San Pier Damiano Hospital

Oct, il ‘raggio’ laser che scopre le malattie dell’occhio in meno di 15 secondi

23 ottobre 2017
Il dottor Alberto Lanfernini, specialista in Oftalmologia, illustra le caratteristiche dell’innovativo strumento diagnostico disponibile a San Pier Damiano Hospital.

“L’Oct (Optical Coherent Tomography o Tomografia Ottica)- spiega il dottor Alberto Lanfernini, specialista in Oftalmologia - è uno strumento diagnostico nato nei primi anni del Duemila, la cui funzione, sfruttando le peculiarità del ‘raggio’ laser, è quella di scansionare, strato per strato, le strutture interne dell’occhio umano - in particolare la retina e il nervo ottico, ma anche il segmento anteriore - alla ricerca dei segni premonitori e di evidenza delle patologie oculari. Il grado di risoluzione delle Oct di ultimissima generazione, come quella di cui disponiamo qui a San Pier Damiano Hospital, che associa anche la capacità d’indagare, in modo accurato, la rete vascolare della retina, è oggi nell’ordine dei 2 micron. Grazie ad essa riusciamo a visualizzare tutta la retina arrivando a discriminare, con estrema precisione, gli eventuali punti di sofferenza dei tessuti nervosi e a capire cosa non va e come intervenire. L’esame, del tutto indolore per il paziente, richiede un tempo d’esecuzione brevissimo: da 2 a 15 secondi a seconda del programma”.

Quali patologie riconosciamo tramite l’utilizzo dell’Oct?

“Innanzitutto le maculopatie: cioè le malattie degenerative della macula - la parte centrale dell’occhio - che nelle persone sane consente di ‘distinguere’ in la forma degli oggetti e tutto quanto si muove nell’ambiente circostante. Chi ne è affetto accusa la difficoltà a vedere attraverso di essa oppure lamenta una visione distorta ed offuscata. Sono in prevalenza patologie correlate all’età avanzata ma possono colpire anche i soggetti più giovani: le cause non legate all’invecchiamento derivano da una malattia diabetica non curata, da alterazioni genetiche, esposizione a radiazioni e altro ancora. Per mezzo dell’Oct riusciamo a identificare la ‘forma’ della maculopatia così da ‘sorvegliarla’ nel tempo: sia che si tratti di maculopatie senza sversamenti - quindi in assenza di emorragie ed essudazione dei capillari - sia in presenza di ‘perdite’ ematiche del microcircolo interno all’occhio”.

Possiamo definirla come un’ultra radiografia della retina?

“No, ma una Tac della retina senza radiazioni e non invasiva. La differenza, sostanziale, rispetto ai modelli precedenti di Oct è data dall’opportunità, mediante un apposito software molto avanzato, di studiare in maniera approfondita la circolazione retinica e ricostruire, in dettaglio, l’intera rete vascolare evitando l’iniezione del mezzo di contrasto come avviene nella fluorangiografia. Da qui la funzione denominata angioOct. È solo il software a tracciare, rapidamente, la mappa dei vasi sanguigni presenti nella retina”.

Vi sono limitazioni all’utilizzo dell’Oct?

“Nessuna. Anche le pupille di appena 2 millimetri possono essere ‘lette e scansionate’ con efficacia, saltando i passaggi - fatti salvi alcuni rari casi - della preparazione con le classiche gocce che dilatano la pupilla”.

Cosa vede lo specialista dall’esito dell’Oct?

“Tutte le malattie vascolari: in questo campo rientrano le già ricordate degenerazioni maculari; le trombosi venose; le patologie ipertensive dell’occhio e le capillaropatie di varia origine”.

Dopo aver concluso l’esame e compreso il problema, cosa può fare il medico oculista? La soluzione è sempre chirurgica?

“Occorre distinguere le differenti condizioni esaminate. Prendiamo il caso più frequente: la maculopatia. Dobbiamo interpretare i risultati e comprendere se i capillari presentano o meno una permeabilità alterata e pertanto ‘perdono’ sangue. Nei casi di sversamento interveniamo con specifiche iniezioni intravitreali che hanno la funzione d’indurre il riassorbimento del vaso anomalo. Dopo 2-4 settimane ripetiamo l’esame, verifichiamo i risultati della procedura e decidiamo ulteriori trattamenti (in genere ne occorre più di uno). La diagnosi precoce è fondamentale alla buona riuscita della microchirurgia. L’Oct riveste altresì un ruolo importante nella prevenzione dei danni retinici da diabete, aiutando a bloccare l’evoluzione della malattia nei primissimi stadi. Vi è poi, non ultimo, il capitolo dedicato alla cura del glaucoma. L’Oct disponibile a San Pier Damiano Hospital consente di analizzare meglio le fibre ganglionari: mentre una volta si riusciva a captare soltanto l’assottigliamento del nervo ottico, ora si è capito come la struttura delle fibre si alteri prima che il nervo venga attaccato dalla malattia. Inoltre - e ciò vale sia per le modalità Oct e angioOct sia per l’indagine sul nervo ottico - la macchina va ad integrare automaticamente tutte le immagini acquisite negli esami precedenti fornendo mappe differenziali senza il minimo intervento dell’operatore, allertando lo specialista sui possibili peggioramenti del quadro clinico”.

Quali sono i benefici dell’Oct per il paziente che sceglie di rivolgersi al San Pier Damiano Hospital di Faenza?

“Nell’ordine: tempi rapidissimi per l’acquisizione delle immagini senza dover impiegare gocce atte alla dilatazione della pupilla. Possibilità di eseguire l’esame anche in chi presenta caratatta avanzata; quindi con valutazione retinica approfondita. Diagnosi più precoci rispetto a qualche anno fa. Frequente ripetibilità del ‘test’ per valutare qualsiasi minimo peggioramento. Nessun utilizzo del mezzo di contrasto”.

 

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