Ospedale Santa Maria

Bypass multipli per trattare le patologie coronariche complesse

16 novembre 2018
Bypass multipli per trattare le patologie coronariche complesse
L’Unità di Cardiochirurgia di Ospedale Santa Maria - diretta dal Prof. Domenico Paparella e dal dottor Carmine Carbone  - orientata alla formazione e al continuo aggiornamento delle tecniche applicate al cuore – ha avviato un rapporto di collaborazione con l’Heart Center di Lipsia, finalizzato a ottimizzare la chirurgia coronarica mininvasiva, e a introdurre la tecnica del bypass multiplo, sfruttando entrambe le arterie mammarie in pazienti con malattia coronarica multi-vascolare complessa.

L’equipe - in seguito ad una tre giorni di formazione con il direttore della Unità Operativa coronarica di Lipsia, il dottor Piroze Davierwala - ha dunque messo a punto una metodica di rivascolarizzazione interamente arteriosa che consiste nell’innesto di almeno 2 bypass in pazienti con patologia estesa a più coronarie.  Grazie all'impiego delle due arterie mammarie il paziente può beneficiare di una migliore qualità e di una maggiore durata del bypass. “L'arteria mammaria interna sinistra e la vena safena sono i condotti più comunemente utilizzati nella chirurgia coronarica – spiega il Prof. Paparella - e sono ancora considerati il ​​gold standard dalla maggior parte dei chirurghi. Tuttavia, vi sono prove emergenti che l'uso delle arterie bilaterali è associato a risultati a lungo termine significativamente migliori. Tecnicamente è un intervento più impegnativo, ma tra i vantaggi ci sono: l’azzeramento delle infezioni da ferite profonde dello sterno, riduzione delle perdite ematiche e delle trasfusioni di sangue oltre che un miglior aspetto estetico della cicatrice con conseguente miglior accettazione psicologica”. 


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