Diagnostica senologica istologica: agoaspirato e agobiopsia mammaria a confronto

Diagnostica senologica istologica: agoaspirato e agobiopsia mammaria a confronto
L’agoaspirato e l’agobiopsia della mammella sono due metodiche utilizzate per il prelievo di materiale biologico – cellule, liquidi o tessuti – mediante l’uso di un ago. L’obiettivo di questi esami consiste nello stabilire l’eventuale presenza di una patologia del seno, accertandone la natura e pianificando un efficace iter terapeutico. Spesso le pazienti che devono sottoporsi ad agoaspirato e agobiopsia confondono le due procedure: sebbene entrambe sono utili nella diagnosi senologica, hanno aspetti diversi che è utile conoscere. Inoltre, informarsi prima di sottoporsi all’esame può essere un buon modo per esorcizzare paure e timori nell’affrontare questo tipo di diagnosi. 

Entrambi gli esami utilizzano la guida ecografica, ovvero il prelievo del campione viene effettuato in contemporanea ad una ecografia per localizzare al meglio l’area di indagine.
La differenza principale tra le due metodiche consiste nel tipo di ago utilizzato e nel materiale prelevato: l’agoaspirato utilizza aghi molto sottili per il prelievo di cellule e liquidi, mentre l’agobiopsia utilizza aghi di calibro maggiore per il prelievo di piccoli frammenti di tessuto. In entrambi i casi, il campione prelevato viene sottoposto ad analisi di laboratorio. 
Ma a cosa servono e come si eseguono questi due esami? La Dott.ssa Laura La Barbera, medico radiologo presso l’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma, mette a confronto le due metodiche. 

L’agoaspirato 

Questa metodica serve a prelevare con un ago sottile alcune cellule di un’area sospetta, visibile all’esame ecografico. Il materiale prelevato viene strisciato su vetrini e viene inviato in laboratorio per l’esame citologico.
La procedura può avere una valenza diagnostica e terapeutica insieme nel caso di formazioni di cisti, in presenza di sieroma post chirurgico o nel drenaggio di ascessi. 

La procedura dell’agoaspirato è dolorosa?

L’agoaspirato è una procedura semplice e non prevede anestesia locale, in quanto è paragonabile ad un’iniezione intramuscolo. Può provocare sensazioni di fastidio, ma non di dolore e viene preceduta dalla disinfezione della cute.

Cosa succede dopo l’agoaspirato?

Si inviano i vetrini allestiti con il materiale prelevato per l’esame citologico, che viene eseguito dagli anatomo-patologi. Successivamente, la paziente viene ricontattata dalla struttura per la consegna del referto da parte del medico radiologo che ha eseguito il prelievo, con un counseling per la comunicazione del risultato.

L’agobiopsia 

Questa metodica mira invece a prelevare frustoli di tessuto di un nodulo sospetto precedentemente diagnosticato tramite esame ecografico.

È una procedura dolorosa? 

L’agobiopsia è preceduta dalla disinfezione cutanea e dall’iniezione di un anestetico locale che consentono di eseguire l’esame senza dolore. Durante la procedura, viene chiesto alla paziente di riferire eventuali sensazioni di dolore. Avvertire una sensazione di pressione è normale, ma non si deve provare dolore.
La fase di preparazione al prelievo prevede un’accurata scelta della sede di ingresso e percorso dell’ago tranciante allo scopo di limitare al massimo l’eventuale insorgenza di ematoma post-procedurale.

Cosa succede dopo l’agobiopsia?

Viene applicato ghiaccio secco ed eventuale medicazione compressiva a seconda dei casi. I frustoli prelevati vengono conservati in formalina e inviati ad esame istologico. Successivamente, la paziente viene ricontatta per la consegna del referto da parte del medico radiologo che ha eseguito il prelievo, con un intervento di counseling per la restituzione del risultato.

La paziente che deve essere sottoposta a qualsiasi procedura percutanea sotto guida ecografica deve essere preventivamente valutata dallo specialista esecutore dal punto di vista ecografico, con correlazione clinica anche sulla base dei dati emersi dalle altre metodiche di imaging (mammografia, CESM e RM), in modo da scegliere la metodica più adeguata al prelievo e alla diagnosi.
 
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Revisione medica a cura di: La Barbera Laura
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