Città di Lecce Hospital / 30 novembre 2020

Covid-19 e rischio cardiovascolare: l’appello dei medici a non rimandare visite e controlli

Covid-19 e rischio cardiovascolare: l’appello dei medici a non rimandare visite e controlli

A maggio 2020 la Società Italiana di Cardiologia ha condotto uno studio sulle conseguenze dell’emergenza sanitaria sulle patologie cardiache: la mortalità da infarto durante la fase più acuta della pandemia risultava triplicata.
Con l’arrivo della seconda ondata, si rinnova l’appello dei medici di Città di Lecce Hospital che invita a non sottovalutare sintomi e fattori di rischio cardiovascolari e a non avere timore di proseguire con visite e check up. Ne parliamo con il dott.Kia Vaziri Farahani, responsabile dell’Unità Funzionale di Cardiologia di Città di Lecce Hospital.

Perchè è così importante monitorare la salute del cuore anche in questo periodo?

 Lo studio multicentrico della SIC relativo ai primi tre mesi della pandemia ha messo in evidenza l’aumento del tasso di mortalità per infarto (il 3,7% nel 2019 vs il 14% del 2020 per lo stesso periodo). Inoltre, a fine maggio, i ricoveri per infarto risultavano diminuiti del 60% . Oggi si riscontra in maniera diffusa sul territorio nazionale un nuovo calo dei ricoveri e delle visite ambulatoriali. I pazienti preferiscono rimandare, ma può non essere la scelta giusta. I cardiologi stimano per l’Italia un volume di circa 3 milioni di visite cardiologiche non effettuate, da marzo ad oggi, su un totale previsto di 18 milioni.

Cosa può succedere se si rimanda un controllo o si trascurano i sintomi? 

Il ritardo nel rivolgersi al pronto intervento o nel recarsi in ospedale, anche per il timore generato dalla pandemia di entrare in ambienti ospedalieri, ha portato all’aumento di complicanze collegate ad eventi cardiovascolari; tra cui peggioramenti nella prognosi di patologie cardiache e aritmie maligne preesistenti. 
Un esempio tra tutti, qualche giorno fa abbiamo eseguito una angioplastica ad una signora di 82 anni. La paziente aveva dolore al petto già da due giorni ma non voleva recarsi in ospedale. Aumentando però il dolore e l’affanno si è decisa a chiamare il 118. Due giorni di ritardo nella presa in carico del paziente possono essere troppi: infatti, la coronaria è stata riaperta però il recupero del muscolo cardiaco è stato minore.

Le patologie cardiovascolari rappresentano un fattore di rischio per chi si ammala di Covid-19?

Chi soffre di patologie cardiovascolari, anche quando non sono conclamate come può accadere con pazienti obesi, con diabete o ipertesi, è più a rischio di sviluppare complicanze da Covid-19. Per questo è ancora più importante, per questi soggetti, intervenire tempestivamente al presentarsi di sintomi come dolori improvvisi al petto, affanno mai avuto prima, pressione alta e battiti accelerati. 

A Città di Lecce Hospital le attività ambulatoriali e di ricovero proseguono regolarmente e in completa sicurezza, come tutta l’attività chirurgica sia in elezione che in emergenza-urgenza. Inoltre, il personale utilizza i dispositivi di protezione individuale previsti dalle normative ed è sottoposto a regolari tamponi. L’ingresso in struttura per le attività ambulatoriali e di ricovero è preceduto da uno specifico triage, mentre all’interno dell’Ospedale è necessario indossare la mascherina e mantenere almeno 1,5 m di distanza dalle altre persone.

Per maggiori informazioni telefona allo 0832 229111 oppure scrivici tramite il form contatti

Revisione medica a cura di: Vaziri Farahani Kia
Le informazioni contenute nel Sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.