RX Gamba

La RX Gamba è un esame radiologico che sfrutta i raggi X o radiazioni ionizzanti per  ottenere immagini delle ossa della gamba. I raggi X permettono infatti di evidenziare i tessuti duri, come le ossa, in maniera netta e distinguibile, rispetto ai tessuti molli (come i muscoli) che, nelle radiografie, appaiono di colore scuro e indistinto.

Che cos’è?

La RX della Gamba, o radiografia della gamba, è un esame radiologico che viene utilizzato per indagare eventuali anomalie che interessano le ossa che formano la gamba, cioè la tibia e il perone.

La RX Gamba viene prescritta quando c’è necessità di accertare la presenza di:
  • traumi, fratture e lussazioni delle ossa,
  • patologie degenerative, come l’artrosi o l’osteoporosi,
  • processi infiammatori, come l’artrite,
  • patologie tumorali,
  • logoramento delle cartilagini delle articolazioni.
L’RX Gamba può essere eseguita prima di un intervento chirurgico programmato, per monitorare la condizione dell’osso. Oppure anche in seguito a una frattura o a intervento chirurgico, per verificare la corretta guarigione.

Per eseguire la RX Gamba non è necessaria alcuna preparazione preventiva, né tanto meno sospendere l’assunzione di eventuali farmaci. È un esame veloce, indolore e non invasivo che richiede circa 10 minuti.

Se li indossa, il paziente deve togliere eventuali oggetti metallici come gioielli o abiti con metallo (il reggiseno), così che non interferiscano con la qualità delle immagini, e indossare il camice di piombo che permette di ridurre l’assorbimento delle radiazioni.

L’esame si svolge con il paziente in piedi (sotto carico) o seduto, posizionato in prossimità della lastra (il macchinario che emette il fascio di raggi X permettendo la rilevazione delle immagini).

La RX Gamba può essere eseguita da tutti, purché in possesso di prescrizione medica.
Si tratta di un esame che, pur essendo eseguito con l’impiego di radiazioni ionizzanti, consente di ridurre i rischi legati all’esposizione, dato che le macchine più moderne riescono a ridurre sia i quantitativi di raggi X emessi, sia il tempo di esposizione.

È tuttavia controindicata in gravidanza.