Maria Pia Hospital / 05 settembre 2022

Trattamento delle cicatrici: perché l’aspetto estetico è salute

Trattamento delle cicatrici: perché l’aspetto estetico è salute
Il modo in cui si percepisce se stessi in relazione agli altri è fondamentale nella vita psicologica, relazionale e sociale. Quando un difetto estetico mina la fiducia in se stessi, si esce dallo stato di Salute come definito dall’OMS: un totale benessere psicofisico.
Uno dei segni estetici più diffuso e che provoca più disagio nei pazienti sono le cicatrici dovute a traumi: incidenti, operazioni chirurgiche, patologie severe o lievi come per esempio l’acne.

A prescindere dalla causa della cicatrice, quando questa rappresenta un elemento di discomfort e inficia l’autostima, il trattamento chirurgico o medico estetico si rende necessario.Quali sono le tecniche da utilizzare per il trattamento delle cicatrici? Le spiega il dott. Claudio Ligresti, Chirurgo Plastico Ricostruttivo ed Estetico del Maria Pia Hospital.

Quali sono i trattamenti per eliminare le cicatrici?

Il trattamento delle cicatrici può avvenire attraverso interventi non chirurgici o chirurgici, a seconda della problematica. Tra i più comuni:
  • i filler di acido ialuronico, che consistono nell’iniezione sottocutanea di questo acido prodotto naturalmente dalla pelle, che ha la capacità di distendere e riempire i tessuti;
  • l’infiltrazione di corticoidi diluiti, da utilizzare nei casi di ipertrofia della cicatrice, ovvero in un suo esagerato ispessimento, derivato spesso da una predisposizione del paziente o da una particolare zona corporea (sterno, spalla)
  • l’utilizzo di gel o di placche al silicone, che mantengono un gradiente di umidità tale da rendere più morbide le cicatrici , utili soprattutto in prevenzione
  • la dermoabrasione, eseguita con un apposito strumento con una testina rotante, che elimina meccanicamente gli inestetismi della pelle. Generalmente il trattamento viene svolto in anestesia locale, ma se l’area da trattare è molto estesa può essere necessario eseguire l’anestesia totale;
  • il laser, che sfrutta l’azione meccanica e fotochimica del fascio di luce per rimuovere gli strati superficiali delle cicatrici e/o per stimolare la produzione di nuove cellule e/o per schiarire il colorito di una lesione. L’effetto dipende dalla tipologia di laser utilizzato. Molto spesso per il trattamento delle cicatrici si utilizzano il laser Q-Switch o il laser a CO2;
  • il PRP, un trattamento di medicina rigenerativa che consiste nel prelevare il plasma del paziente, centrifugarlo e depurarlo fino a ottenere un gel di piastrine che viene iniettato sottocute nell’area cicatriziale. Questa sostanza ha la capacità di stimolare un processo di rigenerazione e guarigione progressivo;
  • il lipofilling, altro trattamento di medicina rigenerativa che prevede il prelievo autologo di tessuto dal paziente. In questo caso si utilizza il tessuto adiposo, appositamente purificato e trattato per essere iniettato sottocute. Il grasso è ricco di cellule staminali che risanano e rigenerano la pelle;
  • la chirurgia plastica, usata in caso di cicatrici molto estese, in genere a seguito di incidenti o operazioni chirurgiche importanti.

Quando si ricorre alla chirurgia?

Si ricorre alla chirurgia soprattutto quando una cicatrice è talmente estesa o profonda da creare un danno funzionale oltre che estetico. Per esempio è il caso delle cicatrici residuali da traumi importanti, come incidenti stradali, ustioni, oppure di interventi chirurgici importanti. Le tecniche chirurgiche variano a seconda del caso clinico, della posizione della lesione, della profondità dei cheloidi ecc.
Tra le più frequenti:
  • l’asportazione totale o parziale della cicatrice;
  • l’espansione della pelle lesionata mediante l’applicazione di un palloncino sottocutaneo, che viene successivamente rimosso. Questa tecnica è usata prevalentemente in caso di cicatrici di forma circolare;
  • la riapertura della cicatrice, per effettuare una sutura estetica migliore, con punti non visibili sulla superficie della pelle.
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Revisione medica a cura di: Dott. Claudio Ligresti
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