Ravenna Medical Center

Massa Grassa e Massa Magra: due test per misurarle

08 gennaio 2019

Quando si parla di corretta alimentazione, uno degli obiettivi più auspicabili è quello di preservare e/o raggiungere una buona composizione corporea, mantenendo o incrementando la massa magra corporea e riducendo invece quella grassa.   

 

Per massa grassa intendiamo l’adipe presente nel corpo di un soggetto. La massa magra, invece è costituita da tutti gli altri tessuti: in particolare dagli organi (fegato, cuore, cervello, muscoli ecc.), dall’apparato scheletrico e dal sangue.  

 

Quando ci si rivolge ad un medico specialista in dietologia, oltre alle comuni misure antropometriche, quest’ultimo può avvalersi di alcune metodiche specifiche quali la plicometria e la bioimpedenziometria. Si tratta di due esami semplici, ma utilissimi per valutare la composizione corporea del paziente, come spiega la dottoressa Elisa Lapini, dietologa presso il Ravenna Medical Center, un Poliambulatorio con Day Surgery parte di GVM Care & Research.

 

“La plicometria”, spiega la dottoressa, “è una metodica utile per ottenere una stima dello spessore e della distribuzione del tessuto adiposo del paziente. Si basa sull’utilizzo di uno strumento simile ad una pinza, detto plicometro, con il quale si pinzano specifiche parti del corpo. Possono essere presi in considerazione diversi punti di repere: a livello degli arti superiori, inferiori e del tronco. Le sedi a cui maggiormente si ricorre, anche per la semplicità di rilevazione, sono la sottoscapolare (sotto la scapola) e la tricipite (a livello dell’arto superiore), riuscendo così ad ottenere una stima della massa grassa.

Questo esame è di semplice esecuzione, indolore e può essere effettuato a qualsiasi paziente, anche se risulta di scarsa utilità in soggetti affetti da obesità dal momento che il grasso sottocutaneo è molto compatto e quindi le pliche difficilmente rilevabili.

 

La Bioimpedenziometria (B.I.A) è una tecnica indiretta per la valutazione della composizione corporea: “Si tratta di un esame strumentale, non invasivo, né doloroso, basato sull’applicazione di 4 elettrodi, a livello del dorso della mano e del piede, che, attraverso la rilevazione dello stato di idratazione del soggetto, fornisce una stima della composizione corporea. Si riesce quindi ad ottenere una valutazione dell’acqua totale corporea, suddivisa nei compartimenti intra ed extra cellulari e, sulla base di questa, una stima della percentuale di massa magra e di massa grassa. È importante però sottolineare che questi ultimi valori saranno tanto più vicini al reale quanto migliore è lo stato di idratazione. Questa metodica però trova molte altre applicazioni cliniche, in particolare in quelle condizioni in cui è fondamentale monitorare la variazione dei liquidi corporei come per esempio nei pazienti affetti da insufficienza renale sottoposti a dialisi o in quelli affetti da scompenso cardiaco “.


Parametri percentuali idonei di massa magra e massa grassa per un soggetto in salute


La dottoressa specifica che “la percentuale di riferimento varia in relazione all’età ed al sesso. Prendendo in considerazione l’età adulta, per le donne il range di normalità della massa grassa è compreso tra il 18 ed il 30%, mentre per gli uomini tra il 10 ed il 25%”.

 

Attenzione, però, a non cadere nell’eccesso opposto. “La massa grassa, o per essere più precisi il tessuto adiposo, è indispensabile per la vita in quanto è implicato, per esempio, nella sintesi degli ormoni. La riduzione estrema del tessuto adiposo può avere infatti gravi conseguenze, basti pensare ad alcune condizioni cliniche particolari come l’anoressia”.

 

Per saperne di più sulla bioimpedenziometria, leggi “Ritenzione idrica: quando è spia di altri disturbi”.

 


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