Primus Forlì Medical Center

Microbiota e patologie reumatiche e oculari: che connessione c’è?

12 febbraio 2020
Che il microbiota intestinale sia importante per la salute è ormai noto. Miliardi di ceppi di microrganismi diversi svolgono numerose funzioni metaboliche e diversi compiti fra i quali:
  • fornire nutrienti e vitamine all’organismo,
  • proteggere la mucosa di rivestimento di molti apparati,
  • proteggere dagli agenti patogeni, supportando il sistema immunitario.
Finora il disequilibrio di questa enorme comunità microbica era stato messo in relazione con la possibile insorgenza delle malattie intestinali, ma gli studi pubblicati su diverse riviste di settore, come “Nature” e “The Lancet”, e l’ incontro  dell’equipe multidisciplinare di Primus Forlì Medical Center  a San Pier Damiano Hospital con i suoi clinici specialisti hanno permesso di capire che la sua sfera di influenza è in realtà di portata molto più ampia.
I risultati di queste ricerche internazionali e dell’esperienza diretta dell’equipe multidisciplinare sono stati esposti il 9 novembre scorso al convegno interdisciplinare Microbiota intestinale: dalla gastroenterologia alle malattie oculari e reumatiche.
Ciò che emerge è il diretto coinvolgimento del microbiota in malattie che, all’apparenza, non sono collegate direttamente a questo organo che, sebbene si trovi dappertutto all’interno del nostro organismo, risiede per il 90% nell’intestino crasso; tale legame non fa che rafforzare la relazione che si sviluppa sull’asse intestino-cervello, come ci mostra il dr Massimo Vincenzi, gastroenterologo presso San Pier Damiano Hospital e responsabile scientifico dell’evento.
Il rapporto fra normale flora batterica e un corretto funzionamento dell’apparato gastroenterico è noto da molti anni - afferma il dottor Marco Valentini,   Reumatologo di San Pier Damiano Hospital -, tuttavia non si può affermare altrettanto per quanto riguarda l’influenza del microbiota sulle malattie sistemiche: gli studi hanno messo in evidenza che il microbiota ha una influenza diretta su obesità, diabete di tipo 2 e infiammazioni di basso grado, alla base di tutte le malattie croniche, non solo intestinali”.
Se il microbiota è in eubiosi, cioè in condizione di equilibrio, produce delle cellule che hanno azione antinfiammatoria, mentre in presenza di disbiosi, ovvero la condizione di disequilibrio della flora batterica data ad esempio da alimentazione errata, stress, inquinanti ecc., si possono sviluppare diverse malattie anche croniche. L’alterazione del microbiota favorisce uno stato infiammatorio cronico di basso grado, un termine che nell’ambito medico indica la presenza di infiammazione ma assenza dei sintomi tipici come la febbre. Tale condizione, nel tempo, determina danni degenerativi su molti tessuti, anche distanti dall’intestino (a farne le spese possono essere cuore e vasi sanguigni, ma anche retina e le strutture dell’occhio).
Inoltre, prodotti del metabolismo batterico possono agire direttamente sulle cellule immunitarie oculari. Recentemente sta emergendo la presenza di un vero e proprio "gut-eye axis", un asse intestino-occhio, bidirezionale, che collega le disfunzioni intestinali a quelle oculari, tanto che il dottor Alberto Lanfernini dell’U.O. di Oculistica del San Pier Damiano Hospital afferma che “le malattie oculari e quelle intestinali sono in correlazione fra di loro: se l’intestino è sano, anche l’occhio appare più resistente. Il microbiota intestinale è infatti in grado di alterare, sia in senso positivo che negativo, il microbiota oculare che coopera per tenere l’occhio in una condizione ottimale”.
Gli studi hanno infatti messo in evidenza che i pazienti che soffrono di malattie oculari degenerative – glaucoma, cataratta, retinopatie, sindrome di Sjögren, uveite e maculopatie – sono affetti da disbiosi intestinale e, di conseguenza, da un’alterazione del microbioma oculare che si presenta più povero di batteri benefici.
Prendersi cura del proprio intestino e della flora batterica intestinale, con un’alimentazione corretta ed equilibrata e uno stile di vita il più sano possibile, sono i requisiti fondamentali per ridurre il rischio di contrarre malattie autoimmuni reumatologiche e patologie degenerative oculari.
Almeno una volta nella vita, inoltre, sarebbe consigliato fare l’analisi del microbiota intestinale attraverso l’analisi genetica eseguito su un campione di feci: questo permette di determinare la composizione della propria flora batterica (che, come le impronte digitali, è unica), in modo da poter agire, per salvaguardarlo o per ripristinarlo, con un sano stile alimentare, prebiotici ed eventuali altre azioni mirate alle effettive esigenze del singolo.
 
Fra i pochi centri in Italia che eseguono questo test vi è il Primus Forlì Medical Center che fa parte, come San Pier Damiano Hospital, dei centri di eccellenza di GVM Care & Research, le cui equipe mediche collaborano strettamente nella cura dei pazienti affetti da disbiosi intestinale, contribuendo, allo stesso tempo, a incrementare gli studi sull’importanza del microbiota intestinale per la nostra salute.
 
Per maggiori informazioni leggi il pieghevele dedicato o telefona al numero > 0543.804311
 
 

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