Clinica Privata Villalba

Clinica Privata Villalba: Il laser al tullio in aiuto della chirurgia d’eccellenza

29 aprile 2014

L’impiego del laser in medicina ha da tempo varcato i confini della semplice definizione di “luce che cura”. Nella Clinica Privata Villalba (Bologna), struttura polispecialistica di GVM Care & Research, il laser al tullio rappresenta la nuova frontiera delle metodiche adottate in sala operatoria per il trattamento chirurgico di numerose patologie, non ultime le malattie della prostata.

Quali sono le caratteristiche di questo laser ed i benefici indotti dal trattamento nelle più importanti patologie?

“Il laser al tullio – spiega il dottor Giuseppe Severini, specialista in Urologia, medico della Clinica Privata Villalba – permette di ottenere sezioni chirurgiche su vari parenchimi (tessuto proprio funzionalmente differenziato di un organo) quali la prostata, il fegato, i polmoni, i reni, la vescica, il colon e il pancreas con modestissimo rischio emorragico qualora nell’intervento non vengano coinvolti vasi molto grandi. Nel caso specifico, cioè in ambito urologico, ha un’indicazione selettiva per ora finalizzata alla chirurgia dell’iperplasia benigna della prostata, ovvero all’aumento volumetrico della ghiandola non interessata da carcinoma. Grazie a questo laser, agendo comunque per via endoscopica (ovvero attraverso l’uretra), è possibile enucleare - cioè asportare in blocco - la prostata senza dover tagliare in più parti la ghiandola stessa come avviene nella tradizionale resezione eseguita tramite corrente elettrica (TURP). Oltre al livello di sanguinamento intraoperatorio pressoché insignificante, l’impiego di questo laser consente una maggiore precisione di sezione, quindi una loggia prostatica più regolare ed uniforme. Altro vantaggio risiede nel fatto che, essendo utilizzata una fonte luminosa (laser) invece della corrente elettrica (resezione endoscopica), non vi è mai riassorbimento di liquidi e quindi viene eliminato tale rischio con potenziali conseguenti patologie di tipo generale( cosiddetta sindrome da tur)”. La minor incidenza di perdite ematiche sia intra-operatorie che post-operatorie dà quale risultato una rapidità di rimozione del catetere che può avvenire all’indomani del trattamento, con un’altrettanto veloce dimissione.


La contrazione dei tempi chirurgici è significativa?

“Rispetto ad un tradizionale intervento endoscopico, la riduzione dei tempi - considerato un volume della ghiandola prostatica attorno ai 50-60 centimetri cubi - è di circa un’ora”.

Chi si sta sottoponendo a terapie farmacologiche che influenzano l’attività della coagulazione deve rinunciare? Ha controindicazioni nei pazienti cardiopatici?

“L’intervento chirurgico con il laser al tullio può essere tranquillamente eseguito anche in pazienti cardiopatici che evidenziano problemi di coagulazione del sangue e che si sottopongono quotidianamente a specifica terapia farmacologica con anticoagulanti o antiaggreganti. La peculiarità del laser, più puntiforme rispetto alla tradizionale corrente elettrica, rende meno necessaria la sospensione di queste terapie”.

I limiti di età creano ostacoli all’utilizzo del laser al tullio e quindi all’ingresso in sala operatoria?

“L’età non è un fattore determinante a livello chirurgico. Ciò che occorre valutare con attenzione sono le condizioni di salute generali del paziente da sottoporre al trattamento”.


Asportare chirurgicamente la prostata può comportare altresì “complicanze” a livello psicologico con riflessi nella sfera sessuale…

“Nel caso dell’asportazione della prostata con patologia benigna l’unica ‘complicanza’ o conseguenza è l’eiaculazione retrograda, mentre rimangono integre sia l’erezione che la libido”.


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