San Pier Damiano Hospital

La sindrome dell'occhio secco: che cos’è, come riconoscerla e trattarla

10 settembre 2018
La sindrome dell'occhio secco: che cos’è, come riconoscerla e trattarla
La sindrome dell’occhio secco è un disturbo oculare dovuto ad una ridotta produzione lacrimale (ipolacrimia), da eccessiva evaporazione lacrimale o ad un’alterata qualità e composizione lacrimale (dislacrimia)

In Italia ne soffre il 25% della popolazione, interessa principalmente le donne dopo i 45 anni (50%) e quelle in menopausa (90%).

Ci confrontiamo con il Dott. Ugo Cimberle, Responsabile dell'Oculistica di Maria Cecilia Hospital e San Pier Damiano Hospital ed operante anche presso Ravenna Medical Center.

Quali sono le caratteristiche principali di questo disturbo?

La sindrome da occhio secco si distingue in primaria e secondaria, a seconda che sia isolata o conseguenza di altre patologie, come una malattia autoimmune, ad esempio il lupus eritematoso sistemico, l’ artrite reumatoide, la sclerodermia o la sindrome di Sjögren. 

L’eccessiva evaporazione del film lacrimale è causata da fattori anche molto diversi fra loro ad esempio malattie locali (blefariti, congiuntiviti), errato o eccessivo utilizzo di lenti a contatto e/o colliri, assunzione di farmaci (in particolare ormoni, immunosoppressori, decongestionanti, antistaminici, diuretici, antidepressivi, betabloccanti, farmaci per le malattie cardiache e per il trattamento delle ulcere), età avanzata.
 

Quali sono i sintomi principali con i quali riconosciamo la sua comparsa?

I sintomi che caratterizzano la sindrome dell’occhio secco sono: dolore oculare, senso di un corpo estraneo all’interno dell’occhio, rossore, bruciore ed annebbiamento visivo. 
Spesso si associano anche disturbi alla gola e al seno paranasale: congestione nasale o sinusite, tosse cronica, raffreddori frequenti, allergie stagionali, congestione al centro dell’orecchio, mal di testa.

Quale è il trattamento farmacologico idoneo per curare questa sindrome?

A livello iniziale la sindrome può essere curata con un semplice cambiamento delle proprie abitudini e correzione dei fattori ambientali.

E’ possibile inoltre intraprendere una terapia sostitutiva e/o correttiva a base di colliri o gel (lacrime artificiali) formati da sostanze che possiedono l’azione detergente, lubrificante e disinfettante delle lacrime naturali. Il collirio adeguato va prescritto dal medico oculista. In associazione possono essere prescritti dei farmaci antinfiammatori locali, somministrati come colliri.

Solo se la terapia farmacologica non è sufficiente, se esiste il rischio di danni alla cornea (come per la cheratocongiuntivite secca), si possono usare particolari lenti a contatto che proteggono la superficie oculare dall’effetto abrasivo delle palpebre. 

Ci sono inoltre delle terapie a base di emoderivati, in particolare autosiero collirio, e di altri farmaci immunosoppressori di secondo livello, come la ciclosporina, e altre soluzioni con preparazioni a base di estratti placentari. 
In qualche caso può essere utile l'ostruzione del puntino di deflusso del canale lacrimale con dei piccoli dispositivi rimovibili che permettono alla Lacrima di rimanere più a lungo a contatto con l'occhio.

E’ possibile prevenire questa sindrome?

E’ opportuno effettuare una visita oculistica annuale per prevenire la comparsa di disturbi oculari, anche asintomatici.

La sindrome dell’occhio secco necessita di ancor più rigore in quanto difficile da diagnosticare, spesso i sintomi variano e si sovrappongono con altri disturbi. E’ indispensabile una diagnosi precoce e una gestione appropriata della sintomatologia per diminuire il discomfort e migliorare, per quanto possibile, la qualità della vista del paziente interessato.

Inoltre a San Pier Damiano Hospital è presente un percorso clinico multidisciplinare dedicato, per inquadrare questa patologia in modo multidisciplinare, oltre all'oculista insieme intervengono reumatologo, otorinolaringoiatra ed angiologo

 


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