubble test si esegue in genere in 20 minuti.

Come si esegue il bubble test?
“Dopo che viene infusa nel paziente la soluzione fisiologica dal braccio, si posiziona una sonda sul torace. Si procede contestualmente alla manovra di Valsalva, che si esegue inspirando profondamente e poi espirando con forza, con la bocca chiusa e il naso tappato per impedire all’aria di uscire. La manovra serve a provocare un aumento della pressione aerea nel torace. Lo scopo è di andare a ricercare il passaggio di microbolle dopo il rilascio di manovra di Valsalva. In caso di pervietà del forame ovale le microbolle passeranno nel circolo sistemico saltando il circolo polmonare e si potranno visualizzare nelle arterie.”

Serve una preparazione particolare?
“Il test delle microbolle è un’indagine di semplice esecuzione e non comporta effetti collaterali, non richiede alcuna preparazione e permette di ritornare alle proprie attività subito dopo l’esame. L’esito del test ci permette di capire se è necessario intervenire con la chiusura del foro”.

Va ripetuto nel tempo?
No. La diagnosi avviene in una sola volta, in quanto fornisce già informazioni sul grado di passaggio delle bolle, lieve, moderato o severo.



Per maggiori informazioni contatta la Struttura o scrivici tramite form.
 

Condividi: