Maria Cecilia Hospital

Artrosi cervicale, la sofferenza del midollo spinale

28 maggio 2019
Tra le ragioni di sofferenza/danno neurologico c'è la mielopatia cervicale dovuta alla compressione del midollo contenuto nel canale spinale a livello del collo. Quando per cambiamenti degenerativi (artrosi) il canale spinale si restringe (detta stenosi) o compare un'ernia discale cervicale, si manifesta la sofferenza del midollo. 

Ce ne parla nell’intervista che segue il Dott. Ignazio Borghesi, Coordinatore Unità Operativa di Neurochirurgia presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA). 

Quali sono i sintomi che devono far sospettare un problema neurologico? 

Gli individui colpiti da questa patologia solitamente presentano una varietà di sintomi. Ad esempio si può avvertire una sensazione generale di impaccio nelle mani (difficoltà a tenere una tazzina del caffè) o maneggiare i bottoni della camicia, formicolio nelle gambe e nella braccia e difficoltà nel fare le scale. La marcia diventa insicura con tendenza ad inciampare. Paradossalmente, il dolore al collo non è un sintomo sempre presente e, proprio per questo, spesso la condizione della mielopatia viene diagnosticata solo in stato molto avanzato. 

Come viene avvertita la difficoltà a camminare? 

Il paziente avverte una sensazione di rigidità alle gambe o un senso di pesantezza che peggiora con la marcia. 

Qual è l'età di insorgenza più frequente? 

Tra 30 e 50 anni spesso per una postura scorretta legata all'utilizzo del computer o per attività sportive traumatiche come per esempio l'utilizzo della mountain bike in percorsi particolarmente accidentati. 

Quali indagini sono necessarie per capire l'origine della rigidità delle gambe? 

Quando si sospetta una compressione del midollo cervicale la Risonanza Magnetica (RM) ad alto campo magnetico (1,5 Tesla) è l'esame più indicato insieme ad una Rx-cervicale, da effettuarsi in piedi. 

Se c'è una compressione del midollo cosa bisogna fare?

Poiché il midollo non ha margini di recupero è necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere la compressione che altrimenti può causare un danno permanente. 

Come si interviene? 

Le modalità del trattamento chirurgico dipendono dal tipo e dalla sede della compressione midollare. 
Si può raggiungere il piano vertebrale cervicale passando attraverso piani anatomici nella parte anteriore del collo (eseguita l'asportazione del disco cervicale lo si sostituisce con un disco artificiale) oppure dalla parte posteriore del collo (rimozione della parte di osso che delimita posteriormente il canale vertebrale) utilizzando il microscopio intraoperatorio. 
Raramente si utilizzano procedure combinate in cui intervengono entrambi gli approcci, anteriore e posteriore. 

Quali sono i risultati? 

In oltre il 90% dei malati il progredire della patologia si arresta. 
L'intervento non è doloroso e dopo 3-4 giorni di degenza il paziente può ritornare a casa. 

Per maggiori informazioni e per prenotare una visita contatta Maria Cecilia Hospital allo 0545.217111 o tramite form contatti
 

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