/ 28 ottobre 2020

Occhio secco: di cosa è fatta una lacrima e come scegliere le gocce lacrimali giuste

Occhio secco: di cosa è fatta una lacrima e come scegliere le gocce lacrimali giuste
La Sindrome da Disfunzione del Film Lacrimale, meglio conosciuta come occhio secco, è una delle patologie più diffuse a carico dell’occhio e non va sottovalutata. Con il tempo, infatt, cambiamenti quantitativi e qualitativi del film lacrimale possono danneggiare il segmento anteriore dell’occhio creando, oltre che fastidi, anche deficit visivi.

Per capire meglio di cosa è fatta una lacrima, quali sono i sintomi e i trattamenti della Sindrome dell’occhio secco e come scegliere i sostituti lacrimali giusti, abbiamo parlato con il Prof. Michele Vetrugno, Responsabile dell'Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Santa Maria di Bari.


Che cos’è il film lacrimale?


Il film lacrimale è una sottile pellicola liquida che ricopre cornea e congiuntiva dell’occhio. Formato da tre strati (quello interno ricco di mucine, per permettere l’adesione; quello intermedio, acquoso; quello esterno ricco di lipidi, prodotti dalle ghiandole di Meibomio nelle palpebre, per evitare l’evaporazione), ha una composizione complessa, in grado di lubrificare, nutrire e proteggere gli occhi.

Il delicato equilibrio che regola la funzione del film lacrimale può venir meno, dando vita alla Sindrome da Disfunzione del Film Lacrimale, che si divide in due tipologie:
  • dislacrimia, causata da un’eccessiva evaporazione lacrimale;
  • ipolacrimia, causata da una ridotta produzione di lacrime.


Occhio secco: sintomi e fattori di rischio


I sintomi più comuni di questa patologia oculare sono:
  • bruciore dell’occhio;
  • arrossamento;
  • sensazione di fastidio;
  • alterazione della vista;
  • sensazione di un corpo estraneo negli occhi;
  • sensibilità alla luce (fotofobia).
A portare all’eccessiva evaporazione o alla ridotta produzione lacrimale, e quindi alla sindrome dell’occhio secco, possono essere cause disparate: infiammazioni della superficie oculare, congiuntivite allergica, squilibri ormonali, patologie metaboliche, terapie locali prolungate. Ma anche uno stile di vita e abitudini errate. Il 50% di chi porta le lenti a contatto, per esempio, soffre di occhio secco. A incidere sulla comparsa di questa sindrome ci sono anche un’alimentazione povera di acqua, di frutta e di verdura; un ambiente lavorativo o casalingo con aria troppo secca; un utilizzo prolungato e ravvicinato di device come computer, tablet e smartphone.


Come scegliere le gocce lacrimali giuste


Presso l’Ambulatorio di Oculistica dell’Ospedale Santa Maria, la diagnosi dell’occhio secco arriva attraverso l’utilizzo di una piattaforma con sofisticati test che consentono una vera e propria “TAC della lacrima”.

Dopo l’anamnesi e la valutazione di fattori di rischio e di stile di vita, vengono eseguiti, a discrezione dello specialista:
  • Esame qualitativo delle varie componenti del film lacrimale;
  • Esame quantitativo del film lacrimale;
  • Meibografia;
  • Osmolarità lacrimale.
Questa disamina consente una corretta diagnosi delle cause e la proposta di una terapia mirata, compresa la scelta di sostituti lacrimali appropriati. In Italia, infatti, sono registrati ben 270 tipi di lacrime artificiali. Autodiagnosi e fai da te sono, quindi, da evitare, in favore di un percorso diagnostico completo, che tenga conto delle componenti del film lacrimale e dello stato di vitalità delle ghiandole di Meibomio, per scegliere il sostituto lacrimale e la terapia adatti al singolo caso.

 
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