Ospedale Santa Maria

Lo studio delle malattie tiroidee nei pazienti cardiopatici

30 giugno 2017
Lo studio delle malattie tiroidee nei pazienti cardiopatici

Il monitoraggio della tiroide e delle patologie ad essa riconducibili è oggi indispensabile per la prevenzione di complicanze e/o problematiche cardiologiche, come scompenso e fibrillazione atriale, soprattutto nei pazienti cardiopatici. Va ricordato infatti che la tiroide produce ormoni che svolgono un’azione diretta sull’apparato cardiovascolare e quindi sul cuore.

Lo studio delle malattie tiroidee nei pazienti affetti da disturbi cardiovascolari rientra nelle principali attività svolte dalla Unità di Cardiologia di Ospedale Santa Maria che ha consolidato una stretta sinergia con il servizio di Endocrinologia diretto dalla dottoressa Anna Maria Balice. L’obiettivo è quello di prevenire o trattare patologie cardiache che sono connesse alle disfunzioni della ghiandola tiroidea.

L’ambulatorio di Endocrinologia si occupa del trattamento delle patologie della tiroide che sono molte e possono avere più cause. In genere si  distinguono in ipotiroidismo e ipertiroidismo, caratterizzati da sintomi e soprattutto ripercussioni cardiocircolatorie di segno opposto.

L’ipotiroidismo è una condizione derivante da una insufficiente azione metabolica degli ormoni tiroidei a livello tissutale. Le manifestazioni dell'ipotiroidismo dipendono dal grado e dall'età di insorgenza del disturbo. I sintomi principali sono: cute fredda , secca, pallida e ruvida, capelli secchi e fragili, ridotta sudorazione e senso di freddo, aumento di peso, dispnea, sonnolenza, eloquio rallentato con voce rauca, stipsi, rallentamento dei riflessi osteotendinei , bradicardia e talora scompenso cardiaco a bassa gittata. I pazienti con ipotiroidismo vanno incontro a problemi cardiovascolari clinicamente rilevanti solo in presenza di una grave e prolungata insufficienza tiroidea. La conseguenza più frequente è la bradicardia sinusale, un’alterazione del ritmo cardiaco che scende a livelli più bassi del normale, ma facilmente correggibili con i supporto dei farmaci.

L’Ipertiroidismo invece è l’eccessiva produzione di ormoni tiroidei e si manifesta nei giovani con cardiopalmo, tachicardia e occasionalmente dispnea da sforzo. Nei pazienti più anziani sono frequenti lo scompenso cardiaco congestizio, la comparsa di aritmie prevalentemente sopraventricolari e l'angina pectoris. Il disturbo più comune collegato all’ipertiroidismo è la fibrillazione atriale che può complicarsi in una malattia tromboembolica e in insufficienza cardiaca soprattutto quando insorge in soggetti con cardiopatia preesistente.

L'ipertiroidismo causa infatti una ipertrofia delle pareti ventricolari  e questo fa sì che lo spessore delle pareti del ventricolo sinistro può aumentare del 20%-90% in funzione della durata e della severità dello stato ipertiroideo. In presenza di patologia cardiaca associata all'ipertiroidismo la riserva funzionale cardiaca è ulteriormente ridotta e può essere più precoce la comparsa dello scompenso.

In assenza di concomitanti cardiopatie il trattamento dell'ipertiroidismo comporta di regola la remissione delle anomalie cardiovascolari. Ben più complessa è la situazione nei casi di ipertiroidismo in pazienti cardiopatici, in questo caso è necessaria una stretta collaborazione tra cardiologo ed endocrinologo.


Per maggiori informazioni, scrivi all'Ospedale Santa Maria


 

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