La sanità sta vivendo una trasformazione profonda: dalla medicina preventiva, l’evoluzione punta a una medicina sempre più previsionale, capace di anticipare i bisogni di salute dei pazienti. Un cambiamento che trova il suo fondamento nella qualità e nella quantità dei dati disponibili, e che vede nell’Intelligenza Artificiale un alleato strategico.
Questo percorso è al centro dell’innovazione portata avanti da
GVM Care & Research, che sta integrando soluzioni avanzate di AI per migliorare l’organizzazione delle cure e l’esperienza dei pazienti.
L’AI è già realtà nella pratica clinica
Come sottolinea il
professor Giuseppe Speziale,
Cardiochirurgo e Vice Presidente del gruppo, l’Intelligenza Artificiale non è più una novità, ma una presenza già concreta nella pratica medica quotidiana. Il suo valore principale risiede nella capacità di migliorare l’organizzazione sanitaria.
Secondo questa visione, la qualità delle cure non dipende solo dalle competenze del singolo medico, ma soprattutto dall’efficienza del sistema in cui opera.
L’AI consente di ottimizzare processi complessi, rendendo più efficace il lavoro dei professionisti e migliorando i risultati clinici.
I dati come motore della medicina personalizzata
Il passaggio alla medicina previsionale è reso possibile da un approccio
data-driven (guidato dai dati). I dati raccolti durante ricoveri e visite ambulatoriali diventano uno strumento fondamentale per personalizzare i percorsi di diagnosi e trattamento; prevedere possibili complicanze; intervenire in modo tempestivo.
GVM Care & Research, grazie a un lungo percorso di digitalizzazione, dispone oggi di sistemi avanzati come la cartella clinica elettronica e strumenti di monitoraggio delle performance cliniche attivi da oltre 15 anni.
ReportAId, programma avanzato di Intelligenza Artificiale
Presso
Santa Maria Hospital, struttura di alta specialità di
GVM Care & Research a Bari, è stato avviato
ReportAId, un programma di Intelligenza Artificiale pensato per migliorare qualità clinica e performance assistenziale.
Il sistema analizza e organizza grandi quantità di dati clinici, trasformandoli in informazioni utili per supportare decisioni mediche, ottimizzare i percorsi di trattamento e migliorare gli esiti per i pazienti. Tra le principali funzioni:
- Analisi automatica dei report;
- Individuazione di criticità;
- Monitoraggio delle performance;
- Supporto agli indicatori di qualità.
ReportAId consente, inoltre, di ridurre i tempi burocratici e aumentare l’accuratezza della documentazione, lasciando più spazio ai medici per l’attività clinica.
L’obiettivo non è sostituire i professionisti, ma potenziarne le capacità, rendendo i trattamenti più efficaci, sicuri e umani. Il progetto rappresenta un passo strategico verso una sanità sempre più innovativa, basata su dati, tecnologia e responsabilità verso chi si rivolge alla struttura.
Il paziente al centro: nasce il “patient journey” intelligente
A spiegare come funziona
ReportAId è la
dott.ssa Elena Sini,
Group CIO di
GVM Care & Research. Attraverso l’analisi dei dati clinici, il sistema:
- Guida il paziente negli step successivi (esami, visite, follow-up);
- Riduce il disorientamento post-visita;
- Migliora l’aderenza alle terapie;
- Garantisce continuità assistenziale. (sostituirei garantisce)
In pratica, il paziente viene “preso per mano”, ricevendo indicazioni chiare su cosa fare, dove andare e quando, con un impatto positivo sia clinico sia psicologico.
AI a supporto di medici e organizzazione
L’Intelligenza Artificiale non supporta solo i pazienti, ma anche i professionisti sanitari. Tra le applicazioni più rilevanti il supporto decisionale (strumenti che affiancano il medico nelle scelte cliniche), ambient listening (sistemi che trascrivono automaticamente le visite, migliorando la relazione medico-paziente e riducendo il carico burocratico), analisi predittiva (modelli in grado di individuare trend e criticità prima che si manifestino).
Queste tecnologie contribuiscono anche a ridurre lo stress e il rischio di burnout del personale sanitario.
Formazione e nuove competenze
La trasformazione digitale richiede anche un cambiamento nella formazione. L’AI diventa uno strumento chiave per:
- Migliorare le competenze dei professionisti;
- Supportare la formazione di studenti e operatori;
- Rendere più efficaci i processi decisionali (es. anatomia patologica digitale).
L’obiettivo è creare un ecosistema in cui tecnologia, dati e competenze lavorino insieme.
Una sfida globale
Il contesto internazionale conferma la centralità dell’AI nella sanità del futuro. Tra i fattori da tenere in considerazione ci sono l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, la carenza di personale sanitario e la sostenibilità dei sistemi sanitari.
In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva fondamentale per garantire trattamenti efficaci, accessibili e sostenibili.
Il messaggio è chiaro: non c’è spazio per timori ideologici verso l’AI. Come ogni tecnologia, va utilizzata in modo competente e responsabile. Il vero rischio non è l’Intelligenza Artificiale, ma il suo uso improprio.
La transizione verso una medicina previsionale segna un cambio di paradigma: da un sistema che reagisce alla malattia a uno che la anticipa. In questo processo, dati di qualità, organizzazione efficiente e innovazione diventano elementi imprescindibili.
GVM Care & Research rappresenta un esempio concreto di come questa trasformazione possa tradursi in valore reale per pazienti e professionisti, aprendo la strada a una sanità intelligente e personalizzata ma, non per questo, meno umana.