Clinica Privata Villalba

Allergie e intolleranze alimentari, quali sono le differenze?

02 gennaio 2020
I termini allergia e intolleranza, declinati in ambito alimentare, vengono spesso utilizzati come sinonimi. I concetti però sono molto diversi nonostante i sintomi correlati siano per certi versi sovrapponibili, ma cause e sintomi sono differenti, così come i percorsi diagnostici.
Quali sono le differenze? Ce lo spiega il prof. Luigi Bolondi, specialista in Medicina Interna e Gastroenterologia e Direttore Scientifico presso Clinica Privata Villalba di Bologna.
 
Allergie e intolleranze alimentari: sono la stessa cosa?
 
No, non sono assolutamente la stessa cosa: le allergie sono fenomeni immunologici legati alla produzione di anticorpi, le immunoglobuline, sono quindi reazioni immediate del sistema immunitario nei confronti di un antigene, che possono presentarsi da pochi minuti a 2 ore dopo l’esposizione. In altri casi il fenomeno è mediato da cellule dell’apparato immunitario e le manifestazioni, in genere cutanee, possono essere ritardate. La risposta dell’organismo all’allergene è costante anche se può essere di intensità variabile.
 
Le intolleranze sono fenomeni non immunologici dovute a una reazione anomala dell'organismo a una sostanza estranea, per i quali intervengono meccanismi diversi, come deficit enzimatici o liberazione di sostanze come istamina. Nelle intolleranze alimentari il quadro è complicato dalla variabile composizione degli alimenti e dalla loro preparazione e dai processi digestivi.
 
 
Come si manifestano le vere allergie alimentari?
 
Le manifestazioni cliniche conseguenti ad una allergia alimentare sono molteplici e variabili: la sindrome orale allergica (prurito ed edema alle labbra e al cavo orale), shock anafilattico, orticaria, anafilassi da esercizio fisico, disturbi gastroenterici (coliche, diarrea, vomito), dermatite atopica e altri quadri cellulo-mediati, in rari casi anche disturbi respiratori.
 
 
Come si fa a diagnosticare una allergia alimentare?
 
I primi test da eseguire sono quelli cosiddetti “convenzionali” o di “primo livello”: Prick Test e Patch Test. Non sempre sono dirimenti e vanno correlati attentamente all’anamnesi e al quadro clinico del paziente. In molti casi devono essere confermati con l’esame di laboratorio chiamato Rast Test, cioè la ricerca delle immunoglobuline specifiche contro l’alimento sospetto. Bisogna precisare che un test cutaneo positivo senza correlazione clinica e conferma laboratoristica non è sufficiente per la diagnosi. Il test più sicuro per la diagnosi è comunque il test di provocazione orale che deve essere eseguito in ambiente ospedaliero sotto stretto controllo medico. Altri test, come il dosaggio della triptasi per la diagnosi di anafilassi o il Bat Test, si usano in casi particolari in centri specializzati. Per le intolleranze alimentari invece la diagnosi può essere ancora più difficile e richiede un approccio multidisciplinare.
 
 
Esiste una intolleranza al glutine? Quando è necessario abolire il glutine dalla dieta?
 
L’unica patologia per la quale è assolutamente indispensabile eliminare il glutine dalla dieta è la malattia celiaca, per la quale disponiamo oggi di test diagnostici sicuri e affidabili. Ricordiamo che il glutine è una proteina del grano e come tale ha un ottimo valore nutritivo. L’abolizione del glutine a cui sono sottoposti i celiaci può comportare una serie di problemi tra cui anche una predisposizione alla sindrome metabolica. Oggi si parla molto di “sensibilità” al glutine e molti soggetti eliminano il glutine dalla dieta per ovviare a una serie di sintomi che attribuiscono al glutine come meteorismo o digestione difficile. La diagnosi di sensibilità al glutine è complessa in quanto non esistono test di laboratorio specifici e si basa sulla presenza di una serie di sintomi. Il test della dieta può essere utile ma deve essere fatto in “doppio cieco” per evitare falsi positivi dovuto all’effetto placebo.
 
 
Quali sono le regole fondamentali da seguire per gestire allergie e intolleranze alimentari?
 
Ci sono 10 regole “auree”, approvate anche dalle società scientifiche e dal Ministero della Salute, da seguire in questi casi:
 
  • Le intolleranze alimentari non sono responsabili di sovrappeso e obesità
  • No all’autodiagnosi e ai test effettuati presso centri vari senza prescrizione medica
  • Non rivolgersi a personale non sanitario e non effettuare test non validati scientificamente
  • Diffidare di chiunque propone test per le intolleranze alimentari per i quali manca evidenza scientifica
  • Non escludere alcun alimento dalla dieta senza una diagnosi e una prescrizione medica
  • La dieta è una terapia e pertanto deve essere prescritta dal medico.
  • Non eliminare il glutine dalla dieta senza una diagnosi certa di patologia glutine-correlata
  • Non eliminare il latte e i suoi derivati senza una diagnosi certa di intolleranza al lattosio o di allergia alle proteine del latte
  • A chi rivolgersi per la diagnosi? Dietologo laureato, medico MMG, pediatra, allergologo, gastroenterologo, internista
  • Non utilizzare Internet per la diagnosi e la terapia
 

Per prenotazioni e maggiori informazioni chiama il numero 051.6443011 oppure scrivici tramite il form contatti.
 

Condividi