G.B. Mangioni Hospital

Impianti cocleari: al via il 14 novembre il Corso con oltre 13 ore di chirurgia live

09 novembre 2018
Dal 14 al 17 novembre 2018 si tiene presso l'Area Formazione di G.B. Mangioni Hospital di Lecco - struttura ospedaliera polispecialistica accreditata SSN di GVM Care & Research il Corso pratico avanzato dedicato agli impianti cocleari.

L'evento arrivato alla sua sesta edizione è accreditato ECM per 40,6 Crediti e si svolge in quattro giornate con oltre 13 ore di chirurgia in diretta.

Responsabile scientifico del Corso è il dottor Gianfranco Niedda: da dieci anni Responsabile dell'U.O. di Otorinolaringoiatria, ha portato a livelli altissimi la struttura che dirige facendola diventare uno dei punti di riferimento sul territorio nazionale per le malattie del distretto orecchio, naso, gola, collo, tiroide.

“Dal punto di vista clinico - spiega il dottor Niedda -  nei nostri ambulatori, facciamo una diagnosi con otomicroscopia sull’orecchio e con le fibre ottiche a livello del naso. Dal punto di vista chirurgico abbiamo a disposizione le più moderne attrezzature: con il fibroscopio facciamo interventi nasali in videofibroendoscopia per le malattie del naso seniparanasali e del dotto lacrimale. Operiamo le orecchie in otomicroscopia: ci occupiamo delle patologie infiammatorie dell’orecchio medio, ma anche della chirurgia della sordità, dell’otosclerosi e in particolare, con impianti cocleari, delle sordità gravi che non hanno una buona risposta con l’apparecchio acustico”.

Una chirurgia di precisione che cerca di essere meno demolitiva e sempre più conservativa proprio grazie alla tecnologia. E così, G.B. Mangioni Hospital di Lecco è diventato un polo d’eccellenza a livello italiano proprio per gli impianti cocleari.

L’impianto cocleare - illustra sempre il dottor Niedda - è un dispositivo elettro-acustico che trasforma l’energia sonora in energia elettrica. A differenza dell’apparecchio acustico che fa una amplificazione del suono, l’impianto cocleare stimola direttamente il nervo e così, anche quando la Chiocciola è danneggiata e il paziente non riesce più a sentire perché ha un deterioramento grave dell’udito, permette di sentire perché stimola direttamente il nervo e lo fa in maniera precisa. Ogni porzione della Chiocciola riceve determinate frequenze e perciò le diverse fibre dello stimolatore dell’impianto cocleare agiscono precisamente su quelle frequenze in base alla qualità del suono. Questo permette degli ottimi risultati sull’udito: l’80% degli adulti impiantati riesce a sentire le parole bisillabiche senza la lettura labiale, il restante 20% riesce a sentire tra il 50% e il 70% delle parole bisillabiche. Risultati migliori si hanno se il paziente viene impiantato precocemente. Tutti i bambini riescono a sentire l’80%  delle parole bisillabiche e il 97% dei bambini sotto i 5 anni è in grado di sostenere una conversazione telefonica. Bisogna pensare che stiamo parlando di bambini sordi e quindi il sordomutismo grazie all’impianto cocleare è stato debellato”.

Un intervento che non è diverso dalle operazione di otochirurgia classica, il taglio è dietro l’orecchio e l’intervento è fatto in anestesia generale ma in alcuni casi anche locale. Il ricovero è di un paio di notti e non è doloroso, dopo quindici giorni il paziente può svolgere una vita normale e dopo un mese viene attivato l’impianto.

“Nella zona Como-Lecco-Sondrio - specifica il dottore - siamo l’unico centro che si occupa di chirurgia dell’impianto cocleare. Da cinque anni svolgiamo annualmente uno o due corsi sugli impianti cocleari dove invitiamo i migliori specialisti del Paese che vengo per eseguire interventi chirurgici ed effettuare della didattica. Il Corso che prende il via il 14 novembre prevede la chirurgia in diretta dalla sala operatoria e sarà proprio l’occasione per confrontarsi sul campo”.

A Lecco vengono eseguiti dai 15 ai 20 interventi all’anno con pazienti che arrivano da tutta Italia. “Non sono molti i poli dove questo intervento viene effettuato e il nostro è uno di quelli".

Insieme al dottor Niedda, l'équipe è formata anche dai dottori Giuseppe Nigro e Floriano Varisco.

Il dottor Niedda, poi, ha sviluppato un rapporto di collaborazione con gli audioprotesisti di Mondial Udito. “Il paziente deve essere seguito in primis dall’audioprotesista perché - spiega il dottore - nelle fasi iniziali, può essere trattato con protesi acustica. Quando la perdita diventa grave l’otorino pensa all’impianto cocleare, ma il primo step è sempre l’audioprotesista. Il rapporto dell’otorino con l’audioprotesista è fondamentale perché, quando il paziente non sente, lo dirotta da noi. Mondial Udito viene ai nostri congressi, partecipa ai nostri corsi perciò si è instaurato questo rapporto di collaborazione e fiducia”.

Qualche dato: nel 2015 in Italia sono stati eseguiti 1100 impianti cocleari, nel mondo 300 mila fino al 2015. Il primo impianto è stato messo in America nel 1961 e in oltre 50 anni si è sviluppato sempre di più. Oggi abbiamo impianti molto sofisticati che si interfacciano con l’apparecchio acustico controlaterale avvicinandosi sempre di più a un udito "normale".

“E’ molto importante la collaborazione tra otorino e audioprotesista – ha sottolineato Alberto Bonacina, uno dei soci della Mondial Udito che ha sedi a Lecco, Como, Sondrio e Cantù. Chi fa questo mestiere con passione, se riesce a dialogare con il medico, lavora molto meglio e il bene del paziente è l’obiettivo comune”.
 

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