Qualsiasi operazione chirurgica richiede una fase di recupero post-operatorio, che varia a seconda dell’entità dell’intervento e del quadro clinico della persona operata.
In ogni caso,
il paziente deve affrontare una dose di stress dovuta alla chirurgia e all’ospedalizzazione, che potrebbe incidere negativamente nel recupero ottimale dopo l’operazione.
Al contrario, invece, ridurre l’entità dell’intervento chirurgico in termini di tagli, invasività e traumatismi e, dall’altra parte, accorciare i tempi di ospedalizzazione sono due
elementi positivi e vantaggiosi per un recupero rapido del paziente. Questo è lo scopo dei
protocolli ERAS, Enhanced Recovery After Surgery applicati presso l’
Ospedale San Carlo di Nancy di Roma.
Lo scopo dei protocolli ERAS
“I protocolli ERAS hanno lo scopo di
mobilizzare il paziente in tempi brevi dopo l’intervento, farlo tornare all’alimentazione per via orale e dimetterlo in pochi giorni per poter proseguire e concludere la fase di recupero a casa propria”, spiega il
prof. Luigi Masoni,
Direttore dell’U.O. Complessa di Chirurgia Generale dell’Ospedale San Carlo di Nancy.
“Affrontare la convalescenza a casa aiuta infatti il paziente a vivere questo periodo con meno stress, in un ambiente confortevole e soprattutto dove vi è un minore rischio di incorrere in infezioni nosocomiche. Del resto, anche il ricovero avviene preferibilmente nel giorno stesso dell’intervento.
Un recupero rapido, quindi, rappresenta per il paziente un fattore di protezione importante sia sotto il profilo psicologico che quello sanitario”.
Prima dell’intervento chirurgico
Arrivare a questo risultato richiede
un percorso che parte già prima dell’intervento chirurgico.
“I protocolli ERAS prevedono che il paziente sia informato delle buone pratiche da seguire almeno a partire dal mese precedente l’intervento: alimentazione sana, attività fisica, cessazione del fumo.Non sono cose banali, ma atteggiamenti molto incisivi nella salute delle persone e quindi nella capacità dell’organismo di recuperare dopo un’operazione. D’altro canto, poi, anche l’intervento è condotto secondo protocolli mirati a
ridurre al minimo l’entità dei traumatismi”.
Durante l’intervento chirurgico
“L’apporccio ERAS che comporta solo interventi mininvasivi, trova la sua migliore applicazione associato a
piccole incisioni, con lo scopo di minimizzare il sanguinamento e l’impatto sul paziente. Gli interventi in laparoscopia, o in laparoscopia con chirurgia robotica, sono preferibili a quelli tradizionali a cielo aperto, in laparotomia. Al risveglio il paziente è meno debilitato e prova meno dolore”.
Dopo l’intervento chirurgico
“La gestione del dolore è un altro aspetto importante nei protocolli ERAS: è affidata ad equipe di anestesisti che impegnando opportune tecniche e farmaci riducono i rischi di effetti collaterali quali nausea e vomito”.
L’ultimo step è la precoce
mobilizzazione del paziente e la
ripresa dell’alimentazione entro 3-4 giorni anche dopo interventi maggiori: “Dopo l’intervento, seguendo i protocolli ERAS, il paziente è subito in grado di muoversi, alzarsi dal letto e deambulare. Questo è uno step importante per la dimissione precoce e per poter continuare la convalescenza al proprio domicilio”.
Come è possibile realizzare un protocollo così complesso?
“Attuare i protocolli ERAS è necessario per
assicurare al paziente un recupero rapido e ottimale, ma non è un obiettivo che il chirurgo può raggiungere da solo. Serve in primo luogo la
collaborazione del paziente e dei suoi caregiver familiari. Poi, i protocolli ERAS, prevedono il coinvolgimento di tutti i professionisti sanitari della struttura, che lavorano sul paziente: chirurghi, anestesisti, infermieri, fisioterapisti, OSS ecc. Tutti sono chiamati a svolgere la loro parte in ottemperanza a quanto previsto dai protocolli.
Un lavoro di squadra, che dà buoni risultati in termini di successo post-operatorio anche sui pazienti più fragili”.
Per sapere di più su come l’Ospedale San Carlo di Nancy applica i protocolli ERAS, contatta la struttura.