Ospedale Santa Maria

L’infertilità secondaria: quando il secondo figlio non arriva

20 settembre 2018
L’infertilità secondaria: quando il secondo figlio non arriva
Fra i fattori principali che ostacolano il concepimento c’è l’età anagrafica
 
I problemi legati al concepimento non riguardano solo le coppie alla prima gravidanza. Possono interessare anche coloro che hanno già un figlio, concepito senza problemi, e cercano il secondo, che però non arriva.
Si parla di infertilità secondaria quando la coppia fa tentativi continuativi da 6 mesi e la donna ha più di 35 anni.
Si tratta di un tipo di infertilità che sta diventando comune, a causa di fattori quali:
  • cause post partum;
  • complicazioni morfologiche;
  • patologie secondarie insorte dopo la prima gravidanza;
  • infezioni;
  • errato stile di vita;
  • problematiche maschili.
 
L’importanza dell’età

Correlata all’infertilità secondaria può essere l’età della donna al momento del concepimento. Le coppie oggi tendono a fare il primo figlio dopo i trent’anni, quando ormai il picco di fertilità, che per la donna è fra i 20 e i 30 anni, è superato.
Di qui ne consegue una crescente difficoltà al concepimento. Invecchiando, le cellule uovo della donna si diradano e possono essere affette da difetti genetici o non essere più fecondabili.
 
Cosa fare per favorire il concepimento

Ecco qualche consiglio che la coppia può provare a seguire e che possono facilitare il concepimento:
  • evitare gli alcolici;
  • smettere di fumare;
  • curare l’alimentazione;
  • alleggerire lo stress e l’ansia;
  • tenere il peso sotto controllo;
  • controllare l’ovulazione;
  • sottoporsi ad esami consigliati dal medico per stabilire le cause.

Gli esami per l’infertilità secondaria

Oltre alla consueta visita ginecologica generale, il medico può richiedere diversi esami, fra cui:
  • esami del sangue per determinare i livelli ormonali;
  • esame dello sperma;
  • isterosalpingografia, per verificare eventuali problemi alle tube di Falloppio;
  • laparoscopia, per verificare la presenza di endometriosi o fibromi uterini.
 
Le terapie più adeguate per l’infertilità secondaria

Le terapie da seguire sono scelte dal medico in base alle cause dell’infertilità secondaria. Se questa dipende da un diradamento dell’ovulazione, si procede a una stimolazione ovarica.
Se le cause sono la quantità e la qualità insufficienti del liquido seminale, il medico potrebbe suggerire l’inseminazione intrauterina.

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