Ospedale Santa Maria

Tumore al seno: diagnosi avanzate grazie alla mammografia con mezzo di contrasto

09 ottobre 2018
Tumore al seno: diagnosi avanzate grazie alla mammografia con mezzo di contrasto
Il servizio di Senologia di Ospedale Santa Maria ha potenziato e migliorato i propri processi diagnostici per l’individuazione delle patologie tumorali introducendo la mammografia con mezzo di contrasto, per la precisione la Mammografia dual energy con mezzo di contrasto (CESM).

In Italia ci sono pochissimi Centri dotati di questo importante strumento nell’ambito della diagnosi delle neoplasie mammarie che permette di rintracciare in pochi secondi solo le aree patologiche tumorali escludendo le formazioni benigne.

I mammografi di ultima generazione, come quello in dotazione all’Ospedale Santa Maria, possono essere forniti di software avanzati come la Dual Energy che consentono di rintracciare lesioni dubbie o molto piccole. L’indicazione di questo esame, che è un esame di secondo livello, avviene infatti quando c’è un dubbio o nei casi in cui la paziente ha sicuramente un tumore e il medico ha bisogno di sapere se il tumore è unico, è bilaterale o monolaterale, ha più foci, permette cioè una più chiara pianificazione chirurgica.
 
A spiegare nel dettaglio in cosa consiste, è la dottoressa Antonietta Ancona, radiologa responsabile della Senologia di Ospedale Santa Maria.
 
 
Dottoressa Ancona, perché usare il mezzo di contrasto nella mammella?
“Il mezzo di contrasto è molto utile - come avviene per altri esami radiologici funzionali che sono Tac e Risonanza Magnetica- per lo studio di aree di neoangiogenesi. Sappiamo che il tumore del seno è caratterizzato prevalentemente da un’area di nuova formazione di vasi (neoangiogenesi), pertanto la possibilità di evidenziare e studiare  la presenza di queste aree è importante ai fini diagnostici”.
 
A cosa serve?
“ Questo esame - molto veloce e ben tollerato dalle pazienti - permette di escludere completamente tutte le patologie benigne e di evidenziare solo le aree interessate dalla neoplasia. Come ormai dimostrato in letteratura da numerosi studi, la mammografia con mezzo di contrasto ha le stesse indicazioni e possibilità diagnostiche della risonanza magnetica, pertanto risulta utile per indicazioni come la stadiazione locale preoperatoria del tumore mammario, la soluzione di problem solving, ovvero lesioni che non si riesce bene a tipizzare, ecc.”
 
Come si esegue ?
“Alla paziente viene  somministrato mezzo di contrasto iodato non ionico in vena. A due minuti dalla iniezione del contrasto, si esegue una mammografia standard, in piedi o seduta. L’esame si svolge in 8 massimo 10 minuti come per una mammografia senza mezzo di contrasto.  E’ la “macchina” che esegue successivamente tutte le elaborazioni delle immagini ottenute, effettua tecnicamente una sottrazione spettrale, per cui cancella tutto quello che non interessa e mette in evidenza esclusivamente le aree vascolari dove si è concentrato il mezzo di contrasto, aree che dovrebbero corrispondere alla lesione”.
 
Per chi è indicato?
“L’esame è indicato per pazienti con carcinoma accertato, in fase pre-chirurgica ai fini di stabilire se il focolaio è unico o multiplo, per chi è sottoposto a chemioterapia prima dell’intervento e nelle situazioni in cui la Risonanza Magnetica risulti non eseguibile. La mammografia con contrasto è molto utile anche nei casi in cui una biopsia non è stata dirimente e si vogliono altre informazioni  prima di intervenire chirurgicamente ed in tutti quei casi in cui c’è indicazione ad uno studio con Risonanza magnetica della mammella, ma la paziente è claustrofobica. Le immagini che si ottengono sono molto esplicative ed è per questo che risulta essere molto utile a chirurghi e oncologici che hanno una visione immediata delle problematica”.
 
E’ un esame che può provocare dolore?
“Si esegue nello stesso modo della mammografia, risulta molto confortevole e ben accettato dalla paziente.
 
Come si prepara la paziente?
“Come per qualunque esame con mezzo di contrasto, è importante una corretta anamnesi preliminare per escludere allergie al mezzo di contrasto o diatesi allergica generale, insufficienza renale, ipertiroidismo, ecc. Per le pazienti con forme di allergie accertate ad altre sostanze, si  ricorre alla premedicazione prima dell’esame”.
 
Per ulteriori informazioni
Tel. 080 5040111
Form contatti
 

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