Maria Pia Hospital / 05 gennaio 2021

Riabilitazione Cardiologica: tornare alla quotidianità dopo un evento cardiologico acuto

Riabilitazione Cardiologica: tornare alla quotidianità dopo un evento cardiologico acuto
La riabilitazione cardiologica ha lo scopo di impattare positivamente sulla qualità di vita del paziente che esce da un evento cardiologico acuto, sia esso un infarto o un intervento cardiochirurgico.
Abbiamo intervistato il Dott. Marco Ribezzo, responsabile della Riabilitazione Cardiologica a Maria Pia Hospital, per approfondire il tema.

Chi sono i pazienti che possono accedere alla riabilitazione cardiologica?

Al momento solo il 30% di pazienti che escono da un evento acuto ha la possibilità di accedere a una riabilitazione cardiologica. Infatti, in Italia sono solo 220 i centri di cardiologia riabilitativa, e solo il 10% di questi sono centri, come Maria Pia Hospital, che hanno la possibilità di accogliere precocemente questi pazienti e trattarli in terapia subintensiva con dei letti adeguati. Di nota: nei pazienti che accedono alla riabilitazione cardiologica si riduce il rischio di riammissione ospedaliera o di mortalità di più del 30%. 

Quando la cardiologia riabilitativa rientra nel piano di cura del paziente?

Storicamente la cardiologia riabilitativa rientra nel programma di cura di un paziente uscito dall’evento cardiologico acuto, sia esso un infarto del miocardio, sia esso un intervento cardiochirurgico, bypass coronarici per rivascolarizzazione miocardica, sostituzioni valvolari, interventi in urgenza quali le vivisezioni aortiche. Recentemente lo scenario si è ampliato e i pazienti sono molto più complessi: è entrato nel bagaglio di cura della riabilitazione cardiologica anche lo scompenso cardiaco portando a prognosi migliori per il paziente scompensato.
Le tecnologie cardiologiche e cardiochirurgiche sono notevolmente migliorate, quindi giungono in cardiologia riabilitativa pazienti con impianto di TAVI o Mitraclip, e sono tendenzialmente soggetti molto anziani e fragili. A questi si aggiungono i pazienti che iniziano o escono da un trapianto cardiaco e portatori di cuori artificiali e meccanici: tutti questi pazienti hanno necessità di assistenza e di cura nell'immediato molto alta, ma anche di un trattamento multidisciplinare per essere riaccompagnati a casa.

Che cosa si intende con “programma dello scompenso cardiaco”?

A Maria Pia Hospital da circa 5 anni lavoriamo  su un programma dello scompenso cardiaco che permetta di affrontare questa patologia a 360 gradi.
Abbiamo messo a punto un ambulatorio dello scompenso cardiaco con una altissima fruibilità, aperto 3 giorni alla settimana, in cui il paziente ha facilità di accesso, il medico ha la possibilità di seguire costantemente il paziente scompensato e se necessario di ricoverarlo su letti dedicati, di degenza ordinaria o di terapia subintensiva, laddove le cure richieste siano più intensive e sia necessaria una maggior monitorizzazione. Quando il paziente si è stabilizzato è possibile trattarlo da un punto di vista emodinamico o aritmologico ed elettrofisiologico, e successivamente trasferirlo in riabilitazione cardiologica per un ciclo completo.
 

Come viene gestito il percorso assistenziale e come è composta l'equipe in Cardiologia Riabilitativa?

Il percorso assistenziale e l’equipe sono multidisciplinari, ovvero si affiancano al cardiologo gli infermieri, i fisiatri e i fisioterapisti (per quanto riguarda la riabilitazione motoria), gli psicologi, i dietisti e i nutrizionisti. Data la complessità e l’età dei pazienti, non si può prescindere dal consulto di specialisti ulteriori, come il diabetologo, l’infettivologo, il nefrologo, lo pneumologo e il neurologo, ma soprattutto la figura del cardiochirurgo, ormai cruciale.
 
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Revisione medica a cura di: Ribezzo Marco
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