San Pier Damiano Hospital / 09 ottobre 2020

Emorragie oculari: quali sono e come trattarle per riportare l’occhio in salute

Emorragie oculari: quali sono e come trattarle per riportare l’occhio in salute
L’occhio può essere interessato da emorragie anche se non sempre sono accompagnate dalla macchia di sangue rosso vivo ben visibile nella sclera (la parte bianca). Si tratta di eventi in genere non dolorosi che, però, in alcuni casi, possono peggiorare temporaneamente la visione.
Per quanto non siano pericolose per la vista e le strutture dell’occhio, è bene non sottovalutarle quando si presentano e fare controlli al fine di determinarne l’origine e le eventuali terapie per il loro trattamento.

Tipi di emorragie oculari

A seconda dell’area in cui si verificano, le emorragie possono essere: 
  • sottocongiuntivali: sono favorite da sforzi fisici, o anche colpi di tosse violenti, traumi in generale della cassa toracica e presenza di ipertensione arteriosa; non provocano difetti alla vista, dolore o disagio. Sono le uniche in cui lo stravaso di sangue forma una macchia visibile sulla sclera;
  • vitreali: la perdita di sangue si verifica nella cavità vitreale – dovuta a traumi, distacco del vitreo, diabete e vasculopatie – e si riversa nel corpo vitreo (la sostanza gelatinosa che occupa la cavità oculare tra il cristallino e la retina). Se l’emorragia è ridotta, la persona potrebbe vedere punti o macchie nere, se invece è importante, la vista può risultare fortemente limitata, tanto che si riesce solo a percepire la luce e il buio senza distinguere gli oggetti;
  • retiniche: sono la conseguenza secondaria di patologie come il diabete e la degenerazione maculare. Silenti e invisibili, non sono da ignorare poiché, come conseguenza, in alcune persone si possono verificare anche ischemie oculari, cioè l’insufficiente irrorazione sanguigna di alcune zone dell’occhio che provoca la morte dei tessuti, ed edema, cioè l’accumulo di liquidi nella retina.
Di questi tre tipi – spiega il dottor Alberto Lanfernini, specialista in Oculistica del San Pier Damiano Hospital di Faenza (RA) – le più pericolose sono le emorragie vitreali e retiniche perché spesso sono causate da una vasculopatia, cioè una malattia dismetabolica come il diabete e la degenerazione maculare”. 

Sebbene queste emorragie interessino prevalentemente gli anziani, i diabetici e coloro affetti da miopia severa, possono riguardare anche i giovani, manifestandosi in seguito a sforzi fisici eccessivi e crisi ipertensive. 

Diagnosi, trattamenti e prevenzione delle emorragie oculari 

Quando si verifica una emorragia oculare è sempre bene fare un controllo dal proprio medico oculista, come raccomanda anche il dottor Lanfernini: “La visita oculistica è sempre consigliabile, perché permette di capire l'origine dell’emorragia. Sarà poi lo specialista a indicare il percorso diagnostico-terapeutico necessario per una corretta guarigione”. 
Durante la visita di controllo il medico esegue un esame obiettivo del fondo dell'occhio e, a seconda del tipo di emorragia, “può anche richiedere esami di approfondimento quali l’Ecografia oculare (anche per valutare un eventuale scollamento retinico) e la Fluorangiografia (un esame indolore che valuta la velocità del sangue nella retina ed eventuali anomalie che interessano questa struttura come la formazione di neovasi) o il più moderno Angio OCT, disponibile presso San Pier Damiano Hospital, che valuta tutta la parte vascolare retinica senza mezzo di contrasto. Quest’ultimo esame è utilissimo nei pazienti che soffrono di diabete, degenerazione maculare e vasculopatia retiniche” spiega il dottor Lanfernini.

Anche i trattamenti sono differenziati: solo le emorragie vitreali possono necessitare di intervento chirurgico, quando non si verifica il riassorbimento spontaneo; per le emorragie retiniche il trattamento preferenziale è l’iniezione nell’occhio di sostanze  intravitreali o l’intervento con il laser. Per le emorragie esterne che non si rimettono in maniera spontanea vengono invece prescritti farmaci capillaro-protettori da assumere oralmente.
In genere la guarigione dell’emorragia è di tempo variabile, può impiegare pochi giorni fino a qualche settimana o anche un mese. Durante tale periodo non è sempre necessario interrompere le proprie attività o tenere l’occhio bendato: “La decisione di bendare l’occhio o di tenere il paziente a riposo dipende dalla sede, l’entità e la condizione di base del paziente stesso: per esempio in un giovane una piccola emorragia congiuntivale da sforzo è innocua, mentre in un anziano una emorragia vitreale è pericolosa e richiede riposo”.
È possibile prevenire le emorragie e salvaguardare la salute degli occhi? “A volte sì, con visite periodiche, l’uso di capillaro protettori quando necessario e curando, ovviamente, le malattie di base predisponenti alle emorragie” conclude il dottor Lanfernini.

Presso San Pier Damiano Hospital è possibile prenotare una visita oculistica anche solo per un controllo di routine, come prevenzione al fine di mantenere la propria vista e l’occhio il più in salute possibile, oppure in caso di patologie in corso per monitorarne l’andamento. In mancanza di particolari patologie, viene consigliata una visita ogni 4 anni fino ai 40-45 anni, mentre dai 45 ai 65 anni è consigliato fare una visita ogni 2 anni, infine, per gli over 65 anni, più a rischio di malattie degenerative, si consiglia una visita una volta ogni 12-18 mesi.
 
Revisionato da: Lanfernini Alberto