ambulatorio

La colonscopia è un esame endoscopico con cui è possibile osservare la superficie interna del colon e del retto per la diagnosi di malattie infiammatorie croniche, diverticoli, polipi e tumori maligni, oltre che per la prevenzione secondaria del tumore del colon-retto.
 
Come si svolge l’esame?
L’esame viene eseguito mediante una sonda flessibile, detta colonscopio, munita all’apice di una telecamera collegata ad una fonte luminosa. Al fine di garantire una migliore visualizzazione della mucosa durante la colonscopia si rende necessaria la distensione delle pareti intestinali, ottenuta insufflando anidride carbonica che viene successivamente assorbita naturalmente dal colon senza creare alcun disagio al paziente.

Il paziente, trattato con antidolorifici e sedativi, viene fatto sdraiare sul lettino sul fianco sinistro e attraverso il retto viene introdotta una sonda flessibile, l’endoscopio. La sonda, appositamente lubrificata, viene fatta risalire pian piano nel retto e negli altri tratti dell'intestino crasso, incontrando nell'ordine sigma, colon discendente, colon trasverso, colon ascendente e cieco. Raggiunto l'ultimo tratto dell'intestino tenue, chiamato ileo, il colonscopio viene ritirato con altrettanta delicatezza.

A seconda della porzione di intestino che si esamina, si parla di:
  • Rettoscopia: limitata al primo tratto definito retto,
  • Rettosigmoidoscopia: vengono visualizzati solo gli ultimi 50-60 cm circa del tratto digestivo, costituiti dal retto e dalla parte finale del colon chiamata sigma,
  • Pancolonscopia: si fa risalire lo strumento fino a raggiungere l'ultimo tratto dell'intestino tenue, l’ileo.
Una semplice rettosigmoidoscopia può durare da 5 a 15 minuti, nel caso ci siano polipi da togliere, per effettuare una pancolonscopia ci vuole un po' più di tempo, da 30 fino a 45 minuti.

Al termine dell’esame il paziente viene dimesso entro un’ora, si consigliano solitamente 3-4 ore di riposo per smaltire il sedativo utilizzato. La colonscopia non ha fini esclusivamente diagnostici, ma può essere utilizzata anche per eseguire biopsie ed interventi terapeutici quale l’asportazione dei polipi. In questo caso si parla di colonscopia interventistica.
 
Quale preparazione è prevista?
La preparazione riguarda due aspetti fondamentali: la dieta e l’assunzione di farmaci lassativi. La dieta deve iniziare 3 giorni prima dell’esame dovrà essere povera di fibre e l’assunzione del lassativo va eseguita nel giorno precedente l’esame. Dal giorno o dalla sera prima dell'esame occorre attenersi, di solito, a una dieta totalmente liquida. Modalità e orari relativi all’assunzione del lassativo possono cambiare se l'appuntamento è al mattino o al pomeriggio. Il giorno dell’esame il paziente dovrà presentarsi a digiuno e possibilmente accompagnato.
 
Perché fa così paura?
La colonscopia è una procedura endoscopica invasiva che la maggior parte delle persone teme perché può essere dolorosa e mettere a disagio. Per questo in genere si ricorre a una sedazione leggera per favorire il rilassamento e ridurre fastidio e dolore. Solo in casi particolari si ricorre a una sedazione profonda che addormenta completamente il paziente.
 
Ci sono controindicazioni?
E’ una procedura sicura, le complicanze sono rarissime. La colonscopia è sconsigliata in caso di diverticolite acuta, megacolon tossico e nel recupero da interventi chirurgici in questo tratto di intestino, per la maggiore suscettibilità al rischio di perforazioni intestinali. Particolare attenzione va riservata a pazienti molto anziani, portatori di patologie cardiache e/o respiratorie. Non deve essere sottoposto a colonscopia un paziente affetto da malattia infiammatoria del colon in fase acuta o in caso di sospetta perforazione in atto. Altre eventuali complicazioni riguardano l'effetto reazioni indesiderate dei farmaci sedativi su persone a rischio.
 
La prevenzione passa di qui
Combinata ad un precedente screening del sangue occulto fecale risultato positivo, la colonscopia è un esame estremamente utile nella prevenzione del tumore del colon-retto perché permette di individuare le formazioni pre-cancerose.

Questa neoplasia è al primo posto, per incidenza, tra la popolazione italiana (uomini e donne indistintamente). Solitamente i polipi adenomatosi sono la causa silente del futuro carcinoma: il monitoraggio ha permesso un’importante riduzione della mortalità per tumore dal colon-retto.
 

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