Biopsia stereotassica con tomosintesi

La biopsia stereotassica con tomosintesi è una tecnica per eseguire prelevare campioni di tessuti da sottoporre all’esame istologico, sotto la guida di un computer. Viene utilizzata per la diagnosi dei tumori al seno.
 

Una biopsia è un prelievo di cellule o tessuti in un’area dove vi è una lesione sospetta. La stereotassi è una tecnica che permette di individuare con assoluta precisione la collocazione del nodulo o della lesione dei tessuti, anche in profondità nella mammella. La tomosintesi, invece, è una metodica di diagnostica per immagini che restituisce immagini 3D ed è frequentemente utilizzata per la cosiddetta mammografia tridimensionale.
 
Ne consegue che la biopsia stereotassica con tomosintesi è un tipo di biopsia computer-guidata, eseguita con calcoli precisi della posizione del prelievo e avvalendosi di immagini 3D del seno riprodotte in tempo reale. Ciò permette di prelevare cellule e tessuti in modo mininvasivo (a risparmio tissutale e con incisioni di circa 3mm) e di ottenere una maggiore accuratezza diagnostica.
 

La biopsia stereotassica con tomosintesi è consigliata quando altri esami diagnostici (per esempio ecografie o mammografie) hanno suggerito che un nodulo o una lesione del seno potrebbero essere di natura tumorale. Oppure è consigliata nel caso in cui un esame citologico abbia portato un risultato incerto sulla natura - benigna o maligna - di una lesione. E’ infine utilizzata per la valutazione diagnostica di microcalcificazioni.
Prevalentemente viene utilizzata per noduli rilevati dall’ecografia o dalla mammografia, ma non palpabili.

L’intervento si svolge in anestesia locale e dura circa 30 minuti, durante i quali la paziente potrebbe accusare sensazioni fastidiose.
 
In prima istanza, si applicano le tecniche stereotassiche per calcolare, con l’aiuto di appositi macchinari, la posizione esatta della lesione nel seno. In seconda battuta, sotto la guida della tomosintesi che restituisce un'immagine 3D e pluristratificata della mammella, un dispositivo guidato dal computer, obbedisce ai calcoli della stereotassi per eseguire, tramite aghi, dei prelievi multipli di tessuto.
L’intervento avviene sotto il monitoraggio costante del medico.
 
Al termine della biopsia viene rilasciato un marker nel punto in cui è stato eseguito il prelievo. Servirà a riconoscere l’area lesionata nei successivi esami diagnostici o nelle successive terapie.

Non sono previste particolari norme per prepararsi all’esame. Le pazienti che seguono una terapia anticoagulante potrebbero aver bisogno di sospendere il trattamento qualche giorno prima dell’intervento, per evitare eccessivi sanguinamenti dalle incisioni degli aghi.
 

I rischi associati alla biopsia stereotassica con tomosintesi sono quasi del tutto assenti. L’allergia a una componente del farmaco anestetico può rappresentare una controindicazione all’intervento e in questo caso è importante informare il medico.
Dopo l’esame la paziente potrebbe avere sanguinamento, piccoli lividi e sensazioni dolorose nell’area trattata. Sono reazioni normali. Per fermare il sanguinamento basta comprimere la zona con una garza sterile, mentre il trattamento con ghiaccio può aiutare a ridurre edema e dolori.
 

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