Clinica Privata Villalba / 05 giugno 2026

HELICOBACTER PYLORI: a Clinica Privata Villalba una lectio magistralis su diagnosi e cure di ultima generazione

HELICOBACTER PYLORI: a Clinica Privata Villalba una lectio magistralis su diagnosi e cure di ultima generazione

L’Helicobacter pylori è un batterio insidioso e ancora troppo poco conosciuto che si annida nello stomaco. La presenza di questo sgradito e pericoloso inquilino riguarda 24 milioni di italiani, ma la metà non sa di averlo. Per diagnosticarlo è sufficiente un test non invasivo e per trattarlo una cura antibiotica mirata, ma troppo spesso la sintomatologia conseguente viene sottovalutata con rischi per la salute. 

Alla Clinica Privata Villalba di Bologna, il professor Dino Vaira, Professore Ordinario di Medicina Interna Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, specialista in gastroenterologia presso la clinica bolognese di GVM Care & Research e ricercatore di fama internazionale, ha tenuto una “lectio magistralis” nella struttura sanitaria, in occasione della presentazione di un innovativo spettrometro di massa, una strumentazione di ultima generazione che si impiega per individuare la presenza del batterio nell’ambito del cosiddetto “test del respiro”.

L’Helycobacter Pylori è un intruso che può restare silente oppure, nel 10-20% delle persone, può provocare un’infezione causa di bruciori di stomaco, difficoltà a digerire, nausea, vomito o reflusso e, nei casi più gravi, è correlata all’insorgenza del carcinoma gastrico. Questo batterio, infatti, è responsabile del 90% dei casi di cancro gastrico nel mondo.

“L’Helicobacter pylori - spiega il professor Vaira - è un batterio il cui habitat naturale è la mucosa gastrica. Per sopravvivere nell’ambiente acido dello stomaco, si nasconde sotto lo strato di muco e produce un enzima, l'ureasi, che neutralizza l'acidità circostante. Questo meccanismo innesca però un processo infiammatorio cronico che, se non curato, può degenerare in ulcere gastriche o duodenali e, nei casi più gravi, è strettamente correlato allo sviluppo del tumore allo stomaco”.

La permanenza del batterio nello stomaco nel 50% dei casi non dà sintomi evidenti. “Se la sintomatologia più comune si manifesta con difficoltà digestive, nausea e reflusso, l'azione di questo microrganismo può andare molto oltre. Può infatti compromettere l'assorbimento dei nutrienti, interferire con il sistema immunitario e arrivare a impattare sulla tiroide, sulla fertilità e persino sull'apparato cardiocircolatorio. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, il suo legame scientificamente provato con il carcinoma gastrico”, prosegue il professor Vaira.

Il batterio, infatti, è classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come agente cancerogeno di classe 1, come il fumo di sigaretta, ed è considerato il principale fattore di rischio per il carcinoma gastrico e il linfoma MALT.
Guardando alle modalità di trasmissione, in particolare quella da mamma a bambino, che è la più frequente, la catena del contagio si può interrompere grazie a test diagnostici di semplice esecuzione e terapie antibiotiche specificamente validate.

“È una realtà che stupisce sempre, ma questo batterio si contrae prevalentemente nei primi tre anni di vita, nel contesto familiare e in particolare attraverso il contatto interpersonale e lo scambio di saliva con la madre. Quindi, ad esempio, durante l’allattamento al seno o quando si assaggia la pappa o si pulisce il ciuccio. Dopo i tre anni non ci si contagia più. Poiché dieci milioni di italiani sono portatori asintomatici, diventa fondamentale identificare la presenza del batterio per interrompere questa catena di trasmissione invisibile verso i più piccoli e abbattere il rischio che in futuro sviluppino le forme più gravi di malattia conseguenti al batterio”.

Oggi identificare l'intruso è estremamente semplice grazie a metodiche rapide e non invasive, come l'analisi delle feci o l’Urea Breath Test (test del respiro). Quest'ultimo sfrutta l'enzima prodotto dall’Helicobacter Pylori per identificare la sua presenza nello stomaco. Con uno spettrometro di massa di ultima generazione, come quello di cui si è dotata la Clinica Villalba ed espressione dell’evoluzione delle nanotecnologie in medicina, si possono avere risultati precisi, affidabili e immediati direttamente sul posto. Il dispositivo è stato messo a punto dall’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e validato dallo stesso ateneo con una ricerca pubblicata nel 2026 sullo European Journal of Gastroenterology and Hepatology.

Per intercettare il batterio non serve necessariamente la gastroscopia, a cui si ricorre solo in seconda battuta se i test preliminari sono positivi. “L'Urea Breath Test è un esame semplice, privo di rischi e, cosa fondamentale, è un test che, se negativo ed eseguito con le giuste modalità, non è necessario ripetere nel corso della vita. Per chi, invece, ha ottenuto un risultato positivo, si deve procedere con la gastroscopia e valutare la tipologia di lesioni eventualmente provocate dalla presenza prolungata del batterio nello stomaco che vanno attentamente indagate anche dall’anatomo-patologo”. 
Una volta individuato, l'Helicobacter può essere debellato attraverso una strategia terapeutica nata proprio nei laboratori dell'Ateneo bolognese.

“All'Università di Bologna più di dieci anni fa abbiamo codificato la cosiddetta 'terapia sequenziale', un protocollo che è stato successivamente recepito anche dalla FDA americana. Il trattamento dura dieci giorni: nei primi cinque si assume un protettore gastrico associato a un primo antibiotico e nei successivi cinque, insieme al protettore, si assumono altri due antibiotici mirati. Con questo schema terapeutico standardizzato riusciamo a eliminare il batterio e a ottenere la totale guarigione nel 99% dei casi. Se il batterio viene eradicato, il paziente non svilupperà questa tipologia di cancro gastrico. L'invito è quindi quello di non aspettare sintomi gravi: al primo segnale di malessere digestivo, vale la pena parlarne con il medico ed effettuare in prima battuta il test del respiro”, conclude il professor Vaira.

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