Maria Cecilia Hospital

La maculopatia senile e la sua diagnosi precoce

23 novembre 2017
La maculopatia senile è una malattia degenerativa che provoca gravi danni alla vista nel 90% delle persone affette. Il Dott. Ugo Cimberle – responsabile dell’Unità operativa di oculistica di Maria Cecilia Hospital e San Pier Damiano Hospital – ci illustra quanto sia fondamentale una diagnosi precoce per questa patologia per evitare un suo avanzare irrimediabile.
 

Cos’è la maculopatia?


La maculopatia, anche chiamata degenerazione maculare legata all’età (DMLE), è una patologia lenta che degenerare progressivamente l’occhio causando la perdita della vista. Spesso i casi che colpiscono un occhio tendono a diventare bilaterali,

Al sua comparsa la maculopatia colpisce la macula (area centrale della retina) e diviene così la prima causa di cecità per le persone over 50.
 

Quali tipologie di maculopatia conosciamo?


Conosciamo due famiglie di questa patologie: umida e secca.

La“Forma Umida” o “neovascolare” è caratterizzata dalla formazione di neovasi sanguigni anomali provenienti dallo strato coriocapillare (neovascolarizzazione coroideale), situato in profondità rispetto alla retina. Questi neovasi, crescendo fino ad arrivare agli strati più superficiali, causano emorragie ed alterazioni della retina, determinando una cicatrice maculare con danno visivo funzionale. Dopo essere stata diagnosticata, la forma umida procede spesso in maniera rapida (a differenza della forma secca), con una compromissione visiva più grave. La forma neovascolare rappresenta il 20% dei casi di DMLE.

L’altra tipologia è La Forma Secca o “non neovascolare”, è distinta da fenomeni degenerativi progressivi che, in fase avanzata, possono causare un’atrofia della macula. Circa l’80% delle degenerazioni maculari diagnosticate appartengono a questa forma che, nello stadio iniziale, può presentare le cosiddette drusen (macchie giallastre) con segni di atrofia dell’epitelio pigmentato, un’importante area della retina. Queste progressive lesioni atrofiche possono arrivare a coinvolgere la regione maculare nella sua totalità, causando la perdita della visione centrale. Oggigiorno non esiste una terapia per questa forma di DMLE.
 

Quali sono i fattori di rischio della maculopatia?


Riconosciamo fra i fattori di rischio della degenerazione maculare senile l’età, è raro che questa malattia si manifesti prima dei 50 anni, con l’aumentare dell’età si ha invece un incremento progressivo delle persone affette. Fumo ed alcool rendono i soggetti favorisce il rischio di contrarre la malattia.

Altri probabili fattori di rischio, oltre a quelli precedentemente menzionati, sono: fattori cardiovascolari, obesità, dieta inadeguata, ipertensione e familiarità. Avere nella propria famiglia parenti di primo grado affetti da DMLE sembra infatti favorire la manifestazione di questa patologia.
 

Come avviene una corretta diagnosi della DMLE?


Per una diagnosi tempestiva, evitando quindi complicanze, è necessario effettuare all’insorgenza dei primi sintomi una visita oculistica. E’ importante ricordate che prima viene riscontrata la patologia più è possibile limitare i danni funzionali permanenti.

La patologia compare attraverso un calo della vista, metamorfopsie (visione distorta) o apparizione di macchie al centro dell’area visiva: attendere anche solo qualche giorno può essere molto dannoso.

Un esame completo può essere effettuato da un oftalmologo che può approfondire il caso attraverso esame visivo e del fondo oculare permettono di effettuare una diagnosi preliminare nella maggior parte dei casi.

Attraverso l’Oct (Optical Coherent Tomography o Tomografia Ottica), strumento di imaging che ha rivoluzionato la diagnosi delle patologie della retina, è possibile ottenere immagini chiare e ad alta risoluzione della retina. Questa tecnologia, oltre che per la diagnosi è molto importante anche per i follow up del paziente a seguito dei trattamenti intravitreali.

Solo in casi dubbi per chiarire la diagnosi si procede anche con fluorangiografia e angiografia con indocianina, in quanto sono da considerarsi diagnostica più invasiva.
 

Come trattare la DMLE?


La forma umida oggi viene trattata attraverso l'impiego dei farmaci cosiddetti anti-VEGF, che attraverso iniezione intravitreali vengono inseriti nell’occhio e sono in grado di controllare la malattia con ottimi risultati.

Molti pazienti necessitano infatti di molte iniezioni, anche per anni, e di molti controlli durante tutto il periodo di trattamento. Accanto ai farmaci in alcuni casi possono essere necessarie terapie alternative aggiuntive come la terapia laser giallo che non ha effetti collaterali da utilizzare in combinazione o meno con le iniezioni.

A volte le terapie possono non essere efficaci. Il più delle volte questo accade per una diagnosi tardiva, per trascuratezza dei sintomi nelle fasi iniziali, per una non corretta esecuzione delle terapie e/o delle visite di controllo, oppure per la reale presenza di pazienti che non rispondono adeguatamente alle terapie (pazienti non responder). In questi casi può essere utile l'impiego di ausili per ipovisione (occhiali, videoingranditori, ecc.) spesso associate a terapie riabilitative per pazienti ipovedenti in centri specializzati.

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