Ospedale Santa Maria / 17 febbraio 2021

Correzione dei vizi di rifrazione: le possibilità in fase di intervento di cataratta

Correzione dei vizi di rifrazione: le possibilità in fase di intervento di cataratta
Il trattamento chirurgico della cataratta è l’intervento oculistico più eseguito al mondo (solo nel nostro paese, in base ai dati della Società Oftalmologica Italiana, se ne contano più di 650.000 ogni anno). Questa patologia si manifesta con una progressiva opacizzazione del cristallino, che perde trasparenza e impedisce una visione ottimale, ed è sempre più diffusa: la richiesta di trattamento è in aumento, anche nella fascia dei pazienti tra i 50 e i 60 anni in precedenza meno interessata.

Le cause sono da rintracciare in diversi fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dei casi di diabete, lo stile di vita errato, gli effetti a distanza del buco nell’ozono. Il cristallino è, infatti, la lente che filtra i raggi ultravioletti affinché essi non siano nocivi per la retina. Poiché il buco dell’ozono ha creato una maggiore incidenza di radiazioni UV, il cristallino lavora di più e invecchia prima.

Durante il trattamento chirurgico mininvasivo della cataratta, il cristallino opaco viene sostituito con una lente intraoculare artificiale, che può essere scelta anche per correggere eventuali difetti di rifrazione. I vizi di rifrazione, causati dall’anatomia dell’occhio, sono problemi molto diffusi. Portano a una visione sfocata per via della luce non correttamente messa a fuoco sulla retina, e vengono solitamente corretti con l’utilizzo di lenti (occhiali o lenti a contatto). I più comuni sono miopia, ipermetropia e astigmatismo. Ne parliamo con il Prof. Michele Vetrugno, Responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Santa Maria di Bari.
 

Quali sono i difetti di rifrazione preesistenti che si possono correggere durante l’intervento di cataratta?

La lente intraoculare o cristallino artificiale può correggere tutti i difetti di rifrazione, dalla miopia all’ipermetropia, all’astigmatismo e anche alla presbiopia. Il risultato dipende dal tipo di lente. Le lenti monofocali correggono miopia o ipermetropia; le lenti cosiddette premium sono multifocali, e consentono oltre che di correggere miopia e ipermetropia anche la visione ottimale da vicino; infine, le lenti toriche permettono di correggere l’astigmatismo.
 

Chi sono i candidati alla correzione dei difetti di rifrazione con sostituzione del cristallino?

I candidati sono sia pazienti che devono operare la cataratta sia persone che vogliono solo correggere un particolare difetto visivo. L’intervento si può eseguire anche solo a questo scopo, con cristallino naturale trasparente, ed è chiamato fachectomia refrattiva.
La richiesta di intervento correttivo in assenza di cataratta è frequente in pazienti dai 40 anni, in età da lavoro, come pure in giovani con miopie estreme.
 

Ci sono pazienti cui questo tipo di trattamento è precluso?

Nel caso di assenza di cataratta, quindi di fachectomia refrattiva, il presupposto è che - essendo un intervento di chirurgia estetica a tutti gli effetti – l’organo, in questo caso l’occhio, sia in salute. Non devono, dunque, essere presenti problemi della retina, pressione elevata degli occhi o pregresse infiammazioni oculari.
 

Come si svolge l’intervento

La sostituzione del cristallino o l’intervento di cataratta si svolgono in regime ambulatoriale, con un’anestesia di superficie, un collirio anestetico, e possono essere eseguiti anche in entrambi gli occhi contemporaneamente.

La terapia post operatoria dura 2/3 settimane e consiste generalmente in un collirio anti-infiammatorio. I controlli sono programmati a distanza di 24/48 ore per valutare stato e risposta dell’occhio e a fine terapia.

Il risultato visivo è sempre molto rapido. Con i cristallini monofocali, la visione è ottimale fin dal giorno successivo all’intervento. Con le lenti multifocali, la quantità della vista, l’acuità visiva, è recuperata già a distanza di 24 ore (è possibile, per esempio, leggere il giornale o l’ora sull’orologio). La qualità si perfeziona nell’arco di 3/6 mesi, tempo necessario al neuroadattamento del nuovo cristallino all’interno dell’occhio: meccanismo per cui il cervello corregge automaticamente l’immagine per una percezione il più fedele possibile a quella reale.
 

Altre possibilità di correzione dei vizi di rifrazione

Poco conosciuta, ma tra le prestazioni disponibili presso l’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Santa Maria di Bari, l’opzione di intervento con l’inserimento di una lente intraoculare davanti al cristallino (e non in sostituzione dello stesso). Candidati sono i soggetti più giovani, tra i 20 e i 40 anni, con miopie o ipermetropie molto elevate. In questi casi si interviene molto efficacemente inserendo le Intraocular Contact Lenses (ICL), lenti a contatto intraoculari che vengono posizionate tra l’iride e il cristallino, con il vantaggio di conservare il naturale cristallino trasparente. Si tratta di un intervento rapido, in Day hospital, che può essere eseguito anche su entrambi gli occhi simultaneamente e che ha il vantaggio di essere reversibile (così come la lente viene inserita, può essere sfilata, e il paziente si troverebbe semplicemente a dover tornare all’uso degli occhiali).
 

Mini-glossario

  • Miopia: la miopia è un difetto di rifrazione che può essere congenito, cioè presente dalla nascita, o acquisito. Comporta una visione nitida da vicino, ma sfocata da lontano. Le cause più comuni sono un bulbo oculare allungato rispetto alla norma o una cornea eccessivamente curva. Per questo la luce viene messa a fuoco davanti alla retina.
  • Ipermetropia: l’ipermetropia comporta una visione sfocata sia da vicino che da lontano. Generalmente può essere causata da un bulbo oculare più corto della norma o da una curvatura ridotta della cornea. Per queste peculiarità anatomiche, infatti, la luce viene messa a fuoco dietro la retina, contrariamente a ciò che accade con la miopia.
  • Astigmatismo: nell’astigmatismo, difetto comunemente presente dalla nascita, la visione risulta sfocata sia da vicino che da lontano, proprio come nell’ipermetropia. Il vizio, in questo caso, è dovuto alla luce che viene messa a fuoco in punti diversi della retina.
  • Presbiopia: la presbiopia colpisce generalmente gli individui dopo i 40 anni. Comporta una graduale perdita di messa a fuoco e una conseguente visione da vicino sfocata.
Il SSN garantisce solo il cristallino monofocale; per il trattamento dell’astigmatismo o la lente multifocale si interviene con copertura assicurativa o in regime di solvenza.
 

Per ulteriori informazioni, telefona allo 080.5040111 o compila il form dedicato

Revisione medica a cura di: Vetrugno Michele
Le informazioni contenute nel Sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.