Clinica Privata Villalba

Nuove frontiere diagnostiche in Clinica Privata Villalba: Endoscopia Capsulare

19 dicembre 2017
Nuove frontiere diagnostiche in Clinica Privata Villalba: Endoscopia Capsulare
L'endoscopia è una tecnica diagnostica e terapeutica che permette di avere una visione diretta, dall’interno, di alcuni organi, mediante l’utilizzo di specifici strumenti (endoscopi) costituiti da un piccolo tubo flessibile al cui interno vi sono sottilissime fibre ottiche.
Gli esami più comunemente eseguiti con questa tecnica sono la gastroscopia, per studiare il tratto digestivo superiore (esofago, stomaco e duodeno) e la colonscopia, per visualizzare l'intestino. Si tratta di esami indispensabili per la diagnosi precoce dei tumori gastrointestinali o per investigare sintomi e condizioni come difficoltà a deglutire, difficoltà digestive e dolore addominale.
Uno dei principali limiti di queste tecniche è che si tratta di esami invasivi, fastidiosi o a volte dolorosi. Per questo motivo molti pazienti sono restii ad eseguire tali indagini, anche quando ve ne sarebbe la necessità clinica per diagnosticare o trattare patologie anche potenzialmente pericolose. 

Oggi, grazie ai progressi della tecnologia, vi è nuovo strumento diagnostico a disposizione degli specialisti. Si tratta della videocapsula endoscopica, una vera e propria pillola da ingerire che permette di visualizzare tutto il tubo digerente.
Ne abbiamo parlato con il dott. Andrea Calafiore, gastroenterologo della Clinica Privata Villalba di Bologna, specializzato in ricerca e trattamento delle malattie intestinali. 
 
Endoscopia Capsulare, in cosa consiste questa particolare tecnica diagnostica?

L’Endoscopia Capsulare è un esame non invasivo che permette l’esplorazione del tratto gastrointestinale del paziente, comprendendo anche quella grossa porzione di intestino compreso tra duodeno e colon, l’intestino tenue, normalmente non esplorabile con le metodiche tradizionali come la colonscopia. Ciò è possibile attraverso la semplice ingestione di una videocapsula delle dimensioni di una comune compressa di antibiotico. Gli endoscopi tradizionali infatti possono raggiungere solo i primi 1-2 metri dell’intestino, ma molte spesso l'anomalia è localizzata nei successivi 4-5metri. Con l'endoscopia capsulare lo specialista può verificare con maggior accuratezza la presenza di emorragie o neoplasie sulle pareti intestinali, anche in zone distanti del tratto gastrointestinale, altrimenti difficilmente esplorabili con le convenzionali tecniche endoscopiche.
 
Che cosa avviene esattamente durante l’esame?

La videocapsula, dotata di una o due telecamere alla sua estremità, viene deglutita dal paziente con un sorso d’acqua senza particolari difficoltà e progredisce lungo il tubo digerente spinta dalla normale peristalsi intestinale. Durante il transito questa acquisisce un video di tutto il suo percorso durante un intervallo di tempo di 8-12 ore. La capsula è monouso e viene espulsa in maniera fisiologica senza necessità di essere recuperata. Si tratta pertanto di un esame assolutamente non invasivo e di semplice esecuzione.
Durante l’esame, il paziente indosserà una cintura di sensori sulla pancia collegata ad un registratore che riceve in tempo reale ed in modalità “wireless” le immagini provenienti dalla videocapsula. Dopo l'assunzione della capsula il paziente potrà tornare a svolgere regolarmente le sue normali attività, il registratore e la cintura dei sensori verranno poi scollegati al termine dell’esame ed il video acquisito verrà elaborato da un software dedicato che consentirà al medico l’analisi dei dati.
 
Per chi è indicato questo particolare esame?

L’endoscopia con videocapsula si rivela un esame molto utile in tutti quei casi in cui vi sia la necessità di esplorare l’intestino tenue nelle porzioni non raggiungibili con una normale gastroscopia o colonscopia. Il suo impiego è sempre più frequente la diagnosi di patologie del tubo digerente, che può oggi essere esplorato nella sua interezza, fornendo allo specialista un importante strumento diagnostico nello studio delle patologie intestinali. E’ prevalentemente impiegata nella ricerca di fonti di sanguinamento intestinale, nei pazienti con sospetta o accertata Malattia di Crohn, o quando vi sia il sospetto di polipi o neoplasie del piccolo intestino. E’ dunque un esame utile nei pazienti con anemizzazione (diminuzione della concentrazione di globuli rossi) non altrimenti giustificata o nel caso di diarrea cronica da causa sconosciuta.
 
Quali sono i rischi e le complicanze per chi si sottopone ad Endoscopia Capsulare?

Questo particolare esame non presenta particolari rischi né complicanze. Nei rarissimi casi in cui, a causa di un restringimento intestinale non noto, la capsula non riesce a proseguire il transito intestinale questo non determina nella stragrande maggioranza dei casi una occlusione intestinale. La capsula viene ritenuta nell’intestino senza dare alcuna sintomatologia, senza esporre il paziente a particolari rischi.
In linea generale l’unica assoluta controindicazione all’endoscopia videocapsulare è la presenza di un restringimento intestinale (stenosi) che impedirebbe la normale progressione della stessa. Nel caso in cui si sospetti la presenza di una stenosi intestinale è possibile eseguire, prima dell’esame con videocapsula, un esame di prova con una capsula “fantasma” (cosiddetta capsula patency) che permette di verificare la pervietà dei tratti intestinali. Se dovesse esserci un restringimento che impedisce alla capsula di procedere ulteriormente, questa inizierebbe a sciogliersi nel giro di alcune ore essendo costituita da un materiale solubile.

Condividi: