Clinica Privata Villalba

Il ciclo del sonno: comprendere l’importanza del buon riposo

13 marzo 2019
Dormire bene è importante per la nostra salute ma, oltre alla qualità, lo è anche la quantità di ore dedicate al sonno. Molte persone compiono spesso l’errore di considerare il riposo notturno un optional del quale si può fare a meno senza gravi conseguenze. Per questo non ci preoccupiamo se dormiamo poche ore e spesso non diamo la giusta importanza ai segnali che il nostro corpo ci invia, e che potrebbero essere legati a un Disturbo del Sonno.

In occasione del “World Sleep Day 2019” abbiamo parlato con il Prof. Fabio Cirignotta, neurologo esperto in Medicina del Sonno e coordinatore della Sleep Clinic di Clinica Privata Villalba di Bologna - il centro specializzato per la diagnosi e il trattamento dei disturbi e delle patologie legate al sonno - per comprendere l’importanza del buon riposo notturno e quali pericoli la deprivazione di sonno può portare al nostro organismo.

“Al giorno d’oggi, gli innumerevoli impegni e lo stile di vita frenetico riducono sempre più il tempo dedicato al sonno e ciò non favorisce il corretto funzionamento del nostro organismo. Ci accorgiamo di quanto sia importante dormire bene, e di quanto sia difficile farlo, soltanto quando non ci riusciamo più.
Il sonno, infatti, è un meccanismo naturale, tanto misterioso quanto delicato, facilmente soggetto a turbamenti da parte di fattori organici, psicologici o ambientali, e rappresenta per tutti gli esseri viventi un momento fondamentale di pausa e rigenerazione, sia fisica che mentale.
Dormire in modo qualitativamente non sufficiente porta a una deprivazione cronica di sonno, e questo può pregiudicare la qualità della vita di tutti i giorni oltre che esporre la persona al rischio di sviluppare diverse patologie come cardiopatie, ipertensionediabeteobesità e depressione. Il sonno non è un optional: è dimostrato scientificamente che non solo necessitiamo di dormire un numero determinato di ore (nella maggior parte dei casi 7-8 ore) ma che queste, anche in termini qualitativi, devono essere valide”.

“Capire cosa succede durante il sonno significa anche comprendere la sua struttura: il sonno non è una condizione omogena ma è caratterizzato da continue variazioni dell’attività elettroencefalografica (EEG), vegetativa (pressione arteriosa, respirazione, frequenza cardiaca), ormonale e mentale. Sulla base dell’attività EEG sono state individuate due fasi principali di sonno, che si alternano ciclicamente durante la notte: la fase REM (Rapid Eye Movement, così chiamata per la presenza di movimenti oculari rapidi) e la fase NREM (non-REM, senza movimenti oculari rapidi)”.

“La fase NREM occupa in genere circa il 75% del sonno totale ogni notte e si divide a sua volta in 3 stadi:
  • Stadio 1, addormentamento: è lo stato crepuscolare di transizione fra la veglia e il sonno leggero, normalmente molto breve, rappresenta il 5% del sonno totale. E’ caratterizzata da un lieve rallentamento dell’attività EEG e da lenti movimenti degli occhi, che si possono notare sotto le palpebre chiuse.
  • Stadio 2, sonno leggero: copre circa il 45% del sonno totale. La frequenza cardiaca rallenta, i muscoli si rilassano, sull’EEG compaiono elementi particolare come i “fusi del sonno” e i “complessi K”.
  • Stadio 3, sonno profondo: copre circa il 25% del sonno totale. In questa fase la frequenza cardiaca rallenta ulteriormente, la pressione arteriosa si abbassa di circa il 20% rispetto alla veglia, il respiro è molto regolare, le onde cerebrali sono molto lente ed ampie.

“Il sonno NREM ha una funzione di recupero e di ristoro sull’organismo: durante questa fase il sistema vegetativo è in una condizione di quiete, viene prodotto l’ormone della crescita GH, viene attivata la sintesi proteica e la funzione immunitaria, vengono “archiviati” i ricordi a lungo termine”.

“La fase REM occupa invece il restante 25% del sonno totale ed è caratterizzata da una attività EEG simile a quella dello stadio 1, ma associata ad una perdita totale del tono muscolare (in REM siamo come “paralizzati”) e a movimenti rapidi degli occhi. E’ la fase dei sogni, durante la quale il sistema vegetativo è instabile con fluttuazioni delle frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Si riscontra anche una disregolazione del sistema automatico di controllo della temperatura corporea.
Questi “svantaggi” vegetativi sono bilanciati da un effetto positivo sui meccanismi di elaborazione delle informazione immagazzinate durante il giorno e sul consolidamento della memoria, soprattutto quella “procedurale”.
 
“Le fasi REM e non REM si alternano 4-5 volte nel corso della notte, i cosiddetti "cicli del sonno". Perché il sonno sia riposante è necessario che oltre ad una adeguata durata siano rispettate le normali percentuali relative delle diverse fasi del sonno e la struttura ciclica”.

“Esistono soggetti, pochi in verità, che costituzionalmente necessitano di meno ore di sonno rispetto agli altri e che, pur dormendo soltanto 4 o 5 ore per notte, si sentono bene e riposati come chi ne dorme 8.
Il bisogno di sonno dipende anche dall’età, secondo la National Sleep Foundation1, le ore di sonno necessarie affinché corpo e cervello possano svolgere le loro funzioni al meglio durante la veglia cambiano con il passare degli anni:

  • Neonati (0-3 mesi): 14-17 ore al giorno
  • Neonati (4-11 mesi): 12-15 ore
  • Bambini (1-2 anni): 11-14 ore
  • Bambini in età prescolare (3-5 anni): 10-13 ore
  • Bambini in età scolare (6-13 anni): 9-11 ore
  • Adolescenti (14-17 anni): 8-10 ore
  • Giovani adulti (18-25 anni): 7-9 ore
  • Adulti (26-64 anni): 7-9 ore
  • Adulti più anziani (65+): 7-8 ore.
“Sono diverse le manifestazioni di disturbi che la nuova disciplina della Medicina del Sonno ha codificato: insonnia, eccessiva sonnolenza durante il giorno, forme di agitazione notturna (sonnambulismo, bruxismo), disfunzioni del ritmo sonno-veglia, ipersonnie, parasonnie, russamento e alterazioni della funzionalità respiratoria. Un esempio è la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), fenomeno che provoca frequenti episodi di blocco della respirazione durante il riposo (apnee notturne) a causa collasso delle vie aeree superiori.
La Sleep Clinic di Clinica Privata Villalba di Bologna si avvale di un gruppo di specialisti esperti nella diagnosi e nella terapia di questi disturbi. Il punto di forza del progetto è la gestione integrata del paziente da parte di un’équipe multidisciplinare composta da diversi specialisti esperti certificati in Medicina del Sonno. Neurologo, odontoiatra, otorinolaringoiatra, pneumologo, psicologo lavorano insieme per offrire un percorso diagnostico-terapeutico completo e qualificato, su misura del paziente”.


Vuoi maggiori informazioni?
Scarica la brochure informativa, contattaci al numero 051.6443490 oppure compila il form.

 
1 National Sleep Foundation: https://www.sleepfoundation.org/
 

Condividi