San Pier Damiano Hospital / 22 aprile 2026

Dalla testa alla pancia

Dalla testa alla pancia
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato un collegamento tra microbiota (i microrganismi che popolano l'intestino) e funzionamento degli organi del nostro corpo, tra i quali gli occhi.

Si conosce infatti la correlazione tra disbiosi intestinale (squilibri tra questi microrganismi) e un aumento di prevalenza di allergie, malattie autoimmuni e suscettibilità a infezioni a vari apparati.
Questo perché il microbiota, presente con batteri, virus e funghi nel nostro intestino per un peso di circa 1,5 kg, è il principale modulatore del sistema immunitario. Se dunque è sano, con i vari microrganismi in equilibrio tra loro, abbiamo difese immunitarie efficaci, in grado di attivarsi verso un agente infettivo e di spegnersi quando la minaccia per il nostro organismo è passata.

In caso di disbiosi

Curare l'alimentazione è la prima misura per mantenere il microbiota in buona salute. Quella ispirata alla dieta mediterranea è particolarmente adatta a tale scopo perché comprende nutrienti essenziali, antiossidanti, grassi sani e fibre che favoriscono la salute intestinale. Solo in caso di una disbiosi persistente, accompagnata da disturbi, è indicato ricorrere (in qenere per periodi limitati) a integratori a base di probiotici, come batteri vivi che raggiungono e ripopolano il microbiota intestinale, e di prebiotici, alimenti che contengono fibre alimentari solubili in grado di stimolare lo sviluppo di batteri benefici per l'organismo. 
 

Cornea a rischio

Tuttavia, anche un'alterata composizione del microbiota presente nell'apparato visivo, di norma in grado di difendere gli occhi da microrganismi esterni potenzialmente pericolosi, può dare luogo a malattie; spiega il Dott. Alberto Lanfernini, oculista presso San Pier Damiano Hospital di Faenza: "Un'osservazione importante riguarda il cheratocono, una patologia degenerativa che altera la struttura della cornea, in cui si è visto che sono presenti localmente due specifici tipi di batteri, del genere Pelomonas e Ralstonia, molto probabilmente coinvolti nell’insorgenza della patologia”.

Tra i fattori in grado di alterare l’equilibrio del microbiota oculare vi è anche l’uso di lenti a contatto, soprattutto se non si adottano le scrupolose norme di igiene necessarie per la loro conservazione e applicazione. Nelle persone che le utilizzano abitualmente si è registrato, infatti, un aumento di microrganismi opportunisti potenzialmente pericolosi, probabile conseguenza di un’alterazione indotta dell’integrità della barriera oculare.

La presenza delle lenti a contatto favorisce anche un persistente arrossamento degli occhi perché può aiutare la colonizzazione del virus Haemophilus influenzae che ne può essere responsabile. Per la complessità del microbiota, al momento risulta ancora difficile adottare interventi mirati, come curare una specifica patologia oculare mediante un determinato probiotico da applicare localmente ma, sebbene al riguardo occorrano ulteriori studi, probiotici a base di Lactobacillus acidophilus, per esempio, sembrerebbero in grado di migliorare la cheratocongiuntivite. AI momento, però, solo misure alimentari in grado di regolare la disbiosi intestinale possono essere viste come un approccio generale per migliorare nel complesso l'equilibrio del microbiota e la salute dell'organismo, compresa quella degli occhi.

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Revisione medica a cura di: Dott. Alberto Lanfernini

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