Obesità: come la vivono i pazienti e perché è fondamentale la collaborazione multispecialistica

Obesità: come la vivono i pazienti e perché è fondamentale la collaborazione multispecialistica
L’obesità è una vera e propria patologia che condiziona, in modo importante, la vita di chi ne è affetto. Quale l’impatto ha sul paziente? Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Paola Genovese, Specialista in Scienza dell’alimentazione e Responsabile del Percorso di cura dell’Obesità a ICLAS, Rapallo.
 

Che cos’è l’obesità, quali sono le cause e a quali patologie espone?

“L’obesità – commenta la Dottoressa Genovese – è una patologia cronica caratterizzata da un aumento di peso corporeo dovuto a un accumulo di tessuto adiposo. Le cause sono da ricercare nella predisposizione genetica, nell’esistenza di patologie ormonali o metaboliche o più semplicemente nell’eccessiva introduzione di calorie rispetto al reale fabbisogno e alla scarsa o totale mancanza di attività fisica, anche la più semplice.

Questa patologia è un fattore di rischio per lo sviluppo di altri disturbi come l’ipertensione, problemi cardiovascolari, tumori, diabete. Il 43% dei pazienti affetti da diabete è obeso.  E’ una patologia in aumento nei paesi occidentali e in quelli con ceto medio-basso”.
 

Quando il paziente prende coscienza e quali sono i campanelli di allarme?

“I soggetti, la cui obesità è dovuta a fattori psicologici, comportamentali o ambientali - continua la Dottoressa - spesso non si rendono neppure conto di come sono arrivati a essere obesi. Diventano consapevoli della situazione quando si accorgono di fare più fatica a svolgere le semplici azioni quotidiane come allacciarsi le scarpe, lavarsi, parcheggiare la macchina ecc. Sono tutti input che portano il paziente a rivolgersi a personale specializzato e competente che li aiuti ad arrivare a una soluzione. In genere questi soggetti si sono già sottoposti ad altre diete e non hanno raggiunto l’obiettivo, sono frustrati e preoccupati di dover affrontare un nuovo percorso di restrizione alimentare ma, allo stesso tempo, hanno il desiderio di provare a cambiare”.
 

Quali sono i dubbi e le paure che manifestano i pazienti?

“La paura più grande è non farcela a raggiungere l’obiettivo e l’altra è dover affrontare da soli il percorso. A ICLAS il paziente non è mai solo, c’è un team multidisciplinare formato da dietista, dietologa, endocrinologo, psicologo e, se necessario, dal chirurgo bariatrico, che lo supporta. Tutti gli specialisti sono in contatto tra loro e con il paziente stesso, lo seguono non solo fino alla fine del percorso ospedaliero, ma anche dopo le dimissioni con una continuità assistenziale che dura nel tempo. Questo team costituisce la base sicura per ogni persona che si rivolge al nostro ambulatorio. Consigliamo anche di coinvolgere in questo percorso la famiglia, o un parente o un amico, una persona cui rivolgersi nei momenti difficili”.
 

Accoglienza e ascolto. Quanto sono importanti?

“Sono la parte più importante di questo percorso, il paziente chiede per prima cosa di essere ascoltato, non giudicato, poi accolto e aiutato. Questi pazienti subiscono, spesso, già il giudizio della società, a volte anche degli amici, ecco perché è così importante saperli ascoltare e lavorare insieme in un clima di non giudizio”.
 

Quanto il fattore tempo pesa sul percorso della persona obesa?

“Tanto –asserisce la Dottoressa Genovese – una delle domande più frequenti che rivolgono è “Quanto tempo? Quando vedrò i risultati?” Al paziente obeso bisogna insegnare a non rincorrere il fattore tempo, ma accompagnarlo in questo cammino, anche se a lungo termine, verso la rieducazione alimentare, forse ci vorrà del tempo per imparare, potrà incontrare dei momenti di difficoltà, ma alla fine i risultati si ottengono. Solo insegnandogli ad avere pazienza arriverà a non avere più timore a spogliarsi per provare un abito, a provare la soddisfazione di indossare un capo di abbigliamento di una taglia in meno, di tornare a frequentare la palestra e a reinserirsi nel tessuto sociale senza timori”.
 
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Revisione medica a cura di: Genovese Paola
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