Maria Teresa Hospital

Maria Teresa Hospital: si tiene il 23 novembre il corso d’aggiornamento dedicato all’insufficienza venosa

13 novembre 2013

L’insufficienza venosa cronica è una patologia molto diffusa soprattutto fra le donne, caratterizzata da una persistente incapacità del sangue venoso di tornare dagli arti inferiori al cuore. Può essere causata da alterazioni anatomiche delle vene, da obesità, sedentarietà, cattiva postura, dal tipo di lavoro svolto, predisposizione genetica o da una gravidanza. A questa patologia è dedicato il corso di aggiornamento ‘Insufficienza venosa: dalla fisiopatologia all’elastocompressione e nuove medicazioni avanzate’, in programma il 23 novembre a Maria Teresa Hospital (Firenze). ‘La malattia venosa cronica è insidiosa e purtroppo spesso sottovalutata o ridotta ad un semplice problema estetico – spiega il Dottor Edoardo Esposito, Responsabile dell’Unità Funzionale di Medicina a Maria Teresa Hospital e coordinatore scientifico del corso - Eppure ogni medico sa che il modesto disturbo della fase iniziale può evolvere in segni più evidenti, come varici ed edema, fino alle complicanze più drammatiche, dalla ulcerazione della cute, alla lipodermatosclerosi e tromboflebiti, fino all’embolia polmonare, con il rischio della vita stessa. Si tratta quindi di un fenomeno di grande impatto sanitario e sociale, con ricadute importanti sul piano dei costi per l’individuo e la collettività. Da tutto ciò si comprende quanto siano importanti le varie figure professionali, dal medico di medicina generale allo specialista angiologo, nella valutazione e nella corretta gestione del paziente, considerando la cronicità e l’evoluzione della malattia’.

Durante il corso accreditato ECM sarà lasciato notevole spazio alle prove pratiche. I partecipanti infatti si cimenteranno in prove di bendaggio elasto-compressivo e nell’applicazione delle nuove medicazioni avanzate per le ulcerazioni vascolari.  ‘L’augurio è quello di trasmettere nuove indicazioni, che potranno migliorare la nostra pratica clinica quotidiana’, conclude il dottor Esposito.

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