Maria Cecilia Hospital / 12 maggio 2022

Patologie degenerative del rachide: si interviene con la tecnica ALIF

Patologie degenerative del rachide: si interviene con la tecnica ALIF
L’équipe di Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital di Cotignola, parteciperà al 43° Congresso della Società Italiana di Chirurgia Vertebrale e Gruppo Italiano Scoliosi (SICV & GIS) che si terrà a Bologna presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi dal 12 al 14 maggio 2022.
Nella giornata di giovedì 12 maggio, l’équipe del Dott. Ignazio Borghesi, responsabile del reparto di Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital, presenterà nell’ambito della Sessione “Degenerativa toracica e lombare” i risultati dello studio “Efficacia ed indicazioni della fusione intersomatica per via anteriore retroperitoneale (ALIF)esperienza di un singolo centro su oltre 100 casi”. Oltre al Dott. Borghesi, primo autore dello studio e operatore principale della tecnica chirurgica, hanno contribuito a questo studio in particolare il Dott. Riccardo Draghi e la Dott.ssa Ilaria Barni, entrambi specialisti in Neurochirurgia presso Maria Cecilia Hospital.
 
La tecnica di fusione intersomatica lombare per via anteriore retroperitoneale, chiamata comunemente ALIF (dall’inglese Anterior Lumbar Interbody Fusion), è una strategia d’artrodesi ormai affermata, in grado di garantire ottime percentuali di efficacia sia in termini di fusione sia di miglioramento della qualità di vita dei pazienti.
L’ALIF è molto efficace per trattare i casi di discopatia degenerativa severa, ma viene usata con successo anche per il trattamento della listesi istmica (una condizione caratterizzata dallo scivolamento di una vertebra rispetto a quella sottostante) e di altre patologie degenerative del rachide più complesse, come la scoliosi. Infine, la tecnica ALIF è impiegata con successo anche per interventi di revisione in pazienti già operati in precedenza e che, a causa di problematiche meccaniche o strutturali, devono sottoporsi a un nuovo intervento. In particolare, “nei pazienti con lombalgia e lombosciatalgia con discopatia di un livello solo - cioè, con un solo disco interessato - i risultati sono eccezionali e molto soddisfacenti: i pazienti hanno un beneficio quasi immediato” sottolinea il Dott. Riccardo Draghi, membro dell’équipe del Dott. Borghesi e secondo autore della comunicazione che verrà presentata al convegno SICV & GIS.
 
Nel corso degli ultimi anni, l’équipe del Dott. Borghesi ha maturato una grande esperienza nell’applicazione della tecnica ALIF per il trattamento chirurgico delle patologie degenerative del rachide, grazie al contributo apportato in passato dal Dott. Bassani, consulente di Maria Cecilia Hospital. Grazie a una casistica di diverse centinaia di interventi condotti negli ultimi anni, il reparto di Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital è oggi uno dei centri di riferimento in Italia per la chirurgia spinale con tecnica ALIF.
La tecnica ALIF viene eseguita solo in centri di riferimento con grande esperienza. Si tratta di interventi tecnicamente difficili che prevedono una curva di apprendimento lunga, ed è quindi importante che vengano svolti da personale esperto, in grado di gestire eventuali emergenze, spiega il Dott. Draghi.
Rispetto ad altri approcci chirurgici, che vanno ad intaccare la catena dei muscoli posteriori, la tecnica ALIF permette di eseguire un’artrodesi, cioè un intervento di fusione, con un approccio per via anteriore. L’obiettivo finale dell’intervento è la fusione, ovvero la rimozione della mobilità tra le due vertebre trattate; questo obiettivo viene raggiunto mediante l’impianto di viti e/o gabbie, fino a quando si forma un callo osseo che porta alla fusione tra le vertebre, cioè alla guarigione.
L’intervento si esegue con un taglio anteriore dell'addome a livello del disco che deve essere trattato, in genere L5-S1, poi si procede per via retroperitoneale, muovendosi a lato dei visceri per eseguire la discectomia: prima si rimuove tutto il disco e le superfici delle vertebre vengono pulite dal tessuto cartilagineo e connettivale del disco, poi si esegue l’impianto della gabbia e infine, con il tempo, a cavallo della gabbia si crea la fusione” spiega il Dott. Draghi.
 
Nel corso del convegno, verranno presentati i risultati di uno studio retrospettivo relativo ai 176 pazienti sottoposti ad artrodesi con tecnica ALIF presso la Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital nel periodo Gennaio 2015 - Giugno 2021. In tutti i casi trattati, l’ALIF è stata eseguita in prima persona dal Dott. Ignazio Borghesi, autore principale dello studio. I pazienti trattati con questa tecnica presentavano condizioni di discopatia, listesi istmica, listesi degenerativa, scoliosi degenerativa, stenosi degenerativa oppure richiedevano un intervento di revisione per interventi pregressi che non avevano dato l’esito sperato.
I risultati, valutati in base alla percentuale di fusione, sono stati molto soddisfacenti: nella maggior parte dei pazienti si è ottenuto un tasso di fusione pari o superiore al 96%. Il miglior risultato in termini clinici è stato ottenuto nel gruppo di pazienti con discopatia degenerativa.
Questi dati dimostrano che la tecnica ALIF permette di ottenere alti tassi di fusione: i risultati ottenuti, in linea con i dati descritti già descritti nella letteratura scientifica, dimostrano il livello di esperienza raggiunto dalla Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital.
 
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