Ospedale Santa Maria

Mastectomie e tumore al seno: l'importanza della diagnostica

26 marzo 2018
La tipologia di intervento chirurgico alla mammella dipende da vari fattori, come la dimensione della lesione, le caratteristiche della ghiandola mammaria e l’età della donna. Le mastectomie rimangono molto importanti, ma ancora di più lo sono gli esami mammografici, che devono eseguire regolarmente anche le pazienti con protesi estetiche. Ne parliamo con la Dott.ssa Antonietta Ancona, coordinatrice di senologia dell’Ospedale Santa Maria di Bari.

Esiste un intervento chirurgico standard?

Non esiste un intervento chirurgico standard per la mammella, perché nel rispetto di protocolli e di quelle che sono le linee guida internazionali, a seconda delle dimensioni della lesione e a seconda delle caratteristiche della ghiandola mammaria di questo soggetto che abbiamo di fronte, dell’età e delle esigenze della donna che vanno sempre rispettate, si può fare una scelta di intervento chirurgico.
Questa analisi deve essere effettuata dal diagnosta, quindi dal radiologo, che deve collaborare col chirurgo. Deve essere sempre presente nella condivisione delle scelte anche la donna.

È vero che non si fanno più mastectomie?

No, non direi che non si fanno più mastectomie, forse se ne fanno anche di più, perché come dicevamo prima l’intervento chirurgico va scelto e modulato con la donna in base anche alla patologia di origine, le dimensioni, la sede e le dimensioni anche della lesione. Faccio un esempio: un soggetto giovane che presenta un nodulo anche piccolo in una mammella molto piccola, il risultato di un quadrante non sarebbe accettabile e in quel caso oggi ci sono delle tecniche di ricostruzione con espansore, cioè un palloncino che gonfia prima la cute e il muscolo e poi l’impianto della protesi definitiva, che dà dei risultati a lungo termine decisamente superiori rispetto a un quadrante che invece può essere deturpante.

Oppure possiamo pensare a tutti quegli interventi oggi che si fanno di mastectomia sottocutanea profilattica in donne che sono portatrici di una mutazione genetica. Sono interventi che sempre di più si stanno chiedendo ed eseguendo perché in donne che hanno una carcinofobia elevata e che sono certamente delle mutate BRCA1 e BRCA2 presentano un alto rischio di ammalarsi di tumore. Si può così arrivare a una mastectomia profilattica di entrambi i corpi ghiandolari.

Come si devono comportare le donne con protesi estetiche?

Le donne con protesi inserite per motivi estetici, cioè le protesi “per additiva” sono tantissime e devono fare la prevenzione come tutte le donne normali. Si può eseguire l’esame mammografico, ci sono delle proiezioni mammografiche particolari. Bisogna conoscerle e si possono eseguire. In più, c’è l’aggiunta della possibilità di eseguire anche una risonanza magnetica, vuoi per lo studio della ghiandola mammaria quando c’è qualche dubbio o qualche sospetto, e allora si usa il mezzo di contrasto, oppure si ricorre alla risonanza magnetica quando si vuol studiare la protesi, la parte interna e quindi la struttura protesica, per cercare eventuali lesioni o rotture delle protesi.

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