01 marzo 2023

Ecocardiogramma transesofageo: cos’è e come funziona

Ecocardiogramma transesofageo: cos’è e come funziona
L’ecocardiogramma, è un esame ecografico che utilizza gli ultrasuoni con l’obiettivo di analizzare tutte le strutture del cuore, la sua contrattilità, e il funzionamento degli apparati valvolari cardiaci. Normalmente questo esame viene eseguito appoggiando la sonda ecografica sul petto del paziente. In alcuni casi può essere necessaria l’esecuzione di  una tipologia particolare di ecocardiografia: l’ecocardiogramma transesofageo.

Si tratta di un esame di secondo livello che ha l’obiettivo di effettuare un approfondito studio morfologico e funzionale delle camere cardiache e degli apparati valvolari.  Risulta quindi uno strumento a supporto dello specialista cardiologo clinico, emodinamista e cardiochirurgo per avere una diagnosi precisa e indirizzare il paziente all’iter terapeutico corretto.
 

I vantaggi di un ecocardiogramma transesofageo

Questo tipo di esame si esegue sempre dopo un’ecocardiogramma transtoracico, quando questo non è risultato diagnostico o quando sono necessari ulteriori dettagli per completare la diagnosi.  

La maggior vicinanza della sonda ecografica alle strutture cardiache, durante ecografia transesofagea, senza l’interposizione del tessuto polmonare, permette di ottenere immagini ecocardiografiche con un dettaglio e una risoluzione molto più elevata che con l’ecografia transtoracica, potendo cosi  visualizzare strutture cardiache delle dimensioni anche di pochi millimetri.
 
Rappresentazione tridimensionale della valvola mitrale.
Si possono distinguere i lembi della valvola, il loro movimento e la composizione del tessuto.

L’ecocardiogramma esofageo può anche essere eseguito in modalità 3D, permettendo di visualizzare l’anatomia cardiaca con lo stesso dettaglio che si avrebbe in sala operatoria ma col vantaggio di posterla studiare in movimento, a “cuore battente”. Questo permette una precisa programmazione degli interventi chirurgici di riparazione o sostituzione valvolare ed è indispensabile come guida intraoperatoria nelle sale di emodinamica durante gli interventi volti al trattamento di cardiopatie strutturali (chiusura di difetti interatriali, chiusura di PFO, chiusura di auricola, Mitraclip).
 

Come si fa un’ecocardiografia transesofagea

L’ecocardiogramma transesofageo non è un esame doloroso ma può risultare fastidioso. Si esegue facendo deglutire al paziente  attraverso la bocca una piccola sonda a ultrasuoni, facendola scivolare fino all’esofago.

La procedura prevede questi passaggi:
  • il paziente viene fatto distendere sul lettino, poggiato sul fianco sinistro collegato al monitoraggio di frequenza cardiaca ed ECG
  • si anestetizza l’orofaringe con uno spray apposito, per ridurre la sensibilità e quindi il fastidio.
  • Nella maggior parte dei casi viene inoltre eseguita una blanda sedazione.
  • il medico introduce la sonda, chiedendo al paziente collaborazione nella deglutizione
  • le immagini ottenute dalla sonda vengono acquisite su supporto digitale per poi eventualmente essere rianalizzate al termine dell’esame.
Per sottoporsi a un ecocardogramma transesofageo una sedazione leggera non è obbligatoria ma consigliata, soprattutto se l’idea dell’esame mette in agitazione: il rilassamento facilita l’andamento dell’esame stesso. Durante tutta la durata dell’esame, vengono monitorati costantemente i parametri vitali del paziente. Un ecocardiogramma transesofageo ha una durata variabile a seconda della situazione, ma in genere è di pochi minuti.
 

Ecocardiogramma transesofageo: preparazione e post-esame

Oltre alle allergie note, il paziente deve segnalare prima dell’esame eventuali difficoltà nel deglutire e in particolare se è stato sottoposto in passato ad interventi chirurgici alla gola, esofago o stomaco. Viene richiesto al paziente un digiuno assoluto nelle 4 ore precedenti l’esame. Appena finita la procedura, è possibile sentire la gola leggermente irritata: ciò è dovuto all’effetto dell’anestetico locale  e scompare in autonomia dopo poche ore. Non è da sottovalutare l’influenza di anestetici e sedativi somministrati: ecco perché il paziente deve essere accompagnato, perché in caso di blanda sedazione non potrà guidare.  È opportuno non bere e non mangiare per circa 2 ore dopo il termine dell’esame.
 
Per maggiori informazioni sull'ecocardiogramma, vai alla pagina dedicata
Revisione medica a cura di: Dott. Angelo Squeri

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