Maria Cecilia Hospital / 01 dicembre 2021

Arteriopatia degli arti inferiori

Arteriopatia degli arti inferiori

L’aterosclerosi riguarda solo le coronarie oppure può interessare anche le arterie delle gambe? 

L'aterosclerosi è una degenerazione della parete delle arterie che può portare al restringimento (stenosi), oppure all'occlusione completa del lume delle arterie, afferma il Dott. Paolo Sbarzaglia, Cardiologo dell’U.O. di Emodinamica e Cardiologia Endovascolare a Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA).

Essendo una patologia delle arterie, può interessare tutti i distretti arteriosi e quindi anche le arterie che nutrono i tessuti degli arti inferiori: in questo caso viene definita "Arteriopatia obliterante periferica". 

Che sintomi compaiono in questo caso? 

L'arteriopatia obliterante periferica si manifesta con sintomi causati dall'incapacità delle arterie, ristrette od occluse, di portare sufficiente sangue ossigenato ai tessuti degli arti inferiori. Un dolore tipo crampo dei polpacci, o anche più in alto, a livello delle cosce e dei glutei che insorge camminando (quando i muscoli avrebbero più necessità di ossigeno) viene definito claudicatio intermittens. 
Un'altra condizione è definita ischemia critica d'arto e si manifesta quando piccole ferite delle gambe e dei piedi presentano un deficit di guarigione; tale difetto deriva dall'apporto insufficiente di ossigeno ai tessuti che impedisce il processo di riparazione delle lesioni ulcerative. 

Qual è il percorso diagnostico per un paziente con questa sintomatologia? 

Il primo strumento di diagnosi, cui fare ricorso dopo aver indagato bene la sintomatologia, è un eco-doppler arterioso degli arti inferiori: tale metodica permette di valutare la presenza di stenosi od occlusioni arteriose per quanto non conceda sempre precisissimi dettagli anatomici. Un livello migliore di approfondimento diagnostico può essere ottenuto mediante una TAC con mezzo di contrasto, in grado di evidenziare con maggior precisione i dettagli anatomici (sede, lunghezza ed entità) delle stenosi, pur senza essere una metodica invasiva. 

Una volta formulata la diagnosi, quali sono le opzioni terapeutiche? 

Il percorso che i pazienti seguono a Maria Cecilia Hospital prevede un'indagine diagnostica invasiva prima di giungere alla definitiva opzione terapeutica. Tale approfondimento è l'angiografia che prevede di introdurre, sotto la guida dei raggi X, piccoli tubicini del calibro di meno di 2 mm (cateteri) all'interno delle arterie e di iniettare un mezzo di contrasto che permetta di visualizzare il decorso delle arterie e la precisa localizzazione di eventuali stenosi o ostruzioni. Sulla base delle immagini dell'angiografia si riesce a pianificare efficacemente la migliore opzione di rivascolarizzazione che può essere percutanea o chirurgica.

L'angioplastica percutanea è una metodica che permette di ottenere un'adeguata ricanalizzazione delle arterie ostruite e viene eseguita inserendo un filo metallico (guida) attraverso l'occlusione: a livello della lesione viene poi portato un palloncino che viene gonfiato a pressione e serve a dilatare l'arteria in corrispondenza del punto ostruito. 
L'Angioplastica viene eseguita quotidianamente a Maria Cecilia Hospital e permette di ottenere in ottima percentuale un buon risultato, a fronte di un basso tasso di complicanze.

L'alternativa chirurgica è costituita dal by-pass tra il segmento a monte e quello a valle dell'ostruzione e permette di creare un condotto che si sostituisce all'arteria occlusa e che porta un flusso adeguato di sangue arterioso alle arterie distali. Questa tecnica trova indicazione principalmente in presenza di ostruzioni molto lunghe (almeno 25-30 cm) e viene anche questa eseguita a Maria Cecilia Hospital dai nostri colleghi Chirurghi Vascolari

Infine, va sempre ricordata la terapia medica che costituisce un contorno imprescindibile a tutte le procedure e agli interventi di rivascolarizzazione: essa prevede una terapia antiaggregante, statine che controllino il valore del colesterolo LDL, farmaci antipertensivi ed antidiabetici, qualora siano presenti questi fattori di rischio.

 
Per maggiori informazioni o per prenotare una visita contatta Maria Cecilia Hospital allo 0545.217111 oppure tramite form contatti

 
Revisione medica a cura di: Sbarzaglia Paolo
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