G.B. Mangioni Hospital / 04 luglio 2022

Attività fisica: i benefici per la prevenzione e per la guarigione

Attività fisica: i benefici per la prevenzione e per la guarigione
Praticare regolarmente attività fisica aiuta la prevenzione dei tumori come evidenzia il Codice europeo contro il cancro. "In percentuale il cancro è meno diffuso nella popolazione fisicamente attiva che non in quella sedentaria - introduce la dottoressa Barbara Scola, oncologa di G.B. Mangioni Hospital  struttura accreditata SSN di Lecco - e le evidenze epidemiologiche in merito alla riduzione del 10–20% del rischio di 7 tumori comuni (mammella, endometrio, rene, vescica, esofago, stomaco, colon) per chi è adeguatamente attivo fisicamente rispetto a chi non lo è, sono solide. Inoltre, l’esercizio fisico è efficace anche nella prevenzione secondaria, riducendo il rischio di mortalità del 30–40%."

Per approndire leggi anche Prevenzione: come si può ridurre il rischio di tumore.

Perché l’attività fisica aiuta a prevenire il tumore?

L’attività fisica e lo sport aiutano a regolare la produzione e l’azione di diversi ormoni (estrogeni e insulina) e ridurre l’infiammazione. Questo è un fattore protettivo verso lo sviluppo dei tumori.
Non solo: la riduzione del grasso corporeo diminuisce il rischio di cancro, poiché il grasso deve essere considerato come un vero e proprio organo che al pari degli altri può mettere in circolo "sostanze" nocive (fattori proinfiammatori e protumorali).

Quanta e quale attività fisica dovrebbe essere svolta per prevenire le patologie oncologiche?

I benefici massimi si ottengono con 30-60 minuti di attività fisica intensa al giorno (come una corsa ad andatura sostenuta). Ciascuno, ovviamente, deve fare sport secondo le proprie competenze e il proprio stato di salute.

Le attività possono essere le più svariate: passeggiare, correre, andare in bici, ballare, giocare a tennis, a calcio, a volley. Tutte queste attività fanno bene e aiutano a prevenire i tumori e non solo. L’impatto è benefico anche su molte altre patologie, in primis quelle cardiocircolatorie e polmonari.
L’esercizio fisico è più efficace se viene prescritto, proprio come un trattamento farmacologico; tuttavia solo una bassa percentuale di pazienti rispetta le linee guida (il 22% nella fascia d’età tra 18 e < 40 anni e il 12% di quelli di età superiore a 65 anni). Inoltre, i Medici svolgono un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione: meno del 40% dei pazienti riferisce di aver discusso la l’attività fisica con i medici.

Muoversi fa bene anche ai pazienti che hanno già sviluppato una forma tumorale?

Sì, il movimento aiuta sia nella prevenzione che nell’affrontare la patologia, i trattamenti e la fase post-operatoria, aumenta la percentuale di guarigione o cura.

Agisce su due piani: 
  • dal punto di vista psicologico, solleva il tono dell’umore e riduce il rischio di sviluppare ansia e depressione che spesso colpiscono i pazienti oncologici;
  • dal punto di vista fisico, aiuta a ridurre il grasso corporeo, a dare tono ai muscoli e a aiutare le performance cardiovascolari, oltre che a regolare le funzioni ormonali e a prevenire complicazioni dovute all’inattività della degenza, come per esempio l’osteopenia, l’osteoporosi, il sovrappeso o la stipsi.
Revisione medica a cura di: Dott.ssa Barbara Scola
Le informazioni contenute nel Sito, seppur validate dai nostri medici, non intendono sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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