Villa Tiberia Hospital / 29 marzo 2021

Sindrome delle apnee ostruttive del sonno: cos’è e come diagnosticarla

Sindrome delle apnee ostruttive del sonno: cos’è e come diagnosticarla

L’unità operativa di Otorinolaringoiatria si occupa delle patologie più comuni che riguardano orecchio naso e gola, sia da un punto di vista diagnostico che chirurgico. Il dott. Giovanni Mancini, specialista in otorinolaringoiatria di Villa Tiberia Hospital, approfondisce alcune patologie trattate all’interno della sua unità operativa. 
 

Che cos’è la sindrome delle apnee ostruttive del sonno?  

La sindrome delle apnee ostruttive riguarda i disturbi del sonno. Durante la notte avvengono determinati fenomeni che influiscono con il riposo del paziente, motivo per cui ci possono essere risvegli violenti e immediati, delle alterazioni della frequenza cardiaca, difficoltà durante il giorno alla concentrazione, e può anche verificarsi il colpo di sonno quando si è alla guida. Riconosciamo due tipi di questa patologia: in una vi è un problema anatomico che impedisce i flussi aerei, e quindi è correggibile tramite approccio chirurgico. Nell'altra tipologia vi sono ostruzioni o apnee di tipo centrale, ovvero quando il cervello considera normale un’assenza di respirazione. Ciò va inquadrato da un punto di vista multispecialistico, e riguarda soprattutto l'aspetto internistico, oncologico e neurologico.

  

Come sono diagnosticati i disturbi del sonno?  

Le tecnologie utilizzate per l’inquadramento dei disturbi del sonno sono molteplici, di cui la principale è la polisonnografia, tecnica che ci dà un quadro di quello che succede durante la notte, misurando la frequenza cardiaca, l’ossigenazione dei tessuti, e eventualmente la roncopatia, cioè il russamento. Oltre alla polisonnografia è possibile sottoporsi a diagnostica radiologica e visite specialistiche, come quella neurologica, otorinolaringoiatrica e cardiologica, perché sono distretti interessati da questo tipo di problema. 

L'approccio terapeutico per la sindrome delle apnee notturne è un approccio multidisciplinare. Il percorso parte da tre figure specialistiche: l’otorinolaringoiatra, il neurologo, e lo pneumologo. Laddove il trattamento è medico/clinico prevarrà la figura del neurologo e pneumologo, tramite utilizzo di CPAP, una ventilazione forzata notturna per ottenere poi il miglioramento della condizione fisiologica. Quando invece il problema fosse di tipo ostruttivo, l’otorinolaringoiatra interviene con la chirurgia, rimuovendole anomalie anatomiche che impediscono il passaggio dei flussi aerei.
 

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Revisione medica a cura di: Mancini Giovanni
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