ICTUS: fare prevenzione si può

ICTUS: fare prevenzione si può
L’ictus cerebrale costituisce la seconda causa di morte e la terza causa di disabilità a livello mondiale, è la prima causa di disabilità negli anziani. Nel 35% dei pazienti colpiti da ictus, globalmente considerati, residua una disabilità grave. L’incidenza dei nuovi ictus in Italia si attesta su 200.000 casi annui (Razionale 2020, Iso Stroke Organization). La prevenzione è indispensabile per arginare una patologia con un costo enorme sul piano individuale e sociale.

L’ictus è provocato o da  un’interruzione del flusso di sangue al cervello per via dell’ostruzione di un’arteria (ictus ischemico) o della sua rottura, con perdita di sangue all’interno dell’encefalo (ictus emorragico).
“I principali sintomi che devono mettere in allarme sono asimmetrie del volto, disturbi delle parola, disturbi del movimento degli arti (Cincinnati Pre-hospital Stroke Scale)”, spiega il dott. Luca Luigi Manetti, Responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo di Nancy. “La loro comparsa impone di recarsi presso un Pronto Soccorso nel minor tempo possibile per eseguire tempestivamente una TC e  per avere la possibilità di effettuare terapie che possono migliorare la prognosi e che hanno una finestra terapeutica breve”.

Diventa inoltre fondamentale la prevenzione, tenendo sotto controllo i principali fattori di rischio modificabili per ictus: 
  • Ipertensione arteriosa 
  • Fibrillazione atriale
  • Diabete mellito 
  • Dislipidemia 
  • Obesità 
  • Iperomocisteinemia 
  • Stenosi carotidea 
  • Fumo di sigaretta 
  • Eccessivo consumo di alcool 
  • Ridotta attività fisica 
  • Alimentazione
Dal 2020, con la pandemia di Coronavirus, si sono registrati meno accessi al Pronto Soccorso, ma, con una sintomatologia riconducibile all’ictus, ricevere assistenza tempestiva è davvero necessario e non rimandabile”.
 
Revisione medica a cura di: Manetti Luigi
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