G.B. Mangioni Hospital / 06 maggio 2020

Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: proteggersi dal Covid-19

Malattie infiammatorie croniche intestinali
Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) sono patologie autoimmuni nelle quali si ha una reazione immunitaria ai danni delle cellule e della parete dell’intestino.

“In questo periodo in cui dobbiamo convivere con il rischio dell’infezione da Covid-19 – spiega il dottor Sergio Brunati, Gastroenterologo di G.B. Mangioni Hospital di Lecco – molti pazienti affetti da MICI si chiedono se a causa delle loro patologie incorrono in un rischio di infezione maggiore e si interrogano sul proseguire o meno le loro terapie. Questo anche perché in diverse fasi dello sviluppo delle MICI può essere indicata l’assunzione di terapie farmacologiche che tengono sotto controllo la risposta immunitaria, quindi ad azione immunosoppressiva".

Quali sono le MICI più diffuse: Morbo di Crohn e Rettocolite ulcerosa
“Pur avendo molte caratteristiche comuni, le MICI sono ben distinte tra loro: coinvolgono tratti diversi dell’apparato gastrointestinale - chiarisce sempre il Dottor Brunati - Nel Morbo di Crohn la caratteristica saliente è il potenziale coinvolgimento di qualsiasi tratto del canale alimentare, con frequente distribuzione segmentaria e l’interessamento di tutti gli strati della parete intestinale. Le sedi maggiormente interessate sono l’Ileo terminale e il colon. La malattia è cronica. L’andamento clinico è ricorrente. Si possono avere complicanze locali e sistemiche importanti. Colpisce oltre 70.000 persone in Italia, causando una serie di lesioni ulcerose perlopiù nell’intestino. L’incidenza ha 2 picchi: poco dopo i 20 anni e intorno a 50 anni. La patologia si manifesta con diarrea cronica prolungata, dolori addominali e crampi, sangue nelle feci, a volte febbre, senso di urgenza a scaricarsi”.

La rettocolite ulcerosa è un’infiammazione cronica, quasi sempre a inizio dal retto con una potenziale estensione a tutto il colon, con caratteristiche di continuità - specifica il Dottore - Riguarda perlopiù sigma, retto e ano, e si manifesta attorno ai 30 anni di età, ma può comparire in tutte le fasce di età sino ai 60 anni. I sintomi, sì, sono sovrapponibili al Morbo di Crohn".

Coronavirus: quali sono le indicazioni per i pazienti con MICI
In generale, i comportamenti da adottare per limitare il rischio di contagio anche per questi pazienti sono quelli dettati dall’ISS e dal Ministero della Salute: le precauzioni sono sempre quelle volte principalmente ad evitare gli assembramenti in cui il virus può proliferare più facilmente e quelle legate alla cura dell’igiene delle mani e degli ambienti, all’uso dei dispositivi di protezione individuali.
Il consiglio di uscire dall’abitazione solo in casi di necessità, di evitare luoghi affollati e in generale i luoghi in cui non sia possibile mantenere il distanziamento è ancora più importante in caso si soffra di MICI come per tutti coloro che sono affetti da una o più patologie croniche o quando si è in stato di immunodepressione non solo congenita ma anche acquisita. Chi è affetto da MICI oltretutto è spesso costretto a dover ricorrere ai servizi igienici pubblici che è bene evitare per non incorrere nel contagio fecale dal momento che diverse ricerche hanno rilevato la presenza del Coronavirus vivo anche nelle feci.

Le terapie farmacologiche: sospenderle o continuarle?
“In linea di massima si possono proseguire le terapie a base di mesalazina o aminosalicilati, così come le terapie biologiche e per infusione che non abbassano le difese immunitarie - specifica il dottor Brunati - Un discorso differente va fatto per le terapie a base di steroidi e immunoregolatori: in questi casi è necessario rivolgersi al proprio Medico o al proprio Gastroenterologo per concordare in che modo proseguire i trattamenti”.
È sempre bene non sospendere in autonomia  e di propria iniziativa le terapie farmacologiche che ci sono state prescritte. Allo stato attuale delle conoscenze, non vi sono indicazioni alla sospensione della terapia, in quanto la probabilità di una riacutizzazione, anche grave, è nettamente superiore a quella di contrarre l’infezione da Coronavirus”.

Cosa fare se i sintomi delle MICI peggiorano, quando visite ed esami non urgenti sono sospesi
Nel periodo dell’emergenza Covid-19 sono state sospese le visite di controllo e gli esami non urgenti o prioritari. I pazienti con MICI devono però tenere monitorato con continuità, l’evolvere della loro patologia, per cui è bene che non interrompano il dialogo con il Medico. Le informazioni sullo stato di salute e i dubbi devono essere sempre condivisi e chiariti con il Medico di famiglia e ancor più valutati con lo Specialista Gastroenterologo. Soprattutto quando si notano variazioni nella sintomatologia, in caso si sospetti una riacutizzazione è bene consultare il proprio Medico anche per escludere proprio l’insorgenza del Coronavirus data la sua possibile presentazione gastrointestinale. È in ogni caso fortemente raccomandato non modificare autonomamente la terapia in atto, per tenere sotto controllo l’infiammazione e le complicanze.

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