Anemia, un problema soprattutto femminile

Anemia, un problema soprattutto femminile
L’anemia consiste nella scarsa concentrazione di emoglobina nel sangue. L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi ed ha la funzione di trasportare l’ossigeno agli organi e ai tessuti. Si misura attraverso l’esame dell’emocromo. Se si contano meno di 12 grammi per decilitro (12 g/dl) c’è anemia. 

Le donne sono più colpite rispetto agli uomini. In Italia, ne soffre circa il 20% della popolazione femminile.
Durante l’età fertile influiscono negativamente le perdite di sangue dovute al ciclo mestruale. La menopausa, poi, provoca un calo di una proteina chiamata ferritina. La ferritina serve al deposito del ferro (è proprio il ferro contenuto nell’emoglobina a legarsi all’ossigeno che deve poi raggiungere organi e tessuti).

Ma quali sono le cause dell’anemia, quando bisogna mettersi in allarme e come intervenire? Lo spiega il Dott. Attilio Salomone, ematologo della Clinica Santa Caterina da Siena di Torino. 

Le cause più comuni

Le cause più comuni dell’anemia sono:
  • cicli mestruali troppo abbondanti o perdita importante di sangue a seguito di traumi;
  • carenza di vitamina B12 e di acido folico che mina la riproduzione di globuli rossi (anemia perniciosa);
  • carenza di ferro, anch’esso indispensabile per formare nuovi globuli rossi (anemia sideropenica);
  • negli anziani, le terapie a base di farmaci antinfiammatori non steroidei, protratte a lungo.
L’anemia non va sottovalutata perché provoca malesseri importanti, ma anche perché può essere la spia di patologie severe come reumatismi, patologie infiammatorie, patologie oncologiche, emorragie interne. 

Sintomi e campanelli d’allarme

I sintomi dell’anemia vengono spesso sottovalutati fino a quando la patologia non progredisce a livelli severi. Per questo, se ci si sente spossate, stanche, irritabili, o se si accusano mal di testa continui, pallore ecc è utile fare le analisi del sangue con il test dell’emocromo.

Il range normale di valori dell’emoglobina è compreso tra i 12g/dl e i 16g/dl. L’anemia viene diagnosticata sotto questo gap.

Quando il valore è addirittura inferiore a 8, aumenta il rischio di ictus, infarto e scompenso cardiaco.
Quando la paziente è anemica si dovrebbe procedere a un’indagine ulteriore per escludere cause patologiche gravi. Gli esami di approfondimento più comuni sono il dosaggio di vitamina B12, acido folico e ferritina.

Come si interviene

Per intervenire efficacemente, bisogna individuare la causa dell’anemia.
  • Se manca il ferro, si prescrivono degli integratori da assumere per via orale o per via endovenosa. La terapia a base di ferro può provocare qualche disturbo gastrointestinale per questo talvolta viene proposta a intermittenza. Anche la vitamina C può essere utile a favorire l’assorbimento di questo minerale;
  • Quando l’emoglobina è inferiore a 8g/dl si ricorre alle trasfusioni di sangue;
  • Invece, l’anemia perniciosa, dovuta alla carenza di vitamina B12 e acido folico, si tratta con integratori appositi;
  • Infine, se l’anemia dipende da altri disturbi o patologie bisogna individuarli e intervenire su di essi.

3 consigli alimentari

Una dieta poco varia e povera di nutrienti può favorire la carenza di ferro, ma a differenza di quello che molti pensano, non solo vegani e vegetariani rischiano l’anemia.

Alcune credenze infatti non corrispondono al vero. Ad esempio, non è vero che mangiando molti spinaci si assumono elevate quantità di ferro, perché quando è contenuto nei vegetali è meno assimilabile.

Infine non è vero che tale minerale sia presente solo nella carne. 
Ecco allora 3 consigli alimentari per ridurre il rischio di anemia.
  • Avere una dieta bilanciata e varia, ricca di tutti i nutrienti, senza dimenticare pesce, uova e legumi;
  • Preferire verdure al vapore o crude, perché la cottura in acqua e le alte temperature degradano il ferro, ma anche l’acido folico (contenuto per es. in broccoli e bietole);
  • Non abbinare le verdure che contengono ferro (come gli spinaci) con i latticini, ma preferire piuttosto prezzemolo o limone che ne favoriscono l’assorbimento grazie alla presenza di acido ascorbico.
Per maggiori informazioni contatta la struttura allo 011 8199300 oppure tramite il form contatti
Revisione medica a cura di: Dott. Attilio Salomone
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